Invece del Vannu … Editoriale

Sostituire la firma del Vannu in calce all’ editoriale è un po’ come prendere il posto di Rocco Siffredi in un film porno.

Ci provo.

Arrivare belli e fighi all’ ottantesimo e poi cuccare due gol del cazzo in quel modo, equivale ad arrivare in cima alla cupola di San Gaudenzio e accorgersi che qualcuno ha rubato il panorama.

Io non ci capisco molto di calcio tattico e nemmeno di calcio, figuriamoci poi se mi caccio in quel labirinto inestricabile che attiene alle sostituzioni.

Però una cosa pare evidente anche a me, il che è tutto dire: con il doppio vantaggio, quale bisogno c’era di operare quelle sostituzioni? Che bisogno c’era di cambiare l’inerzia della gara che controllavamo senza particolari patemi e ansie? 

Posto che lo stesso Viali, a precisa domanda del Faranna, rispondeva che gli impegni infrasettimanali non avevano pesato minimamente sulle gambe dei ragazzi, allora perchè rischiare due cambi, che inevitabilmente avrebbero comportato indugi in una gara che stavamo controllando alla perfezione?

Boh, io non saprei, però il Mister è pagato per sapere e fino ad oggi, per un verso o per l’altro, ha “saputo” ben poco, e quel poco glielo ha suggerito il Ciumi nelle sue analisi tecniche.

Intanto due punti buttati nel cesso di quà, altri due nella differenziata di là, alla fine andranno a pesare in ogni caso sugli obiettivi che prima o poi qualcuno si deciderà a fissare.

Già, gli obiettivi; quali sono le aspettative della società a poche gare dal giro di boa? Salvezza? Play off? posto che di andar su dritti pare arduo sin d’ora?

Tra poco, con ancora aperti i mercatini di Natale, che un po’ hanno rotto i coglioni vendendo tutti gli anni le stesse cose in ogni angolo della terra, aprirà quello che una volta veniva definito il calciomercato di riparazione, il quale poco si differenzia rispetto a quelli legati alle festività, in quanto ambedue offrono appunto, solenni cagate. Ma, tra le cianfrusaglie esposte nelle casettine di legno, a volte capita di trovare un pezzo che a portarlo a casa fai il tuo bell’affare, per il resto è  quasi tutta fuffa.

Quindi, se considerassimo la differenza che passa tra lo scovare, nell’ultima bancarella, una scultura fiamminga in legno del tardo settecento, rispetto a una di quelle sfere di vetro piene di acqua che, capovolgendole, nevicano come neanche a Cervinia nel mese di gennaio, capiremmo agevolmente la disparità di valore tra Seferović e quel cesso di Laner, ve lo ricordate, vero? Speriamo dunque che Ludi non si faccia ciulare come quel malcapitato a cui Totò voleva vendere la fontana di Trevi, nel film diretto da Camillo Mastrocinque “Totò truffa 62”.

Credo però che il finale visto ieri rappresenti fedelmente la fragilità mentale che alberga nel DNA della nostra squadra, che va ad estendersi fino ai vertici della società.

È bastato un gol subìto nel finale, quando stavamo dominando il gioco e la partita, per buttare le ansie, paure, smarrimenti e quel po’ di supremazia tecnica sino a quel momento dimostrata, dentro un pacco confezionato con un bel fiocco rosso vergogna, un pacco dentro cui si sarebbe dovuto inserire anche le palesi titubanze tattiche del Mister, mai risolte, e consegnarlo ai Lucchesi.

Ecco, la gara contro i Toscani è lo specchio che riflette fedelmente ciò che siamo realmente; ovvero una società e una squadra che vivono entrambe di stravaganze e tentativi ( vedi la scelta di Viali e Ludi nei rispettivi ruoli)  e che se va bene, come i tiri/gol di Pompeu e Cinaglia, frutto di capolavori personali, vai alla stragrande, ma se dovesse andare male come per le indecisioni fatali di Chiosa e la difesa che lui avrebbe dovuto dirigere in occasione dei due gol subìti, si è costretti a pagare un pedaggio costosissimo in termini di risultato e annessa perdita di autostima.

Non illudiamoci che le inerzie (oggi va di moda assai questo termine) possano cambiare, prendendo la strada della continuità, di qui alla fine della stagione, quindi abituiamoci a questo trend fatto di illusioni e disinganni, di speranze seguite da delusioni … così arriveremo fino in fondo a una stagione così così, con una squadra così così, un allenatore così così, con una classifica così così, un pubblico così così, ma soprattutto con una società così così, con un Presidente così così che ha affermato di non voler più mettere piede nello stadio in cui gioca la sua squadra.

Ed è proprio al Presidente e a quei tifosi che hanno abbandonato il Piola che mi pregio di ricordar loro che l’opposto dell’amore non è l’odio, ma l’ indifferenza, l’opposto dell’arte non è il brutto, è l’indifferenza, l’opposto della fede non è l’ eresia, è l’ indifferenza, e l’opposto della vita non è la morte, ma l’indifferenza.

Ci pensi Presidente, pensateci ex tifosi.

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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