Perché no? Editoriale

La cosa probabilmente più drammatica di queste due ultime stagioni è che abbiamo perso l’abitudine alla vittoria. E non parlo di quella sensazione scontata che può percepire un tifoso della Juventus prima di iniziare una partita, dove sa che nove volte su dieci vedrà vincere la sua squadra del cuore, mi riferisco proprio al considerare la vittoria un’opzione concretamente possibile tra le tre a disposizione. Nelle due ultime stagioni, se ci avete fatto caso, abbiamo mantenuto una media di una vittoria più o meno ogni due mesi, cosa che raccontata così forse non rende nemmeno del tutto l’idea della drammaticità della situazione a chi non l’ha vissuta da tifoso, e questo ha sicuramente contribuito ad alimentare quella sindrome da “sconfitti prima di scendere in campo” che ci ha tutti (chi più chi meno) colpiti. L’era Sannino è ancora troppo breve per parlare di statistiche, ma con la vittoria di ieri il nostro allenatore ha alzato questa media vittorie a una al mese, e questo vuol dire essenzialmente due cose: la prima, molto banale, è che c’è una conferma di inversione di tendenza di questo Novara che, pur con enormi difficoltà, ogni tanto vince. E possiamo dirci quello che volete ma vincere è sempre bello, sia che si parli di un derby con un rigore inesistente o una trasferta a Lucca in cui si è sofferto nel finale. La seconda cosa è che il Novara di oggi, complice un campionato che ormai sappiamo tutti essere tecnicamente ridicolo, non perde più perché è più debole complessivamente degli avversari (Cuneo forse ha rappresentato il punto più basso di una stagione pessima, quello da cui siamo ripartiti), ma perde se gli episodi gli girano male come contro l’Entella. Altrimenti, il Novara di oggi è una squadra con la tendenza a condurre il gioco e ad imporlo, ed è di gran lunga il miglior Novara visto da inizio anno. Semmai, se vogliamo trovare critiche argomentate, possiamo dire di essere ancora troppo vittime, sia in positivo che in negativo, degli episodi. Ieri un amico mi ha chiesto chi fosse stato il migliore in campo dei nostri, e francamente ho avuto difficoltà a rispondere perché l’impressione avuta è stata di un miglioramento del gruppo più di qualche singolo che ancora una volta non è emerso.

Beppe Sannino ha ora ancora quattro partite, o se preferite ha ancora circa un mese di tempo prima dei playoff, per migliorare su due precisi aspetti: la condizione psicofisica generale della squadra (appare infatti evidente sempre un crollo nel secondo tempo) e la crescita esponenziale dei singoli, che è condizione necessaria e sufficiente per giocarci quelle (poche) possibilità di vittoria che abbiamo. Ci manca infatti come il pane la felicità di una vittoria per un gesto tecnico del singolo che risolva una partita proiettata verso il pareggio, ci manca come l’aria il poter urlare un “questa partita l’ha vita Pablo”, cioè vedere finalmente qualcuno a caso dei nostri in rosa in grado di vincere da solo una partita finalmente riuscire a farlo. Perché potremo pure avercela con tizio o caio, essere imbruttiti e pessimisti, ma non possiamo mentire a noi stessi e sostenere che un Cacia o un Pablo del caso (giusto per citarne due) non siano più in grado di estrarre una volta un coniglio dal cilindro. Ecco, Beppe Sannino deve riuscire a mettergli tra le mani questo benedetto cilindro, e poi vedremo loro che saranno in grado di fare.

Ormai i risultati sono standard per tutti, il nostro distacco da quelle sopra e il vantaggio da quelle sotto rimane sostanzialmente inalterato da non so quanto tempo, quindi al netto di un filotto nostro di vittorie da qui alla fine si tratta solo di capire contro chi giocare. E’ sinceramente brutta questa personale condizione di averne otto davanti e pensare di potermela giocare tranquillamente con almeno sei di queste (personalmente avrei paura di giocare solo contro Entella e Pisa, ma è un’opinione discutibile come tante altre). E’ oggettivamente improbabile che una squadra come la nostra, che vince una volta al mese se va bene se non ogni due, possa inanellare almeno 5 vittorie su 8 partite di un playoff intero concentrato in un mese solo, ma nello stesso tempo vorrei che mi spiegaste perché il Novara di oggi (e in proiezione quello che sarà tra un mese) non possa pensare di provare a vincere per esempio ad Arezzo, Carrara o Siena giusto per parlare di quelle nel nostro girone. Non è questione di credere nella promozione, ma di credere di potercela giocare contro chiunque in una partita secca, specie se in trasferta dove forse forse è pure meglio. Il perché probabilmente non andremo in B lo sappiamo tutti: siamo scarsi, o comunque non siamo più forti. Ma il perché non si possa comunque provare a giocarci le nostre carte partita dopo partita me lo dovete spiegare.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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