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Cuori azzurri

Il portiere che parava l’aria

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Era il 1969, la metà di un settembre ancora caldo ed assolato.

Nei juke box, dai bar con le porte aperte, uscivano le note di “tutta è mia la città” dell’Equipe 84 che aveva appena vinto il cantagiro .

Le scuole cominciavano a fine settembre … c’era tempo … tutto il tempo di questo mondo per sognare di diventare grandi ….

nei miei occhi di bambino (a 12 anni in quei tempi eri ancora bambino)  il sogno era quello di fare il portiere, un portiere che aveva  le ginocchia sempre sbucciate da campi fatti di terra, sassi e cemento. 

Il Novara ( come, quando e perché non chiedetemelo … sono passati 50 anni ) si allenava nei campi che noi chiamavamo “dell’Enel” …. si entrava da via Belletti, si attraversava un passaggio a livello, ancora un po’ di strada sterrata ( ma tutte le strade che affollano la mia memoria erano sterrate allora) ed ecco una distesa, nei miei occhi infinita, di prati, con un campo a destra  che aveva le porte ( pali rigorosamente quadrati ) e le reti.

Non ero solo, c’era gente in quegli allenamenti, gente che sapeva .. erano i “grandi”. Il Novara in quei tempi aveva due portieri, due portieri un po’ matti ( Lena e Petrovic ) ma i grandi quel giorno parlavano di una grande promessa: era arrivato dal Lecco, penso avesse poco più di vent’anni,  avrebbe segnato la nostra storia: Felice Mosé Pulici …. è il primo ricordo che ho di lui e me ne innamorai appena lo vidi…. alto, elegante, aggraziato, pacato, quasi gentile …. Il sogno di un bambino.

Il secondo ricordo, un ricordo vivo e indelebile nella mia memoria, risale a più o meno sei mesi dopo.

Il Novara lottava per risalire in B, il Treviso era il nostro concorrente ed era primavera… io ero in tribuna laterale, nell’Alcarotti  – lato curva Commandos … un mio amico giocava nelle giovanili del Novara ed aveva i biglietti gratis.

La partita si trascinava sullo zero e zero quando l’arbitro fischió un rigore a favore del Treviso: sul dischetto Simionato ( riccioli e baffetti ) … Pulici è in porta quel giorno, proprio davanti a me …. ricordo ancora un sole quasi caldo sferzato da quel vento di primavera che non ti fa mai capire se fa caldo o fa freddo.

Simionato tira e Pulici para ( ne parerà tanti nella sua carriera ) … ma l’arbitro dice che si è mosso prima e fa ripetere.

Ancora Simionato sul dischetto e, per la seconda volta, Felice Mosé Pulici para …. mi ricordo che, come ora, piangevo felice pensando, come è successo, che quel ricordo me lo sarei portato dietro per tutta la vita.

Non mi ricordo con che risultato finì quella partita ma so che il giorno che vincemmo il campionato ed entrammo in campo per festeggiare ( si faceva cosi allora ) io andai verso di lui e lo abbracciai forte forte, come si fa con un fratello maggiore… mi accarezzò la testa, con la stessa dolcezza che aveva quando si muoveva tra i pali.

Il resto è storia nazionale: lo scudetto, le convocazioni come terzo portiere in nazionale, il soprannome datogli a Roma come riportato nel titolo…. ciao Pulici grazie di tutto… Non sono mai diventato un portiere …

Ciumi

Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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Cuori azzurri

Ciao Bart

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Evidentemente è il nostro destino quello di non poter mai completamente abbandonarci alla gioia e ai festeggiamenti, perché succede puntualmente qualcosa che ci ricorda quanto la vita sia amara. Oggi sarebbe dovuto essere il giorno non solo dell’editoriale post vittoria, ma anche quello in cui inauguravamo la veste del nuovo sito. Ma oggi è un giorno triste, perché nella notte è mancato l’amico Bart, grandissimo cuore azzurro sempre presente anche in trasferta. Bart era la classica brava persona, al di fuori dei gruppi organizzati ma amico di tutti. Era quello che in qualsiasi posto d’Italia andavi, anche se ti trovavi in 30 nel settore ospiti, ti voltavi e lui era lì insieme al suo gruppetto di amici. Mai una parola fuori posto, mai un sorriso negato nonostante certi risultati e certi fatti che avrebbero autorizzato il broncio. Impossibile non essere dispiaciuti, saremo tutti un po’ più soli, soprattutto in trasferta, anche se siamo certi che il Novara Club Angeli del Paradiso lo accoglierà insieme a tutti gli altri nostri amici che ci vedono da lassù.

Un Novara nuovo meritava un sito nuovo, un po’ più moderno. C’è ancora qualcosina da sistemare, ma grazie a quel genio di Andy, che non vedete più sui Social perché come tutti gli Hacker professionisti e i più temuti criminali sul web ovviamente non può mostrarsi in prima persona, siamo riusciti in tempi brevi ad implementare una piattaforma che, finalmente, sarà più leggibile anche dagli smartphone, visto che oltre l’80% di chi legge Novara Siamo Noi lo fa dal propio telefonino o iPad. Le novità non finiscono qui. Conoscete Telegram? Lo avete? Ecco, il suggerimento è di scaricarlo, perché a brevissimo ci saranno grosse novità per unire sempre più i nostri lettori ma soprattutto i tifosi del Novara.

Quanto alla partita di ieri, se sosteniamo che la serie D sia assolutamente romantica allora questo deve valere per tutto ciò che questo comporta, compreso l’impossibilità di vedere certe partite o di seguirle se non grazie a Radio Azzurra. Settimana non certo epica per tutti i social e per l’intrattenimento sul web, perché dopo il blocco di lunedì di Facebook e Whatsapp, ieri abbiamo avuto anche le principali App di live score di partite che sono impazzite. Ed è così che più o meno alle 15:18, mentre al lavoro mi trovavo davanti ad un cliente, mi è partito un “ma Cristo” a causa della notifica del vantaggio dell’Imperia, rivelatasi poi falsa. Ma tutto bene ciò che finisce bene. Siviersson, presente in Liguria, riferisce che la svolta del match sia avvenuta nell’intervallo, quando mister Marchionni ha riunito la squadra (tipo come fa sempre alla fine) ed evidentemente ha toccato le corde giuste. Due considerazioni senza aver nemmeno ancora visto i goal: Pablo (sempre in versione assist man), Vuthaj, Benassi, Capano, oltre al solito Di Masi, Bonaccorsi e sempre più Paglino, rappresentano un capitale umano che poche altre squadre hanno. E chissà quanti altri giocatori ancora devono esplodere colpendoci favorevolmente.

Domenica scontro al vertice col Bra, ed è meraviglioso che non sia contro lo scontato Casale ( probabilmente la vera avversaria) perché sarebbe stata una partita percepita in maniera differente vista la storica rivalità. No, invece è giusto e meraviglioso giocare contro il Bra, che è l’emblema della nostra categoria, la tipica squadra da amichevole il mercoledì a Novarello o la domenica di Luglio ad inizio preparazione. L’ho detto all’inizio: se vogliamo fare i romantici, facciamolo per bene e fino alla fine. Che scontro al vertice col Bra sia, come sempre con Bart in qualche modo presente al Piola.

Claudio Vannucci

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Cuori azzurri

“Prova ciaparla, can del porco…”

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Una delle tante imprecazioni a cui ci aveva abituato, noi ragazzini o adolescenti, quando cominciava il suo interminabile tiro a segno contro i poveri Pinotti o Petrovic nel campetto del vecchio stadio comunale.

Noi eravamo lì, tutti con gli occhi sgranati, abbeverati  dalla potenza di quei tiri che rombavano tonanti con la luce che cominciava a lasciare il posto alle tenebre.

Fabio Enzo era tutto ciò che avremmo voluto essere : tanto potente e incazzoso in campo quanto tenero e bizzarro fuori … il perfetto guascone .. il sogno di ogni bimbo.

Lui è stato senza possibilità di contraddittorio il più grande attaccante della storia del Novara Calcio degli ultimi 50 anni … per tutti gli altri mi dispiace non ce n’è.

Il più grande perché oltre ad incarnare il sogno di ciascuno di noi in campo ha saputo trascinarci in sfide entusiasmanti dandoci ogni domenica la sicurezza che con lui ce l’avremmo sempre fatta.

La sua scomparsa oggi, per quanto triste sia,  ci ha regalato più di un sorriso; ci ha accompagnato per mano nella memoria dei nostri ricordi facendoci recuperare momenti di assoluta gioia e spensieratezza.

ciao “fabioenzo”, grazie di tutto.

ciumi

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Cuori azzurri

Ciao Giovanni

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Era un Novara di altri tempi, fatto da uomini che avrebbero fatto la storia: nostra e loro.

In una pattuglia comandata da Carletto Parola, Giovanni Picat Re ( il picat ) si accompagnava con gente del calibro di mostri sacri del Novara Calcio come Vivian, Carrera, Giannini, Gavinelli, il Nini, Jacomuzzi, Veschetti.Pulici e Zaccarelli … nomi che a guardarli ora mettono i brividi.

Picat Re era un attaccante dotato di piedi buoni e di testa fine, integrato a pieno in una squadra che gettava le basi per restare per anni protagonista in serie B.

Resta nella memoria il suo gol del vantaggio nella sconfitta per 5 a 2 contro la Lazio all’Olimpico quando si fermò a guardare il suo nome scolpito nel tabellone; così come resteranno nella memoria di noi tutti i suoi duetti con Carletto Jacomuzzi.

Ce lo porta via questo maledetto covid che ha aggravato una situazione già complicata da anni.

ciao Giovanni tutto l’Alcarotti in questo momento si è alzato in piedi per applaudirti per l’ultima volta

Ciumi

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