1975/76 quattordicesima puntata PALERMO E AVELLINO Storia e memoria

Le ultime due sconfitte consecutive hanno gettato nello sconforto l’ambiente azzurro. I più ottimisti cercano la causa nel calo fisico e nelle molte assenze mentre i più pessimisti vedono ormai il Novara ripercorrere lo stesso identico percorso dell’anno precedente.

“Senza voler fare previsioni pessimistiche, ricordiamo quanto è avvenuto l’anno scorso, quando gli azzurri, dopo una lunga serie di giornate positive, si sono slavati per miracolo”

Giornata 24 – 14 marzo 1976 Palermo-Novara 2-2

Sicuramente le assenze pesano molto in una squadra con l’undici titolare molto forte e consolidato ma con poche alternative. A Palermo Giorgis dovrà nuovamente rinunciare a Ferrari che evidentemente non era pronto a rientrare in gioco, oltre a Rocca, Giannini e Galli. Viene recuperato Menichini ma in condizioni non ideali, infatti verrà sostituito a partita in corso.

I sostituti saranno Lugnan, impiegato a centrocampo e Scorletti. Nel corso della partita farà il suo esordio stagionale il giovanissimo Paolillo in sostituzione dell’acciaccato Menichini, costringendo Giorgis a rivoluzionare nuovamente l’assetto tattico, spostando Lugnan nel ruolo di terzino, Scorletti in mediana e Paolillo trequartista.

Ma il Novara è ancora vivo e a Palermo gioca una partita gagliarda sotto una pioggia battente.

“La squadra si è battuta con grande coraggio in una giornata meteorologicamente assai brutta: terreno inzuppato d’acqua e pioggia costante dal cielo”

Il primo quarto d’ora è da brividi per i nostri con la rete palermitana ad opera di Margherina che sorprendeva tutti con una punizione filtrante.

Il gol invece di fiaccare gli azzurri, li sblocca e da quel momento diventano padroni del campo.

“Il Novara assumeva decisamente il comando del gioco e portava continui assalti alla porta siciliana. Il pareggio maturava al 25’ dopo una perfetta triangolazione Marchetti-Fiaschi e doppio tiro dell’ala, prima respinto dal portiere e poi infilato in rete da posizione impossibile.”

Nella ripresa il Novara continua il suo assalto e a 10 minuti dal termine giunge la rete del meritato vantaggio

“un bel contropiede impostato da Marchetti (in netta ripresa) è sfruttato da Piccinetti che resiste a due cariche, e poi fionda in gol rendendo vano l’intervento del portiere”

Sembra fatta per gli azzurri ma al 83’ un’azione confusa e viziata da due falli di mano di Ballabio, permettono al Palermo di pareggiare.

“Il sogno di Giorgis è infranto quando Peressin porge a Ballabio che stoppa di petto (e si aiuta con un braccio ma Reggiani sorvola non badando nemmeno al segnalinee che sventola il fallo) e gira in rete al volo. Un bel gol, peccato sia stato viziato da un fallo di mano”

Il Novara torna dalla Sicilia oltre con un ottimo punto (ma potevano essere due) e con la speranza che la crisi sia stata superata. Ora gli azzurri dovranno provare a sfatare il tabù dello stadio nuovo e vincere finalmente la prima partita fra le nuove mura amiche.

Giornata 25 – 21 marzo 1976 Novara-Avellino 2-1

Alla fine dell’inverno del 1976 si registra una delle crisi economiche più devastanti per il nostro Paese. L’aumento del greggio (il prezzo quadruplicò), diversi attacchi speculativi, disoccupazione, calo degli investimenti, crisi sociali e politiche ci portano alla svalutazione della lira che ci rende tutti più poveri.

Il lungo inverno calcistico sta ormai per finire. Per gli azzurri dura da ormai ben 10 settimane cioè dal lontano 4 gennaio quando il Novara colse l’ultima vittoria casalinga contro il Brindisi. Sette pareggi consecutivi, due sconfitte e un ottimo pareggio, l’ottavo, a Palermo.

Il 21 marzo comincia la primavera ed il Novara torna alla vittoria!

La vigilia è piena di dubbi sul reale stato di forma del Novara, da una parte i tifosi vogliono fortissimamente la prima vittoria nel nuovo impianto dall’altra Giorgis tiene la barra diritta sulla continuità di risultati

“Non vorrei che si puntasse tutto sui prossimi due incontri. Il campionato di serie B – afferma Giorgis – presenta ogni giorno delle novità ed è già stato dimostrato che quel che conta è non perdere. Se avessimo fatto almeno due punti nell’accoppiata Vicenza-Spal non saremo qui ora a fare certi discorsi.”

E’ veramente un campionato impazzito e la venticinquesima giornata è la dimostrazione: il Catanzaro capolista perde a Brescia, il Varese a Bergamo ed il Genoa a Reggio Emilia. Rientrano nel gruppo promozione il Novara ed il Foggia insieme ad un folto gruppo di pretendenti tutte a quota 27: Spal, Ternana, Atalanta, Brescia e Pescara. Nove squadre in due punti dopo 25 giornate!

Il Novara dimostra di essere ancora convalescente e non disputa una gran partita ma agguanta la preziosa vittoria grazie al primo gol in azzurro di Salvioni a un quarto d’ora dal termine.

I primi venti minuti vedono gli azzurri in attacco e dopo un paio di buone occasioni vanno in vantaggio con un gran gol di testa di Piccinetti che vola in cielo per raccogliere un cross di Marchetti. Tre minuti dopo un’altra grande occasione sempre per Piccinetti che riprende una respinta dell’ex Pinotti e colpisce a colpo sicuro. Solo un’autentica prodezza di Pinotti nega il raddoppio al Novara.

Da questo punto in poi sarà solo Avellino che soprattutto nel secondo tempo prenderà d’assalto la porta azzurra.

“Il Novara pare caduto in catalessi e il tiro da circa trenta metri di Gritti che si insacca come un proiettile nel sette della porta di Garella deve provocargli certo degli incubi”

L’incubo dell’ennesimo pareggio sembra materializzarsi nuovamente ma al 76’ Pinotti respinge malamente un tiro di Veschetti e Salvioni ribatte in rete il più facile dei gol.

Giunge così la prima storica vittoria nell’impianto di Viale Kennedy.

“Adesso il tabù è terminato, mentre, ha rotto il ghiaccio anche il giovane Salvioni che con una provvidenziale zampata (dopo difettoso intervento di Pinotti) ci ha regalato l’agognata vittoria e contemporaneamente ha messo a segno il suo primo gol di campionato. Era ora Sandro!”

 


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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