I dubbi dell’ amore Campionato

“Se una mattina io

mi accorgessi che con l’alba sei partito

con le tue valigie verso un’altra vita

riempirei di meraviglia la città”

Ho letto qua e là proclami di disimpegno di molti tifosi nei confronti della squadra, dopo il pareggio rimediato a fatica contro il Gozzano.

Attestati di disaffezione attribuibili ai risultati, per altro molto scarsi, ottenuti sin qui dagli azzurri che, affannosamente, arrancano contro tutti gli avversari sin qui imposti dal calendario. 

Paradossalmente questo aspetto si manifesta qualunque sia l’esito delle partite, quindi anche in presenza di vittorie raggiunte giocando in modo osceno come quella di Arzachena, o il pareggio stiracchiatio di mercoledì sera in Toscana.

Sia chiaro subito un concetto: ognuno è libero di manifestare come meglio crede la propria delusione: perdere fra le sacre mura amiche contro Albissola e Pro Patria e impattare partite contro Gozzano, che tra l’altro se avesse vinto nulla avrebbe rubato, e Pontedera, lascia increduli e sgomenti. I toscani poi, nel finale, siamo riusciti a schiacciarli nella NOSTRA area e da lì non li abbiamo fatti più uscire.

E allora le critiche sono sacrosante e giustificate, come del resto i fischi, e lo sono ancor di più quando l’aspetto tecnico tattico è il primo ad essere chiamato sul banco degli imputati.

Comprensibile, del resto, questo raffreddamento emozionale nei confronti della squadra, anche se spingere il piede sull’acceleratore di qualche buon “ma andì tüti a da via al cü”, che fa parte di quelle reazioni da cuore ferito e da pugno nello stomaco, sarebbe più che giustificabile.

Ecco, ritengo però sensato fermarsi qui, alla rabbia e alla frustrazione provata nel riconoscere l’inadeguatezza attuale della società e dei giocatori, Mister compreso, senza uscire dal rapporto di amore che ci lega alla squadra che indossa i nostri colori, non ai nomi che la compongono; del resto quando il fuoco nel camino si è spento, immediatamente dopo aver tolto la “scendra”, sei pronto ad accenderne un altro di fuoco, no? Mica cambi il camino!! Magari la legna, si, certo, ne scegli una che bruci meglio, ma il camino no, lui rimane quello, lo stesso strumento che una infinità di volte ha fatto il suo dovere riscaldandoti la pelle, le membra e sovente anche il cuore, proprio come la nostra maglia azzurra.

Esiste un’ altra possibilità, però, ed è quella che pare essere al momento la più gettonata: ci si va a scaldare da un’altra parte, dove brucia il fuoco fatuo alimentato da un carburante di recente scoperta, quindi altre squadre più o meno blasonate o addirittura altre discipline, occuperanno quegli spazi sin qui destinati all’ azzurro colore. Molti saranno poi i doppiosciarpisti che, da sempre incerti tra l’ azzurro e le strisce, ora potranno esibire il tanto agognato certificato unico di appartenenza!! Altri, poi, non tarderanno a salire su qualche carro, magari meno prestigioso ma attualmente vincente da poco messosi in moto, come se il cuore lo comandassi con lo stesso telecomando con cui cambi canale al televisore.

Pretesti e momenti da cogliere al volo per salutare tutti e scappare, congedando frettolosamente i sentimenti, sin qui ce ne sono stati e probabilmente ce ne saranno molti altri, forse qualcuno anche faticosamente comprensibile, a patto che, a ogni buon conto, non si venga a fare prediche o cercare giustificazioni improbabili sulla dignità lesa del tifoso ferito che non può farcela più ad assistere a un’ agonia così straziante, finendo a tal punto con l’ assomigliare a quel bambino che per giustificare un brutto voto ricorre al mal di pancia.

D’ altro canto l’aria che tira è testimoniata anche da ciò che si può leggere sul Muro, dove battute più o meno esilaranti si contendono la palma del vincitore. 

Quando ci restano solo le lacrime, meglio sarebbe poter sorridere … speriamo che i nickautori, che saranno certamente tutti presenti a Chiavari, possano trarre spunti per deliziarci almeno fino a mercoledì quando incroceremo il Pisa.

A proposito di incroci: quello che si giocherà oggi sarà importantissimo proprio contro una squadra a me personalmente simpatica quanto può esserlo una rettoscopia, per giunta in uno stadio in grado di competere con quello di Modena su quale dei due ci porta più sfiga, ebbene stasera, appunto, sapremo se i propositi di chi vuol cancellare il Novara dalle proprie prerogative, verranno messi in dubbio da un risultato positivo e convincente.   

E a quel signore bardato d’azzurro che domenica scorsa uscendo dal Piola sosteneva che mai più si sarebbe seduto sui gradoni del nostro stadio, traendo spunto e giustificazione dal fatto che anche il proprietario del Novara da ormai troppo tempo non si vede più in tribuna, ricordo che il Dottor De Salvo è sì il proprietario della società, ma noi siamo i custodi di quel patrimonio d’amore che si chiama Novara Calcio, e che della presenza del Presidente al Piola, personalmente, me ne può interessare quanto il bollito misto a ferragosto.

Sono purtroppo tanti i tifosi affetti dalla sindrome di Schettino, che con la ricetta della cura in mano scritta con l’inchiostro simpatico, sarebbero pronti ad abbandonare la nave, giurando di aver perduto l’ interesse, così, come se il Novara non appartenesse un poco anche a loro. Sarebbero capaci quindi di rispondere “rangiat” a un figlio bisognoso di aiuto!!

E pensare che non esistono emozioni più ricche di densità e intensità (queste sì, non quelle citate ad ogni intervista da Mister Viali) che si possono provare quando il verificarsi di piccoli particolari, ti suggeriscono, bisbigliandoti all’orecchio, che le cose stanno per cambiare. E se nessun cambiamento si verificasse, ci sarà presto un’altra partita in cui sperare.

Torneranno questi tifosi, prima o poi tornreranno, perchè … “certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano amori indivisibili indissolubili inseparabili …”

Chissà perchè quando si cercano le parole giuste si finisce sempre per inciampare in qualche canzone!!

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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