Un nuovo campionato. Editoriale

Il mercato invernale ci regala l’ingresso di 7 nuovi giocatori, di cui almeno 4 nuovi titolari, e la contestuale cessione di 2 quasi sempre titolari, 3 quasi mai schierati (per motivazioni differenti) e 2 fuori rosa. Il solo modo per giudicare una sessione di mercato è ovviamente quello di attendere i risultati sul campo, ciò non toglie che già oggi si possa ragionare sui colpi effettuati in attesa della riprova concreta. Da un certo punto di vista questo è stato un mercato facile, perché la possibilità di peggiorare la rosa era sinceramente molto bassa. Gli errori strutturali e concettuali commessi in estate erano talmente evidenti che solamente un voluto immobilismo condito da un po’ di malafede avrebbero potuto lasciarli inalterati o, se possibile, peggiorarli. Ma da un altro punto di vista è stato sicuramente un mercato parecchio complicato per due motivi fondamentali. Il primo era rappresentato dalla grossa aspettativa dell’ambiente che chiedeva un segnale alla proprietà con massicci interventi di qualità. Inoltre, in un contesto in cui due realtà a noi abbastanza simili come il Monza e l’Entella, artefici di una campagna tanto importante quanto assurda dal punto di vista finanziario, l’ha reso ancora più complicato proprio per quel desiderio di emulazione radicato nella testa dei tifosi. Il secondo, invece, era dovuto alla micidiale combinazione del poco budget a disposizione di Ludi per convincere giocatori importanti ad accettare la causa di un Novara in serie C il cui cammino, almeno in chiave primo posto, parrebbe oggettivamente compromesso. Insomma, verrebbe da sintetizzare con un “qualsiasi cosa faccio non sbaglio, ma se faccio ancora male andiamo a casa tutti”.

Idealmente, l’aver comprato 4-5 giocatori potenzialmente titolari significa non solo aver aver preso coscienza degli errori commessi, ma anche quello di aver provato a cambiare tendenza, e questo va apprezzato. Probabilmente si sarebbe potuto fare meglio, tuttavia il modo più serio per riflettere su questa sessione di mercato è quello di avere ben presente l’inevitabile sostenibilità finanziaria della stessa. Chi sperava in acquisti “alla Monza” probabilmente non ha ancora ben capito in quale mondo vive, per quale realtà fà il tifo e di come sono le (assurde) regole della serie C, che impongono l’inserimento in rosa di un massimo di 14 Over ma senza limitazione di tesseramenti. Ciò vuol dire che, senza cessioni, il Novara avrebbe potuto anche comprare 25 giocatori, ma avrebbe dovuto pagare ugualmente gli stipendi a tutti quelli eventualmente messi fuori rosa, cosa che magari riesce facile a Berlusconi e un po’ meno al resto del mondo.

Sono (con riserva) soddisfatto. Nel senso che vedo un Novara più forte, con qualche alternativa in più e, soprattutto, con qualche giovane in meno in campo e qualche esperto in più dentro che sicuramente sarà utile alla causa. Col recupero di Bianchi il nostro centrocampo a quattro è sistemato, Perrulli dietro le punte può fare la differenza, non so di Zappa ma è un esterno di fascia che può essere utile sia a cinque che anche con una difesa a tre. Davanti finalmente potranno essere serviti in maniera decente, e considerato quanto siamo forti in attacco, mi aspetto di vederne delle belle. L’indifendibile Viali oggi ha ancora meno scuse: se fisicamente la nostra rosa reggerà ad infortuni e squalifiche, è ora chiamato a darle finalmente un gioco e, soprattutto, un’identità. Altrimenti, e glielo dico con affetto, è meglio per lui che abbassi notevolmente le aspettative di carriera come allenatore.

Concludo con due considerazioni. La prima è su Ludi. Lo conosco personalmente, e non l’ho mai criticato a livello personale e preconcettuale ma sempre e solo cercando di motivare il mio dissenso per un mercato estivo pessimo. Con tutta la stima che ho di lui mi permetto solo di suggerirgli di impare ad essere un po’ più psicologo e un po’ più sgamato, soprattutto con la tifoseria più ostile. Di capire un po’ di più chi si trova difronte, di non dividere gli “amici” (non mi riferisco a quelli personali nella sua vita privata ovviamente) dai “nemici” in base solo a chi gli lecca il culo o a chi non gli rompe i coglioni, perché poi questi ultimi, quando vedono che, dopo l’ennesima partita di merda in un periodo di merda, manda in radio quello che molti di noi consideravano il peggiore di tutti in rosa dal punto di vista umano per fargli dire che, curva a parte (che lodo sempre anche io) tutto il resto dello stadio è una massa di “coglioni” capace solo di criticare, (ma dopo qualche settimana lo mette fuori rosa, lo vende e, pubblicamente, gliene dice di ogni) , ecco magari quella parte di tifosi considerata “cogliona” (e che è meno “cogliona” di quanto lui percepisce) pensa che quello più coglione è proprio lui Direttore Sportivo. E sappiamo invece che così non è. La seconda considerazione è per il pubblico. Da oggi inizia un nuovo campionato. Sappiamo da poche ore che ci sarà una promozione in più. Sappiamo che, sulla carta, i playoff ce li possiamo giocare insieme ad altre 4-5 formazioni, sappiamo che farà la differenza il modo con cui ci arriveremo a Maggio, sappiamo i nostri limiti, difetti e difficoltà. Ecco, proviamo a remare tutti dalla stessa parte, proviamo ad infondere un po’ di ottimismo, proviamo a spingere questi ragazzi verso i playoff con un po’ più di calore e passione. Seguiamo la curva nei cori, aggrediamo verbalmente gli avversari come abbiamo sempre fatto, mettiamo pressione alla terna. Insomma proviamoci. Non possiamo essere così anonimi come abbiamo dimostrato di essere nel girone di andata. Il bello viene adesso, ne sono sempre più convinto.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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