Le domande che non mi sono mai fatto Editoriale

E’ da ieri sera che penso a come iniziare questo editoriale. Avrò iniziato e poi cancellato almeno 20 volte perché è difficile tutte le volte inventarsi qualcosa di nuovo. Parto quindi da qui: anno solare 2017. Detta così sembra solamente ieri, ma calcisticamente parlando è  un’epoca differente. Quell’anno se lo sono spartiti in egual misura Boscaglia e Corini. Entrambi hanno ottenuto solo 3 vittorie casalinghe. Anno solare 2018. Una partita Corini (una vittoria), le restanti se le spartiscono Di Carlo (solo due vittorie casalinghe) e Viali (ad oggi zero vittorie).  In 2 anni solari, con 4 allenatori diversi abbiamo ottenuto solo 9 vittorie su 36 partite giocate al Piola,  una marea di pareggini e tante, troppe sconfitte, culminate con una retrocessione. Che il nostro stadio sia avvolto da una cappa di sfiga e di negatività è evidente a tutti.  Spesso si tende a sottovalutarci come tifosi, a criticarci, a farci la morale e a bacchettarci perché ci paragoniamo ad altre piazze considerate migliori dal punto di vista dell’attaccamento alla squadra, ma quando lo facciamo ci dimentichiamo dei freddi numeri che, in questo caso, non mentono e che ucciderebbero la passione di chiunque. La realtà dei fatti mostra una situazione in costante declino, che non può più essere giustificata dal momento o dall’allenatore di turno, ma ha radici evidentemente più profonde. Realtà dei fatti che ci dice, inoltre, che chiunque lasci Novara faccia discretamente bene nella nuova Società di appartenenza. Baroni ha poi vinto un campionato in B, Boscaglia tanto peggio di noi non ha fatto, Corini sta facendo bene a Brescia e Di Carlo ieri addirittura strappa un punto a casa del Napoli di Ancelotti. Lato giocatori,  Di Mariano ha già segnato 6 goal nel Venezia, Maniero a Cosenza qualcuno in meno ma comunque la mette, e via dicendo. Il problema è evidente, non solo ai miei occhi ma dovrebbe esserlo a quelli di chiunque voglia leggere i numeri, che sia il “mondo Novara”, che assume poi una dimensione devastante se considerato nell’ambito  dello Stadio Silvio Piola.

In questo contesto appare sinceramente singolare, quasi paradossale, che partita dopo partita aumenti il divario tra la visione tutta rosa e fiori Societaria e quella dei tifosi. Non ricordo un periodo storico come quello attuale in cui vi sia mai stata un’uniformità di pensiero e di visione da parte della piazza come quello attuale. Ogni anno c’è sempre chi difende l’allenatore, chi la vede in maniera  diversa, chi è più critico e chi più rompiballe, ma un’annata in cui si è arrivati ad una unanimità di giudizi e di visione come quella di oggi è  francamente difficile da trovare in Italia. Da una parte il mondo dei tifosi che ha identificato in Viali il primo capro espiatorio, ma vittima di una situazione Societaria di totale distacco e disinteresse, e dall’altra la Società rappresentata da:

  • Massimo De Salvo (proprietà) che mi/ci ha  appena confermato in faccia la decisione di disertare lo stadio in quanto “non lo considero la mia casa, che io sia presente o meno non cambia nulla, voi tifosi non avete la cultura della  sconfitta si vede che nella vita siete abituati a vincere sempre, io non sono così perché la  vita è difficile  e si può sbagliare” ;
  • Paolo Morganti (DG) ottimo contabile e amministrativo ma totalmente ininfluente e avulso dal punto di vista tecnico;
  • Charlie Ludi (DS), che ieri ha confermato con convinzione l’allenatore  e ha risposto platealmente agli inviti di esonerarlo con una scenata degna di Grande Fratello Vip e frasi ad effetto tipo “ti aspetto fuori” al contestatore di turno;
  • William Viali (allenatore) sul quale non infierisco lasciando il compito a Ciumi e alla sua analisi tecnica.

A questo elenco di colpevoli oggi aggiungo il nostro Capitano: Marco Chiosa. In quanto Capitano, con l’aggravante di essere espressione di un gruppo che lo scorso anno è indegnamente retrocesso, in 5 minuti di conferenza post partita riesce nell’impresa di sostenere:

  • non capisco queste critiche. state esagerando. Abbiamo fatto 5 punti in una settimana, non subiamo goal da ben 3 partite. (si è giocato contro Cuneo, Arzachena e Gozzano, lo ricordo per eventuali lettori diversamente novaresi);
  • a parte la curva il resto dello stadio sbaglia a mugugnare e ci infastidisce;
  • il gruppo è unito;
  • nessuno ci ha chiesto di vincere il campionato con 50 punti di distacco, quindi non capiamo queste critiche.

Voi capite che è davvero difficile mediare con una Società che, in questo campionato, non si è minimamente sognata di chiedere scusa alla piazza per questo disastroso campionato ma anzi, progressivamente, non ha nemmeno più fatto mistero nell’identificare i suoi tifosi come il primo problema di questa situazione.  Io lo trovo agghiacciante. Altre volte in passato mi son sentito offeso da certe dichiarazioni ma ieri ammetto di essermi sentito un cretino. Mi sono sentito un cretino perché quando mi viene fatto passare per normale che la proprietà nemmeno guardi la partita, che la stessa partita mi venga raccontata da qualcuno in Società in maniera completamente differente da quella che ho appena visto, che il mio capitano, fresco di pizzate post sconfitte e di feste a Vercelli (peraltro giustificate ed accettate dalla proprietà), mi racconti che non devo rompere le palle e la devo smettere di mugugnare ma anzi imparare a tifare, allora le stesse domande che in un mondo normale sarebbe giusto si facessero loro inizio a farmele io. Probabilmente il problema siamo noi, non loro. Tutta funziona che è una meraviglia, tutto è bellissimo, noi siamo una massa di maleducati, frustrati, incompetenti che non meritano nulla e che non sappiamo perdere. Eppure erano così romantici quei silenzi stampa fatti per non aumentare le tensioni e non alimentare incomprensioni che, in queste situazioni, peggiorano il clima. Ma invece noi no, con convinzione parliamo e diciamo pure queste puttanate!

Forse quando anche l’ultimo degli sponsor deciderà  di spenderseli in mignotte piuttosto che regalarli al Novara e quando l’ultimo dei tifosi smetterà di andare allo stadio allora il problema sarà risolto. Il Novara per magia inizierà a vincere di nuovo e torneremo a giocare in ben altri palcoscenici. Ieri mi hanno convinto di questo. Contenti loro contenti tutti.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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