I giratori di frittata Editoriale

Incredibile quando ti diverti come passa il tempo velocemente vero? Beh, anche quando non ti diverti affatto. La verità è che tutto questo terremoto estivo/autunnale quasi non ci ha nemmeno fatto rendere conto di aver iniziato il campionato che tra un mese calendario esatto si gioca già la prima di ritorno, sempre contro il  Pontedera. Siccome non partecipiamo al campionato argentino in cui se ne giocano di fatto due, quello di apertura e di clausura, al 29 Novembre e a 12 partite giocate vuol dire trovarci ad un terzo del campionato. E se a un terzo del campionato sei decimo in classifica (con una partita in meno) vuol dire che, in proiezione, dovresti chiudere questo campionato in area settimo/ottavo posto. In realtà sappiamo tutti bene che le cose potrebbero cambiare, sia in meglio che in peggio, ma sappiamo anche che, in assenza di una spinta e di un sostegno, tendenzialmente le cose peggiorano. Questa premessa per chiarire immediatamente che il problema non è certo l’aver pareggiato un recupero infrasettimanale a Pontedera, ma è quella percezione di mediocrità nel suo complesso che non ci riesce proprio a migliorare. Anzi, partita dopo partita, stiamo assistendo quasi ad una sorta di accettazione collettiva del fatto sia normale avere un parco attaccanti come il nostro che, se va bene, tira solo una volta in porta o, come ieri, produce solo una vera occasione in cui un nostro giocatore quando si presenta solo davanti al loro portiere gliela spara addosso. Tutto questo, fateci caso, sta diventando la normalità e, quasi, non viene nemmeno più visto come un motivo di critica ad una squadra e, soprattutto, ad un allenatore che continua a ragionare come se stesse allenando ancora il Cuneo che combatte ogni partita con lo scopo di portare a casa il punticino per muovere una classifica pericolosa.

E’ brutto parlare di calcio come faccio io che non ci ho mai seriamente giocato. E’ brutto perché è facile sentirmi poi dire che non ci capisco una mazza da chi invece a calcio ci ha giocato; è facile ascoltare quelle belle frasi tipo “le grandi squadre per prima cosa non prendono mai goal”. Peccato che il più grosso paradosso di questa verità assoluta dei competenti è proprio quella che se una squadra per assurdo facesse solo 0-0, rischierebbe più di giocare i playout che di salvarsi. Tornando sul concreto, che una squadra come la nostra, la cui rosa ha un costo sicuramente tra le prime 4 di tutti e 3 i gironi messi insieme (e un centravanti che ha  segnato 150 goal tra i professionisti), e nonostante questo esulti solo perché “sono 4 partite che non subiamo goal”, fortifica la mia opinione radicale sul fatto che il calcio debba essere necessariamente giocato solo dai giocatori ma assolutamente commentato solo dagli spettatori. Col rischio di esagerare ed estremizzare. Perché se devo accettare da un addetto ai lavori il costante “giramento della frittata” condito da frizzi, lazzi e pomodori cuore di bue, ed andare a dormire soddisfatto perché “quando non vinci allora curati di non perdere”, “non subiamo mai goal”, “si è vista una buona intensità”, “il Pontedera è un campo ostico per tutti, lo scorso anno parecchie squadre hanno perso punti qui” (tutte frasi che ho sentito dire da nostri esponenti) allora mi viene voglia di rivalutare il mio non capirci nulla e ribadire con forza il mio “facciamo cagare”!

Chiudere questo campionato al settimo/ottavo posto è un fallimento. Non facciamoci prendere per il culo da chi ce la racconta diversamente, per favore.  Non facciamo un torto alla nostra onestà intellettuale e alla nostra passione per paura di essere troppo eccessivi nei giudizi o di passare per i “mai cuntent” di turno.  E su questo punto continuerò a picchiare fino a quando non vedrò la Società ammettere di aver fallito. Siamo tutti fallibili nella vita. Tutti possiamo sbagliare, ma quando poi non lo ammettiamo ma, anzi, ci incaponiamo nel voler dimostrare il contrario, allora siamo in malafede. E la malafede non la perdono.

Ora andiamo a trovare quelli considerati più forti, quelli che “hanno fatto una squadra di B perché certi di essere in B” (cit. DG),  dove probabilmente non assisteremo a barricate e a non gioco dei liguri. E questo potrebbe anche dimostrarci che i nostri problemi non risiedono principalmente nella tecnica o nei piedi dei nostri giocatori, visto che tutte le volte che l’avversario è stato di un livello superiore alla media le nostre prestazioni sono state migliori. Ma, come ripetiamo un po’ tutti, i problemi stanno altrove.

Non mi aspetto molto di diverso da qui a Natale. Poi inizierà il mercato di riparazione. Ci sono molto modi per chiudere dignitosamente questo campionato, anche senza promozione in B. Basterebbe probabilmente poco. Una girata di frittata in meno e un po’ di burro in più sarebbe già un buon inizio.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: