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Quando la sfiga inizia dal mattino, precisamente alle ore 08:17

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Che non sarebbe stata una giornata favorevole lo avevo intuito fin dal mattino quando due testimoni di Geova, alle 08:17, avevano suonato il campanello di casa. I Geova’s witness che ti suonano il giorno della partita incuterebbero terrore anche a un esorcista.

Difatti, dopo averle messe al corrente che già ci sono i nostri preti che rompono i coglioni, scendo in cantina per scegliere una bottiglia che avrei bevuto a cena dopo il rientro da Cuneo. 

Ed è proprio in quel momento che il disegno sfigatorio inizia a delineare i tratti del suo volto perfido e malvagio : sobbalzo dell’ ascensore che si blocca tra il secondo e terzo piano.

Vengo liberato dopo una mezz’oretta dai condomini volonterosi i quali, svegliati anche loro dalle due rompicoglioni, sono prontamente intervenuti.

Il ritrovo è fissato per le 10, quindi c’è ancora tempo per fare un giretto in zona cassonetti della differenziata.

Andare a buttare l’ immondizia non è mai stata una cosa di poco conto, quindi, caricato come un autotreno di sacchetti, scatole, bottiglie e bidoni vari, devo arrivare senza rovesciare nulla fin sulla porta di casa, chiamare l’ascensore assumendo strane posizioni come quando giochi a “twister”, arrivare sano e salvo ai cassonetti…ecco, i cassonetti: stai attento, non devi sbagliare nulla nel conferire i rifiuti nel posto giusto, anche perché da dietro le tende o le tapparelle o le persiane, insomma dietro cosa cazzo volete voi, c’è il Mossad Israeliano che ti spia. Fai finta di nulla, sorridi sempre, possibilmente fischiettando non appena avrai tolto uno dei sacchetti che reggi  con i denti, posizionati in modo di volgere le spalle all’agente del Mossad per rendergli difficoltosa la visuale, non reagire in alcun modo alla scoperta che i cassonetti sono tutti pieni, è concesso però mandare a da via ‘l cü la coppia di “testimone di Geova” che intanto sono tornate sui loro passi dopo aver rotto i coglioni a tutta la via, e che vorrebbe parlare con te della possibile fine del mondo. Cazzo, digli di aspettare un momento che ti metti in quadro e dopo gliela dai tu la fine del mondo!!!

Alla loro vista il disegno sfigatorio intanto prende corpo, e le chiavi che tenevo in mano mi sfuggono per terminare insieme alla carta nell’apposito contenitore con il coperchio bianco.

Le recupero chiamando in causa un numero imprecisato di Santi e Madonne quando le due proselitiste, vedendomi riemergere dall’interno del cassonetto, non perdono l’occasione di commentare la scena, e di farsi i cazzi loro, affermando che in Italia esiste veramente un livello di povertà tale da indurre la gente a ravanare nella spazzatura.

Mi rassegno alla loro presenza e contento di aver ritrovato le chiavi di casa, salgo a piedi ripudiando l’ascensore, meglio non sfidare i poteri metafisici delle due portarogna.

Ci si ritrova tutti e nove accanto al pullmino bianco dove giganteggia la figura del Guido che assegna i posti, mentre il Tano distribuisce gli scatoli di bollicine Franciacorta a suo tempo ordinate, trsformando il piazzale in una zona di spaccio; doveroso e corretto informarvi che questa operazione di scambio vini / denaro è avvenuta mentre una pattuglia della polizia osservava incuriosita dalla stranezza filmando ciò che stava accadendo. Non avrei mai immaginato che tale situazione li divertisse così tanto.

Si arriva finalmente a Cuneo dopo aver cannato almeno 3 volte la strada e, per dirla alla Baglioni, “girato e rigirato senza sapere dove andare …” . Bisognava però individuare la via dove si trovava il ristorante prenotato per le 12:30, e qui, dopo aver fatto più giri di quanti ne fa la merda nei tubi di scarico, mi accorgo che la sfiga me la sono portata dietro da Novara. Non essendo il pulmino dotato del navigatore, la meglio tecnologia di riserva induceva il Ciumi, il Mec Quin e il Tano ad ingaggiare una furibonda discussione sostenuta dalle rispettive indicazioni fornite loro dai cellulari. Solo dopo esserci trovati per caso sull’aia di una azienda agricola dismessa ed esserci impantanati dentro un pozzangherone delle dimensioni del Lago d’Orta, il nostro immediato futuro veniva affidato ai 13 anni di Krikketto, il quale, seduto in fianco al Guido che guida, con il suo Google map, dopo averci esortato a  spingere fuori dalla palude il pullmino che da bianco aveva assunto tonalità nuance fango, raggiungeva finalmente il ristorante. Ma la capacità delle due suonatrici seriali di campanelli di portare sfiga anche a distanza, è smisurata, difatti seppur lontane circa 200 chilometri sono riuscite a far si che una gomma del pullmino si bucasse. Sono state loro, sono sicuro!! 

Panico generale, terrore, angoscia, rabbia, frustrazione, sono scomparse all’istante quando le ordinazioni si sono trasformate in ravioli del plin, chicche di patate al Castelmagno e sformatino di peperone alla bagna caoda … affanculo la gomma a terra e le due delle 08:17, tralaltro brutte come la faccia terrorizzata raffigurante l’ urlo di Munch. 

Da queste parti, è risaputo, si mangia bene un po’ dappertutto, e quanto da noi gustato lo ha dimostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno.

Intanto, non so per quale associazione di idee, ho iniziato a canticchiare quel motivetto scherzoso che più o meno fa così: “La macchina del Capo ha un buco nella gomma, e noi l’aggiusteremo con il chewingum” , sostituendo il Capo con il Guido. Un vaffanculo arrivato non so da quale latitudine ha segnato, come la sirena delle fabbriche, la fine della pausa pranzo e la ripresa del lavoro.

Dopo aver trasformato il parcheggio del ristorante in un cantiere a cielo aperto, come ogni cantiere che si rispetti, uno lavorava mentre gli altri assistevano, e non poteva mancare di certo il pensionato che, dall’alto della sua esperienza, valutava l’operato di Salvatore che intanto si faceva un culo così per sostituire la ruota. Del resto con quel nome chi altri se non lui avrebbe potuto toglierci da quella drammatica situazione?

Ma bisognava trovare lo stadio, e se tanto mi da tanto, e con Krikketto sceso clamorosamente in sciopero dopo aver aperto una vertenza sindacale nei confronti di papà MC, tesa all’ ottenimento di un nuovo cellulare, come minimo saremmo arrivati allo stadio all’inizio del secondo tempo. Una volta convinto Krikketto a revocare lo sciopero in seguito al sottoscritto accordo tra le parti, che prevede la sostituzione del telefono entro Natale,  seguendo le sue indicazioni ricavate dal cellulare da sostituire, siamo arrivati in tempo utile per sentire il fischio di inizio di quella che sarebbe stata la partita più brutta del Novara mai vista  in vita mia.

Giusto per rendere giustizia alla cronaca e con nove vesciche piene come solo può esserlo da queste parti una botte di rovere di Slavonia, al primo autogrill utile alla causa dello svuotamento, sulla porta chiusa a chiave dei servizi igienici fuoriuso … “ … c’ era un cartello bianco con una scritta nera diceva addio alle guarnizioni ora ti parte la vescica intera”… tanto … al prossimo autogrill c’è chi festeggerà!”   

Nonnopipo

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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Fantaintervista al Pres. Ferranti

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NSN Buon giorno Signor Ferranti, sono Nonnopipo della redazione di Novara Siamo Noi, autore dialettale con delega alle cazzate come questa intervista. Innanzi tutto la ringrazio per non avermi mandato affanculo come occorso con qualche suo illustre predecessore.

F Buon giorno a lei … come ha detto che si chiama? Nonnopirippo? Ma che cavolo di nome è?!

Intanto lasci perdere le formalità e mi chiami pure Ingegnere

NSN D’ accordo Ingegner Ferranti, dunque, negli anni ’70 era abitudine che i giocatori del Novara entrassero in campo con una grossa scatola di Pavesini, i noti biscottini di Novara, e la ofrissero agli aversari di turno. È vero che dal prossimo campionato i nostri giocatori entreranno in campo con una forma ciascuno di gorgonzola, offerta dallo sponsor, omaggiandola ai giocatori rivali?

F. Allora, Nonno Filippo, si, è vero, penso che sia una buona iniziativa voluta dallo sponsor, anche se in confidenza, ma non lo scriva, quelle destinate agli avversari sono forme di seconda o terza scelta, come dire … un po’ come Marchionni, ecco!

NSN Gira voce che lei, in un anno di permanenza a Novara non abbia ancora avuto modo di gustare il piatto più rappresentativo della nostra zona, ovvero la paniscia, che sta ai novaresi come le cappelle a Donnarumma. Conferma questa mancanza giudicata abbastanza grave in città?

F Si è vero, ma devo dire che in tutti i ristoranti e trattorie a cui mi sono rivolto per poter gustare il vostro piatto simbolo, nessuno di questi, e ribadisco nessuno, ha accettato di inserire nel piatto lo zafferano e l’oss büs; in fund mi sun de Milàn! Lei Nonnop … vabbè lasciamo perdere, non conosce nessun posto dove fanno la paniscia alla milanese?

NSN  No Ingegnere, non ne conosco, ma chiederò al nostro Caporedattore il Vannu che della cucina Novaromilanese è un gallo. Piuttosto, riguardo il centro sportivo, della cui realizzazione si vocifera da qualche tempo in città, è in grado di fornire qualche anticipazione?

F Si Nonnopioppo, è ancora tutto in alto mare, ma qualche idea ce l’ho. Innanzi tutto urge trovare uno spazio adeguato, non esagerato come Novarello, ma un pezzo di territorio rapportato alle nostre esigenze, senza santuari, laghetti per nutrie e spa … ecco, e se “spa” deriva dalla contrazione latina Salus Per Aquam io vorrei differenziarmi e costruire una “spv” ovvero Salus Per Victoriae.

NSN Ora mi vedo costretto a porle una domanda un tantino scomoda: Non c’è dubbio che il DS Di Bari, da lei silurato come neanche un missile russo su un obiettivo a Mariupol, abbia costruito a tempo di record un’ ottima squadra, non oso immaginare quale trattamento avrebbe potuto riservare al Di Bari se i risultati fossero stati scadenti.

F Intanto lui non accettava che lo chiamassi Nicola, prerogativa tra l’altro formalizzata nel contratto che ho preteso in quanto sono un grande ammiratore del noto cantante. Quando però mi ha invitato a rivolgermi a lui chiamandolo AchilleLauro, non ci ho più visto e l’ho cacciato, proprio mentre dalla schiscèta stava mangiando la paniscia senza zafferano e oss büs: passi per l’ Achille, ma la paniscia senza quei due fondamentali ingredienti no, proprio non ce l’ho fatta.

NSN Sono filtrate indiscrezioni che la riconferma, con conseguente contratto professionistico, dei  cinque o sei giocatori della rosa attuale, sia avvenuta con un sorteggio pilotato attraverso la pesca dei numeri di maglia da un sacchetto contenente solo sei bigliettini. Possibile che nessuno se ne sia accorto?

F Senta Nonnopippa, ma secondo lei uno che ha fondato una ditta che si chiama “giocaonline” le pare che non sia in grado di fregare una ventina di giovanotti?!!

NSN Si, ma presenti all’estrazione non c’erano solo ragazzi di 17/18 anni, ma anche gente di una certa età come Pablo …

F Ma allora non ha capito na got!! Pablo era quello che estraeva i bigliettini, chiaro adesso?

NSN Ci parli allora del rapporto che ha con MDS

F MDS è un bravo ragazzo, anche se averci a che fare non è troppo simpatico, e giocarci insieme ancora meno. Pensi che una volta si è arrabbiato con me perchè non volevo giocare con le Barbie insieme a lui !! E porca miseria, me le spettina sempre tutte!! Così lo scorso Natale gli ho regalato la scatola dell’allegro chirurgo, chissà mai che torni utile in qualcuna delle sue cliniche.

NSN Con Zebi, dunque, è stato amore a prima vista?

F No, non è andata proprio così, mi creda Nonnopiapo. Dopo aver consultato attentamente l’oroscopo, non ho avuto dubbi : Questo qui mai e poi mai l’avrei assunto per fare il DS: uno nato sotto il segno dell’Acquario, per giunta ascendente Pesci e subascendente Cozza, avrebbe fatto acqua da tutte le parti. Poi però, ad una attenta analisi meno astroscientifica, ma dettata da una profonda analisi tecnica, ho pensato che il ragazzo è stato il primo e l’unico ad essere fatto fuori dal terone.

E quindi non ho esitato: Moreno DS subito.

NSN Dopo aver tremato per circa un lustro di estati, in cui il termine ”fidejussione” aveva il potere di terrorizzare e togliere letteralmente il fiato ai tifosi del Novara, venerdi 17 , che già di per sè porta sfiga, il segretario generale Andrea Martinuzzi ha consegnato in Lega C la fidejussione bancaria. Entro il 22 giugno dovrà seguire la documentazione completa. Se la sente di confermare  e tranquillizzare il popolo azzurro, che non ci saranno sorprese come capitato negli ultimi anni?

F Ho preparato personalmente tutta la documentazione richiesta e l’ho sistemata in una borsa gialla dell’ Esselunga unendovi una banconota da 50 euro per gasolio e autostrada e un paio di 10 euro per il Camogli in autogril.

NSN Ingegnere, mi scusi eh, ma con quello che costa il gasolio, ormai sopra i 2 euro al litro, la documentazione arriverà a malapena al casello di Bologna.

F  Ah si? ma costa così tanto il gasolio? Allora io ricorro al piano B. Adesso chiamo il Faranna e gli dico di radunare il suo gruppo e di partire per Firenze con la busta gialla e di fare una diretta della consegna su Radio Azzurra. Tanto è tutto l’anno che fanno le telecronache in giro per l’Italia a spese loro, una più una meno … Speriamo che non li fermi la Finanza come successe un paio di anni fa a l’ allora presidente Cianci, che se ben ricordo, mi pare di aver letto che la “documentazione” la teneva in una borsa della Coop. Ecco adesso sono tranquillo.

NSN Grazie Presidente per la chiacchierata la saluto e l’abbraccio

F Grazie a lei Nonnopoppo.

Nonnopipo   

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Per non dimenticare.

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Un pensier di dubbio atroce mi gira a zonzo pè lo capo

come può il guerriero indomito svanir nel nulla come uno svapo?

 

raccolti fummo dalla terziaria serie e dopo gli anni del Signore

portati nell’alto dè lo cielo a giocar di calcio co’ prestigio e onore

 

“Venghino Siori venghino” urlò a gran vosce il guerrier giostraro

che di giri ne garantisco sol’ uno e se va bene forse un paro

 

Finì co’ l “va de retro”, lo tentar de frequentà l’ azzurro cielo

che su lo esito finale mejo sarebbe stende un pietoso velo

 

Cuscì lo guerrier giostraro, dai cortigiani leccato ben il su culetto 

d’alterigia e rancor tronfio, a li sudditi tifosi meditò un dispetto

 

“me ne vado, mollo tutto, m’ avete rotto li cojoni

in fin dè conti la A v’ho dato e un par de promozioni”

 

si d’accordo, quella frase che la A v’ ho tolta e v’ ho da ridare

o suvvia se scherzava pè chiede scusa che v’ ho da fare?

 

Lo sapete, ce si conosce, certe vorte me va de fà ‘r bullo

pronta c’ ho una famigliola con a capo il Patron Rullo

 

che l’ha detto e confermato lui c’ ha sordi e patrimonio

che se disce una buggia che lo furmini il demonio

 

fu ‘osì che in un momento se ritrovò incenerito

che di sano nun c’aveva nè un capello e manco un dito

 

mentre il presidente Cianci assai serio ma non troppo

nella borsa della spesa ci trovarono il malloppo

 

tre soldini oh perbacco !! che vuoi mai che cosa sia

l’è la mancia della bibite che venduto ho a la mi zia

 

E per correre ai ripari e non trovasse impreparati

tra ‘na bionda e una mora sarta fori il Pavanati

 

che a dì er vero l’anno prima ce provò con il Pescara

e a cacciallo a carci ’n culo la citta fasceva a gara

 

E tra una fidejussione zozza e un credito di imposta

a finire in quarta serie pare l’abbian fatto apposta

 

Ma il destino l’ ha provato a riscrive un po’ la storia

e il passato è garantito rimarrà nella memoria

 

Stian bene tutti insieme tra le nutrie a Novarello

chi c’ ha il 20 oppure il trenta chi in culo c’ ha un ombrello

 

che in dialèt, a tüti tri, iv na disi vüna bèla …

andì insèma a da via ‘l cü … e se piova cun vèrt l’umbrèla

 

Nonnopipo

  

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Quel gran genio del mio amico

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Il mio amico è semplice, certe volte anche buono di carattere e ha un’ anima che si scrive con l’apostrofo.

Altruista di sicuro, ciula le banane al mercato come Benigni faceva nel film Johnny Stecchino, per darle ai bambini bisognosi.

Il mio amico è sterile perchè fino ad ora non ha mai messo incinta nessuna donna, il mio amico non ha mai avuto una donna da ingravidare, o molto piú semplicemente non ha mai avuto una donna.

Lui ama il calcio, anche se in teoria e secondo logica, il calcio lui lo dovrebbe odiare, avendo preso una valanga di calci in culo dalla vita.

Ma lui ama il calcio; è pure tifoso di una squadra, che per lui è una grande squadra e io ci credo, credo a lui, eccome se ci credo!

Il mio amico ha denti quadrati che lo rendono tanto simile a un castoro, forse perchè rosica, anche se un castoro che si rispetti e che ha tutte le carte in regola, nonchè “le physique du rôle”, non rosica ma rode.

Il mio amico discende da una nobile famiglia, difatti la sua stirpe vanta riscontri tangibili giá nella Roma imperiale, dove un Re di nome Erode, giù in medio oriente, fece una strage, mentre il suo amico Nerone erose una cittá intera giocando a quel gioco stupido in cui devi trovare una cosa nascosta: “acqua acqua fuocherello fuoco fuocone incendio. Ecco, appunto, incendio.

Quando vide bruciare Roma, l’amico di Erode, eroso e iroso per quanto successo alla sua Roma esclamó: ” se sono erose efioriranno”.

Non efiorì un bel niente e il mio amico non potè stendere un pietoso velo su questa storia avendo finito tutte le mollette.

Il mio amico è un gran genio, ma con un cacciavite in mano non sa fare un cazzo, il mio amico … che però ha pochi parenti e poche risorse, ma possiede tutte le vitamine che servono.

Il mio amico è gaio e ride sovente, anche quando la sua squadra perde lui ride, ma non recita, ride perchè è uno che pensa positivo perchè è vivo ed è un fan di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. 

Ma i Cherubini, unitamente ai Serafini, sono angeli che disturbano la Santa Messa della domenica con quelle cazzo di trombe, che il prete, storno come la cavallina di Pascoli, nemmeno sente. Tutte le volte, sto povero diavolo di prete, spedisce delle lettere a tutti: ai Corinzi, ai Colossesi, ai Tessalonicesi … “ma chi cazzo sono i Tessalonicesi!!!”, si chiede il postino che deve consegnare tutte ste cazzo di lettere, e soprattutto in quale campionato giocano ste squadre!!!

Fatto sta che nessuno gli ha mai risposto, e il povero sacerdote, a giorni alterni, si reca nell’ufficio postale più vicino a spaccare i maroni alle impiegate che, quando lo vedono arrivare, indossano velocemente un grembiule e con la scopa in mano si trasformano in donne delle pulizie.

Parlando del mio amico in modo serio, devo ammettere che nel ruolo di tifoso di calcio lui è proprio bello, di un bello che lo ripaga di tutte le angherie che subisce, il mio amico è studiato, ma non sa fare le operazioni perchè non conosce le tabelline, peró è allegro di mattina.

Ed è un gran tifoso della sua squadra, della quale ha una grossa fotografia appesa nella sua camera, ma gli piace la montagna, quella impegnativa, mica quei sentierini appesi a un prato, lui ama la montagna quella vera, quella scolpita nella fatica e nel rischio di non riuscire ad andarci a letto.

Perchè la montagna è un’amante, punto e basta.

Poi al mio amico ci piace il calcio, e va alla partita.

Il mio amico ha la lingua trasparente e il naso sempre umido, quando assiste alla partita, il mio amico.

Ma quando la palla entra nella storia dopo aver superato la speranza bianca di gesso, lui accende gli occhi cisposi con un interruttore che custodisce nella tasca bucata dei pantaloni.

Esulta come tutti gli altri, proprio come quelli che vivono in una altra arena.

Lui è tifoso del Novara, ma anche dell’Olbia e del Torino, e perfino della Gionzanese che non è mai esistita, e ultimamente anche del Rimini; si anche loro hanno bisogno del tifo del mio amico, che però non ama il mare perchè, dice, è egoista e nasconde sottacqua tutto quello di cui dispone e ti offre una sola alba e un solo tramonto al giorno, sto tirchione, ma mai e poi mai tiferà la Pro Vercelli, l’Alessandria, il Varese, la Folgore Caratese di proprietà del vil lebbroso.

Il mio amico mi ha detto che odia la politica, quella dei telegiornali e dei talc sciò, perchè la politica attiva lui la fa tutti i giorni, da quando prende il caffè appena alzatosi, fino al momento di spegnere la luce prima di dormire, lui è un gran politico, figlio di gran politici, tanti politici, solo politici, politici dappertutto. Vitalizi rubati.

Ma lui è tifoso del Novara, prima quello di prima e adesso quello di adesso, e quando va allo stadio sta in piedi in curva al centro di essa e urla, canta, sventola persino una bandiera in cui è raffigurato un grande giocatore del passato, ma lo trovi contemporaneamente anche in rettilineo dove protesta e insulta il guardalinee, e addirittura nei distinti dove peró sta sempre tranquillo. In tribuna no, non lo potrai mai trovare perchè a lui non piace scorreggiare sui seggiolini.

Il mio amico sogna sempre in bianco e nero, ma lo sfondo della scena è sempre colorato d’azzurro, perchè questo è il suo colore preferito, anche se il rosso, che è sempre stato nel suo cuore, è un altro sogno che si è arreso.

E mentre il mio amico era in coda per ricevere un sorriso, con il volto dipinto da uno sguardo senza peso, ha raccontato al vento la sua storia, e io l’ho regalata a pagamento a voi.

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Nonnopipo

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