Le miserie ‘d Monsù Travèt Racconti

Monsù Travèt è il  personaggio centrale di una commedia piemontese in cinque atti composta da Vittorio Bersezio, la cui prima rappresentazione andò in scena al Teatro Alfieri di Torino nel 1863.

Il Signor Travèt (cioè “travetto” piccola trave) nella commedia del Bersezio è un impiegato pubblico che sul posto di lavoro subisce le continue vessazioni di un capoufficio che lo odia, vive la frustrazione di vedere cani e porci venir promossi al suo posto, e svolge compiti monotoni e ripetitivi. 

Ciononostante nello svolgere tali mansioni è diligente, puntuale, preciso e meticoloso, capace di affrontare il proprio dovere con vero spirito di scacrificio; perdipiù nemmeno a casa le cose vanno meglio, dato che anche nell’ambito famigliare subisce angherie da parte della moglie e della figlia e addirittura della domestica.

Ora voi vi chiederete quale sia mai l’ attinenza di questa commedia con l’apertura di un pezzo che, se mai dovesse fregiarsi dell’onore di essere pubblicato, finirà a tappare un vuoto sulle pagine di questo blog, dove, tralatro, l’aromento masticato risulta evidente essere il calcio, ma ancor più specificamente, il Novara calcio.

Boh!!, non so nemmeno io quali potrebbero essere i tratti in comune,  ma prima di salutarvi porgendovi le mie scuse, scommetto che qualche similitudine con la mia (nostra) squadra del cuore salterà fuori.

Difatti, adesso che ci penso, questo personaggio, interpretato poi sul grande schermo da Carlo Campanini, per la regia di Mario Soldati, lo accosterei, senza troppi sforzi mentali, al Novara di questa mesta e tribolata stagione.

Quali potrebbero essere mai i tratti salienti che ben si accostano alle due figure?

Tutti, proprio tutti quei cameo che l’autore ha voluto appuntare sulla giacca del protagonista, per tracciarne un ritratto dove la miseria, (il titolo originale dell’opera è appunto “Le miserie ‘d Monsù Travèt”), la rassegnazione, l’ arrendevolezza, caratterizzano questo personaggio in fondo buono d’animo.

Ma andiamo con ordine: Il Monsù, come il Novara, ricopre un ruolo pubblico anche se non istituzionale.

Il Travèt viene continuamente vessato dal capouffico, il Novara dai vari personaggi che fanno capo a qualsiasi organismo calcistico, di tutti gli organi di giudizio e non: CONI, FIGC, Leghe di A, B, LegaPro, tribunali sportivi, CAF, TAR, TNAS,TFN, VAR (in lega Pro non esiste ma se esistesse ogni episodio sarebbe a noi avverso).

Monsù Travèt attende con ansia la promozione che non verrà mai, mentre è costretto ad assistere passivamente a quella degli altri, così come avverrà per il Novara.

Egli, poi, svolge compiti monotoni e ripetitivi; avete visto per caso qualche schema diverso dal solito giro palla e lancio lungo? Dunque…

Nel Novara Calcio, pur distinguendosi tra loro, pullulano tanti Monsù Travèt, ognuno adagiato nella propria trgica mediocrità, almeno tanti quanti sono le nutrie nel laghetto di Novarello e dintorni: Il nostro Mister, ad esempio, ne incarna perfettamente lo spirito con rara maestria e intensità, fino al punto di ingoiare rospi in continuazione, come quello deglutito contro la Carrarese, quando il suo dirimpettaio gli ha impartito una lezione di vera lucida densità tecnico tattica. Quindi, non pago, ha riempito di punte l’attacco nel vano e scontato tentativo di acchiappare i tigrotti in fuga.

Che dire allora di Monsù Travèt Ludi che, pur diligente, è costretto a dire sempre le stesse cose, per difendere il povero Viali dei tramonti. Certo che avere l’opportunità di scegliere il primo allenatore della tua carriera di DS e cannare in pieno è un tantino da sfigati, senza contare che con il Mister ci dovrà convivere da separato in casa. Quadro perfetto, questo, per potergli attribuire la definizione di Monsù Travèt.

E il nostro Guerriero? Mah, per un certo periodo ho creduto che assomigliasse molto a quel Braveheart Cuore impavido,  simbolo della ribellione del proprio popolo al dominio inglese, poi, pian piano, un’ Irpef dopo l’altra, e dopo essersi dato alla macchia, si è guadagnato il titolo di Presidente dei Monsù Travèt, e forse, per voler essere sincero e preciso, pure io in qualità di tifoso di una squadra più che mediocre, presieduta da cotanto Presidente, un tantino Monsù Travèt mi sento di esserlo, nel mio piccolo, però.

Nonnopipo 

 

   

 


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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