1975/76 tredicesima puntata VICENZA e SPAL Storia e memoria

E alla fine, dopo 22 giornate di campionato, la crisi arriva davvero e si materializza sotto forma di due sconfitte consecutive, una in trasferta e una in casa.

Per la prima volta in stagione, il Novara si allontana dalla zona promozione e tutti tranne Giorgis, prevedono l’inevitabile crollo.

Ma andiamo con ordine:

29 febbraio 1976 – giornata 22 Lanerossi Vicenza-Novara 3-0

Dopo 20 anni gli azzurri tornano allo stadio Menti. E’ dal campionato 1955/56 che Vicenza e Novara non si incontrano più cioè dai tempi della serie A.

Il Lanerossi è in piena lotta per non retrocedere e proprio in settimana ha esonerato il tecnico Scopigno, affidando la guida tecnica ai brasiliani Sormani e Cinesinho. Nonostante la classifica, il Vicenza ha ottimi giocatori: Di Bartolomei, Filippi, Marangon, Galli, costituiranno la squadra che l’anno successivo con l’inserimento del giovanissimo Paolo Rossi e con la guida di G.B. Fabbri, dominerà il campionato.

Per contro il Novara ha rinnovato in settimana il contratto al Mister Giorgis a conferma della sintonia tra la dirigenza e lo staff tecnico.

Purtroppo come spesso accade, il cambio di allenatore ha un effetto immediato devastante e a farne le spese sono proprio gli azzurri. I veneti con il sangue agli occhi, dominano la gara.

“A scanso di equivoci, diciamo subito che l’unica vera colpa del Novara è di essersi trovato di fronte un Lanerossi scatenato, deciso fino alla cattiveria, aggressivo e implacabile anche sul 3 a 0.”

Due gol nel primo tempo (Bernardis di testa e Galuppi allo scadere dei primi 45 minuti) e un rigore realizzato da Faloppa nel secondo tempo decretano la netta sconfitta.

“Con tutte le attenuanti che si vogliano trovare, il Novara ha perduto secco, accusando in ogni momento la superiore dinamica degli avversari e non riuscendo quasi mai a qualche pericolosa offensiva”

C’è rammarico per aver interrotto la serie di risultati utili consecutivi ad un passo dal record del Catanzaro che è rimasto imbattuto per 15 partite consecutive ma ciò che preoccupa sono le condizioni generali della squadra

In difesa Udovicich e Veschetti appaiono un po’ stanchi e Garella per la prima volta in stagione ha responsabilità su almeno un gol.

Rocca è uscito per infortunio, Piccinetti e Giannini pur rimanendo in campo hanno finito acciaccati. I potenziali rincalzi Ferrari e Galli sono ancora infortunati mentre Rolfo è ancora lontano da una condizione atletica accettabile.

Giorgis tranquillizza l’ambiente assicurando che la sconfitta di Vicenza non è l’inizio della fine ma la preoccupazione nei tifosi rimane.

7 marzo 1976 – giornata 23 Novara-Spal 1-2

Si ritorna allo stadio di Viale Kennedy alla ricerca della prima vittoria nel nuovo impianto dopo tre pareggi.

“Ora conta solo vincere – afferma Lamberto Giorgis – per recuperare il risultato negativo di Vicenza. E’ inutile piangere sul latte versato”

Ma evidentemente gli azzurri soffrono la nuova situazione, che li vede “costretti” alla vittoria dopo aver disputato un campionato sulle ali dell’entusiasmo, senza alcuna pressione.

Esordio stagionale per Scorletti che viene preferito a Giannini. In pratica la quarta scelta nel ruolo che è di Ferrari e che per la sua prolungata assenza, Giorgis ha dovuto provare soluzioni diverse, con l’inserimento di Giannini, Galli, Lugnan e ora Scorletti.

Ma il Novara approccia male la partita e la Spal già al 25’ lo infilza con Pezzato. Ci sarebbe ancora tutto il tempo del mondo per recuperare ma è la Spal che soprattutto nel secondo tempo continua ad avere occasioni da gol fino a raggiungere il meritato raddoppio al 70’ con Pezzella.

Il Novara prova a scuotersi e al 80’ giunge il gol della bandiera con un secco tiro di Vivian che illude e trasforma gli ultimi dieci minuti in un inutile forcing

“Dieci minuti finali di assalto, cecità e confusione, non permettono al Novara di costruirsi il suo alibi. Palloni nel mucchio, difensori all’attacco, rimpalli. Il tutto accompagnato dall’urlo feroce del pubblico che si rifiuta di veder sfumare in questa gelida e ventosa giornata sogni a lungo covati di promozione.”

Dalle colonne del Corriere di Novara, Gianfranco Capra la prende con filosofia:

“Pensate che fino a 15 giorni addietro ogni volta che il Novara pareggiava – e continuava a farlo – noi tutti storcevamo il naso. Sempre pareggi, sempre pareggi come quel tale che si lamenta perché tutti i giorni era costretto a mangiare lasagne. Una noia!”

Giorgis ammette la sconfitta, non cerca scuse ma nega che la motivazione sia un calo fisico. Il tecnico modenese è certo della bontà della sua preparazione fisica.

Ma i novaresi temono il crollo, anche perché hanno ancora negli occhi la stagione precedente, dove dopo un ottimo girone di andata ci fu un crollo verticale che portò gli azzurri a rischiare la retrocessione

I risultati aiutano il Novara, anche il Genoa perde in casa e le altre pretendenti alla promozione, tranne il Varese, pareggiano. Ora la zona promozione dista quattro punti che con i due punti per la vittoria cominciano ad essere tanti.

“Il campionato di serie B è lungo e imprevedibile ma forse oggi il Novara ha rimesso i suoi sogni nel cassetto”


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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