La Novara che festeggia Editoriale

Riflettevo ieri sera di ritorno dallo stadio sul fatto che non avrei mai pensato nella mia vita di assistere ad un calcio di rigore la cui tensione, ansia e paura dell’errore, avrebbero superato di gran lunga quella provata per il rigore di Fabio Grosso nella finale dei mondiali di Berlino. Non ricordo nemmeno di aver mai visto come ieri sera gente intorno a me farsi il segno della croce o, addirittura, scrivere direttamente testamento prima di quegli interminabili secondi che hanno separato la rincorsa di Cacia dalla sua esultanza sotto il settore ospiti per pigliare per il culo i vercellesi col gesto del “via, andate fuori dal cazzo”. I record, è vero, nascono per essere battuti, ma sarà parecchio difficile vedere un altro rigore che supererà, in fatto di emozioni, quello di quest’ultimo derby delle risaie.

Credo che sul libro del giuoco del calcio un’infinita quantità di pagine della sua storia siano state scritte grazie alla buona stella che ha illuminato il protagonista di turno. Mi si potrà anche ribattere che, alla lunga, i valori vengono sempre fuori e la storia regala il giusto spazio a chi lo merita, rimane il fatto che ci sono allenatori tipo Atzori e Dal Canto che, proprio contro il Novara, hanno certificato il proprio status di perennemente sfigati ed altri, l’Attilio in primis, che proprio contro quei due ha dimostrato il contrario. Sarà pure facile ora dire che Sannino è fortunato, ma anche sostenere il contrario non cancella quanto si pensava sul suo predecessore Viali, soprattutto quando si diceva che: “anche se non ha tutte le colpe, va cambiato perché porta sfiga”. E infatti, pronti via col nuovo allenatore vinci un derby con un rigore assegnato nei tempi di recupero, cosa che ancora adesso mentre scrivo mi sembra irreale solo a pensarci, figuriamoci a convincermi che sia successo davvero. Nessuno avrà mai la riprova ma, nel dubbio, mi verrebbe da dire che con Viali il rigore ce lo avrebbero fischiato contro, perché quando si è sfigati vuol dire che si è sfigati. Punto.

Oggi è tutto bello. E’ bello aver vinto il derby, è bello averlo vinto contro una squadra che non ha grosse individualità ma, al contrario, ha un collettivo di tutto rispetto che, ad oggi, ancora ci sogniamo. E’ bello aver vinto con un rigore nato da un’azione di uno per cui molti ieri sera allo stadio ne ignoravano l’esistenza ma che, dal nulla, si è inventato un’azione alla Nicolino Berti a Monaco di Baviera nel 1988 (i giovani se la vadano a rivedere su Youtube), è bello che loro contestino il rigore, è meraviglioso che Cacia abbia esultato davanti a loro ma, cosa più importante, è stato bellissimo rivedere uno stadio finalmente trascinato dalla squadra. E non importa se, oggettivamente, c’è davvero molto da fare e non sia così scontato che da questo gruppo si possa ottenere qualcosa, ieri abbiamo riscoperto un po’ tutti quella gioia di abbracciarci per un goal del Novara, di emozionarci per una vittoria e di tornare a casa finalmente felici e non con la solita scimmia imbruttita in testa. Difficile oggi raddrizzare questo campionato, ma con ieri ne è iniziato un altro, sicuramente più interessante di quello fino ad oggi visto dalle nostre parti.

Godiamoci questa vittoria, ce la meritiamo un po’ tutti. Il derby delle risaie non è più pallido ma è tornato ad essere colorato di azzurro, tutto il resto non conta. Chi perde parla chi vince festeggia. Noi festeggiamo.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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