Il rigagnolo di via Patti Campionato

Tra le tante cose che adoro dello stadio, c’è il piccolo fiumiciattolo di persone che a fine partita si allontana a passo svelto e ben deciso in via Patti, passando davanti al Piazzano e disperdendosi poi verso il bar Novara. Un piccolo fiume composto puntualmente da allenatori, direttori sportivi, tecnici ed ahimè esperti di diritto sportivo.
Adoro sedermi su una delle vecchie panchine verdi e osservare, ascoltare, captando fra italiano e dialetto novarese, i vari punti di vista sulla partita.
Giovedì scorso, dopo la vittoria con l’Arzachena, mi sono messo ad osservare il fu fiume, ormai rigagnolo, composto per lo più da pensionati, fancazzisti e veri cuori azzurri, a casa in ferie.
E nonostante le dimensioni si siano ormai ridotte rispetto alle grandi piene di qualche anno fa, non ho potuto far a meno di notare un’enorme amore nella maggior parte dei presenti. Sarò un inguaribile romantico, ma giudico l’amore vero solo se incondizionato. E cosa è più incondizionato dell’amore per la propria squadra, di giovedì, in pieno pomeriggio, con il Novara ottavo in lega Pro contro l’Arzachena?

Tempo fa mi domandavo come portare giovani allo stadio. Il vento è cambiato e ora non lo reputo più una nostra priorità. Quantomeno, in termini assoluti lo rimane. Ma giudicando il breve tempo, l’unico obiettivo che da tifoso mi impongo è quello di non disperdere il rigagnolo di far sì che resti a lungo un fiume azzurro, colmo di passione. E pazienza se oggi tutti i “tifosi” sono arrabbiati per avere perso con il Monza in coppa Italia di lega Pro. Chi ama veramente ci crede. Non è il momento di mollare né il momento di farsi da parte. È piuttosto il momento di essere tifosi fino in fondo, senza pretendere nulla.

Forza Novara, domenica tutti allo stadio a sostenere i ragazzi!!

Lupo


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