1975/76 nona puntata INAUGURAZIONE STADIO NUOVO Storia e memoria

E’ tipico dei novaresi: invece di esaltare il nuovo impianto e di godere in pieno del momento di gloria, preferisce criticare e trovare i lati negativi. I tifosi, ancor prima di mettere per la prima volta piede, nello stadio nuovo, già rimpiangono quello vecchio. Dalle colonne del Corriere di Novara si analizza criticamente la scelta di costruire uno stadio nuovo, sottolineando lo spreco di soldi pubblici per un impianto che verrà utilizzato pochissimo. Viene fatta una analisi costi-benefici che neanche la Commissione Europea per la TAV è riuscita a fare:

“Un miliardo e mezzo (di lire ndr) o forse due, per una struttura che verrà utilizzata 2-3 ore alla settimana ogni due settimane appare anacronistica. In tempi economicamente floridi la cosa poteva anche andare, oggi no.

Dieci anni fa il calcio era in auge, sembrava a molti l’evasione ideale per la domenica ed uno stadio come quello che si inaugura oggi avrebbe certo raccolto fior di applausi. Oggi meno. Non che manchino i tifosi ma quel filo diretto che lega le arene romane agli stadi di calcio si sta spezzando. Lo spettacolo che serve a scaricare la tensione accumulata durante la settimana, che autorizza, pagando il biglietto, all’agitar di corna e alla pornofonia nei confronti dell’arbitro e dei giocatori, perde credibilità.”

Anche il commento dell’allora Sindaco Leonardi è tranchant:

“se l’investimento fosse stato deciso oggi non avrebbe certo goduto di priorità rispetto ad altre iniziative ma  è stato… ereditato dalla nostra amministrazione”

Per fortuna il 22 gennaio 1976, San Gaudenzio regala ai novaresi una bellissima giornata di sole con una luminosità accecante e allora vaffanculo le analisi e anche la TAV, tutti allo stadio nuovo!

La Juventus dell’ex Parola, si presenta con tutti i titolari in campo, dal monumentale Zoff al bomber Bettega.

Si usava fare così, anche nelle amichevoli a ridosso delle partite di campionato: era una forma di rispetto, oggi completamente persa, verso la società che ospitava.

In tribuna sfilano tutti i grandi ex del Novara che si godono la festa: Mita Medici, la pattuglia acrobatica di Cameri, un elicottero militare che a pochi metri dal campo lancia la palla di gioco, la banda musicale dei Bersaglieri, il coro del Brera ed il volo augurale di centinaia di piccioni.

 

Il più felice ed orgoglioso di tutti è il Presidente Tarantola:

“Il più stanco alla fine, era lui, Santino Tarantola. Sudava come se avesse corso dietro ad Altafini o a Furino per tutto il campo lungo com’è. Per fortuna – diceva – è finita. Proprio come avviene in certe feste, che nascono all’insegna della familiarità e poi si sviluppano in modo imprevedibile. Tarantola, Nuvolone, Lena, Molina e Battaglia sembravano tanti cerimonieri di corte: un piatto ricordo qua, un piatto la, una stretta di mano giù, un saluto su. Non devono essersi neppure accorti che il Novara nel frattempo aveva vinto.”

         

 

Eh si perchè c’è stata anche una partita: Anastasi porta in vantaggio la Juve al 17’, che gioca in scioltezza con il Novara che cerca di rispondere colpo su colpo. Nel secondo tempo nella Juve entrano Tardelli, Marocchino, Scirea e Altafini. Il Novara risponde con Paolillo, Venturini, Pasuelli, Scorletti e vince la partita!

Al 57’ Spinosi devia nella sua porta un traversone di Piccinetti e 5 minuti dopo lo stadio esplode: un azione Galli-Rolfo (al suo rientro dopo un lungo infortunio) consente a Pasuelli di lasciar partire da fuori area un gran tiro che batteva imparabilmente Alessandrelli da poco subentrato a Zoff.

La vittoria chiudeva così la giornata perfetta dei tifosi azzurri.

“Serie A, serie A gridava la folla sugli spalti, una folla entusiasta della sua squadra, questo Novara che si è preso il lusso di battere, sia pure in amichevole i campioni d’Italia della Juve.”

Quel coro, rimase nella gola dei tifosi novaresi per 35 lunghissimi anni, per tornare ad esplodere in quella notte del 2011.


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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