Per chi suona la campana? Editoriale

La partita di Pisa sapevamo tutti sarebbe servita solo per capire quale sarebbe stata la nostra avversaria ai playoff e così infatti è stato. Ma lo è stato purtroppo nel modo meno opportuno, ovvero con un Novara sceso in campo all’Arena Garibaldi mentalmente in infradito poi subito buttato in mare da un compiacente arbitro venuto dalla “vicina Abbiategrasso” che, a differenza di quello di sette giorni prima proveniente dalla “vicina Lodi” che tanto ha fatto incazzare i nostri prossimi avversari senesi, non ha avuto il minimo dubbio sul massacrarci. E’ un bene che si sia arrivati al dunque di questa stagione, non se ne poteva più. Ludi ormai fa parte del passato ma ancora (almeno) per questa stagione è chiamato moralmente a beccarsi le ire della piazza e a rispondere ad una semplice domanda che, partita dopo partita (soprattutto in quelle come ieri), cresce spontanea in ogni singolo tifoso del Novara: “ma come è stato possibile mettere su una squadra di calcio così scarsa?”. Nei picchi di disperazione viene pure da dire che non può esserci stata malafede, perché in questo caso probabilmente non sarebbe riuscito nell’impresa di sbagliare tutti, ma proprio tutti, i nomi acquistati. Perché, per la legge dei grandi numeri, su 15-20 giocatori comprati un paio forti li avrebbe trovati, anche senza volerlo. E invece.

E ora sotto con la Robur Siena, la squadra che forse, nelle due partite in campionato, ha dimostrato di essere quella probabilmente più simile a noi. Non mi ha mai dato l’impressione di essere particolarmente più forte o più debole, o di avere qualche individualità oggettivamente più brillanti delle nostre. Sta nel mazzo ne più ne meno come noi. Siena Novara sarà una partita aperta per la logica, un po’ meno aperta per tutti noi che nove su dieci abbiamo già pronto il De Profundis da cantare, e che forse faremmo anche meglio a dimenticarcelo almeno fino al triplice fischio di domenica prossima. Se è vero che non può essere considerato un premio accedere ai playoff da noni, non ha senso nemmeno affrontarli con le valigie pronte per il mare o il disfattismo di chi si tira addosso tutte le sfighe possibili e immaginabili perché “tanto faremo una partita di merda”. Prima almeno giochiamola e poi vedremo.

Non so voi, ma io ho sorriso parecchio in settimana a leggere le vicende dell’ottima Lega di Serie B di Balata, formata da 19 ottime Società tutte unite e tutte amorevoli tra loro. E’ stato bellissimo, poi, leggere l’ottimo esposto contro il Palermo di mezza serie B (ma come, non erano tutte d’accordo su tutto e tutte per una e una per tutte?). Ma ancora più meraviglioso sarebbe vedere, per esempio, quelle ottime Società come Carpi, Padova e Livorno salutare quella ottima serie B. Sublime sarebbe se la salutassero pure alcune di quelle più fighe tipo Venezia, Foggia o Salernitana. Mi piacerebbe sapere se ancora oggi la loro granitica convinzione sulla serie B a 19 squadre è ancora così solida oppure se, magari, si stanno sparando nei coglioni perché, per dare retta all’ottimo Balata, ritornano nel povero anonimato della serie C. Chissà, magari qualche giornalista nazionale professionista glielo chiederà.

Nell’ultimo editoriale scrissi che questa rosa non poteva accontentarsi di un derby vinto allo scadere grazie ad un rigore generoso, e lo penso ancora. In ogni campionato, anche in quelli meno emozionanti, c’è sempre una piccola impresa che chiunque ricorda. Spesso inutile ai fini della classifica finale ma comunque prestigiosa e importante. Al Novara ancora manca (a meno che mi si parli di Piacenza Novara 0-3 ma era un altro campionato). L’occasione è arrivata: Robur Siena Novara di domenica prossima. E’ davvero l’ultima occasione. Per chi suonerà la campana?

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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