1975/76 quinta puntata Catanzaro e Reggiana Storia e memoria

Dopo nove giornate il bilancio della squadra azzurra è decisamente positivo. E’ soprattutto il gioco a soddisfare e sorprendere il pubblico novarese, tanta grinta, tanta corsa e sempre molte occasioni da gol.

Il difetto del Novara è proprio non riuscire a concretizzare le occasioni e di essere Fiaschi-dipendente: tutti i gol realizzati dal Novara fino ad ora, portano la sua firma.

30 novembre 1975 giornata 10: Il Catanzaro è stato costruito per vincere il campionato, con la punta Palanca, un mister emergente come Di Marzio ed un futuro grande mister in campo: Ranieri.

La partita è il match clou della giornata di serie B e viene inviato un arbitro importante come Gino Menicucci di Firenze che dovrebbe garantire equità e controllo della partita. Non sarà così.

Ancora una volta il campo del Comunale è pesantissimo e la pioggia batte incessante su migliaia di ombrelli. I novaresi festeggiano le 500 presenze azzurre del Nini

Di Marzio, nonostante il potenziale offensivo a sua disposizione, sceglie di fare una partita ultra difensiva ma nell’era dei 2 punti per la vittoria, un pareggio esterno era considerato una “quasi vittoria” sempre e comunque.

“Per i tifosi calabresi lo 0-0 è stata una festa, una conferma del valore del Catanzaro, protagonista ineccepibile di una maschia gara difensiva, senza acuti ma senza troppe sbavature.”

L’assalto novarese alla porta calabrese si ferma al 79’ per volontà di Menicucci:

Rocca batte una punizione quasi da fondo campo e mentre il pallone spiove in area, in rapida successione Maldera abbraccia Piccinetti, Vichi in contrasto con Fiaschi lo stende, la sfera schizza verso Piccinetti che tira e rete e Vichi, ancora a terra, devia forse involontariamente, con la mano. Menicucci dice che va tutto bene.

“Per i tifosi del Novara la festa è stata un po’ meno lieta. Dopo aver visto gli azzurri prodigarsi invano per costruire un gioco, difronte ad un avversario che si limitava a distruggerlo e pur tuttavia creare ugualmente le occasioni per una vittoria che non è venuta, recriminare per una macroscopica serie di falli in area, avvenuti in rapida successione a dieci minuti dalla fine, sui quali l’arbitro Menicucci,  ha chiuso gli occhi negando alla squadra di casa l’unica possibilità di sbloccare il risultato.”

Mister Giorgis si consola con il gioco e la forma fisica dei suoi ragazzi, anche se qualche critica sull’utilizzo di Rocca (corre spesso vuoto), sulla lucidità di Piccinetti e sul crollo alla distanza di Marchetti, non gli viene risparmiata.

7 dicembre 1975 giornata undici: l’avversaria di turno è la Reggiana che ha un solo punto in meno del Novara e schiera tra le sue file l’ex Carrera e l’ex della Voluntas Domenico Volpati, futuro campione d’Italia con il Verona.

 

Piccinetti è sotto osservazione, tutti si aspettano il suo primo gol ma Tarantola sposta l’attenzione:

“segni chi vuole ma si decidano a far tremare la porta avversaria. Non si può continuare a dominare gli avversari senza riuscire a tramutare in gol la netta supremazia. Anche se per la verità domani uno zero a zero non sarebbe da buttare via”

Invece il Novara non cambia registro: domina sul piano del gioco ma non vince, porta a casa il punto sperato dal Presidente ma anche il rammarico di non aver conquistato il bottino pieno.

“Un grande Novara, senza dubbio, che ha saputo raddrizzare, con la grinta che gli ha trasmesso il suo allenatore Giorgis, una partita che dopo solo 12 minuti lo vedeva già sotto di un gol”

Il gol del pareggio arriva al 61’ finalmente da un giocatore diverso dal solito Fiaschi: Marchetti.

“Non ancora contenti, hanno insistito nella loro azione travolgente, annullando del tutto una Reggiana che ormai non aveva proprio più nulla da dire.”

Non solo Marchetti, che oltre al gol ha impegnato Piccoli in due miracolosi salvataggi e ha colpito una traversa, ma tutti i giocatori novarese hanno contribuito a questo pareggio: dai terzini Veschetti e Menchini, alle prese con due ali, Passalacqua e Francesconi, in continuo movimento, al solito Udovicich che ha implacabilmente marcato Frutti, dimostrando ancora una volta una vitalità da giovanotto, al duo Fiaschi Piccinetti, impegnati in un continuo corpo a corpo coi ruvidi difensori emiliani.

Gli azzurri tornano a casa con un punto e con la miglior difesa del torneo. In vetta Il Genoa raggiunge il Catanzaro, seguono un gruppetto di 5 squadre, tra le quali Novara e Varese prossime avversarie in un sfida che si preannuncia caldissima.

 

 

 


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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