Il dramma di essere solo tifosi e non esorcisti Editoriale

A volte ammiro la massa. Ammiro chi, impossibilitato a fare il contrario o proprio per vocazione, rimane nell’anonimato. Ammiro chi non si assume la responsabilità di prendere posizione o se lo fa è per sostenere la tesi più semplice,  più comoda, più gettonata. Li ammiro perché è brutto provare a dialogare con la controparte, provare a trovare un accordo, spiegare alla  gente che, dal nostro punto di vista, si debba provare a ricucire un rapporto e stare vicini a Società e squadra ma poi, dopo solo 48 ore, ci sono i Cuneo Novara. E’ difficile non passare per idiota agli occhi dei tanti “funghi porcini” che ogni giorno nascono e si moltiplicano dicendoti “io l’avevo detto” o “ma pensavate mica che avremmo vinto con una squadra  così”. E’ difficile perché ti rendi conto che hai sempre meno argomentazioni. Sai che loro fondamentalmente hanno torto perché il Novara, che certamente non è uno squadrone, non esiste in nessun pianeta che sia in zona play out di (questa) serie C. Non esiste che gente come Cacia o Eusepi nemmeno provino più a tirare in porta. Ma ad oggi hanno ragione i funghi. E non sono loro a dover accettare l’evidenza dei fatti ma chi, come me, pensa ad altro.

Tutto si può sempre raccontare e spiegare seriamente fino a quando ci si può appellare ad una spiegazione logica e razionale. Ma l’involuzione costante e immotivata di questa squadra, non più giustificabile dalle assenze o dall’estate “complicata” (cit.MDS), non può che trovare le motivazioni in un “qualcosa” che è certamente successo all’interno della squadra (probabilmente post derby) e che la Società stessa non è in questo momento in grado di gestire. Non possono esistere argomentazioni tecniche e concrete che giustifichino l’incoerenza di partite degnamente giocate come quella a Vercelli e con l’Arezzo intervallate da altre come Albissola e Cuneo, peraltro giocate con un numero crescente di “titolari” che, ammesso e non concesso fossero stanchi o fuori ruolo, avrebbero certamente potuto e dovuto fare di più.

Il fatto è che nella mia vita ho sempre visto due modi per vincere i campionati. Il primo è quello di creare un mix irripetibile di giocatori che, contro ogni pronostico, diventano un’armata invincibile (il Novara di Tesser ne è l’esempio più  eclatante), e il secondo è quello di creare una squadra vincente, formata da giocatori forti e abituati a vincere (il Novara di Toscano può essere un esempio). La rosa di questo Novara, non è un’opinione ma un dato di fatto, dice che di giocatori abituati a vincere i campionati non ce ne sono. Allora l’alternativa è quella di sperare nel mix irripetibile di giocatori che diventano vincenti. Difficile ipotizzare che gli attuali lo siano.

Questo Novara, purtroppo, nasce con un problema di fondo, e in tal senso posso anche comprendere l’attuale perplessità e disagio della proprietà. La  rosa è stata costruita partendo da una grande operazione fiducia nei confronti dell’amato Charly Ludi, che ricordiamo essere fresco di rinnovo. Giusto o sbagliato che sia (io l’ho sempre trovata un’operazione comprensibile), una volta affidategli le chiavi, è obbligatorio concedergli autonomia sul mercato. Ecco, siamo  nel  periodo in cui l’estate nei tribunali deve ancora scoppiare e la serie C non in discussione, le prime operazioni di mercato che Ludi concretizza sono quelle di Viali, seguite da Peralta e Sbraga. Quindi parliamo di tre profili seguiti, conosciuti, valutati ed assunti coscientemente. Tre profili tra i peggiori tra tutti quelli assunti. Non è un Cinaglia del caso che te lo ritrovi in rosa a dieci minuti dal termine del mercato e che hai le stesse possibilità che possa essere adeguato o no. Ludi ci ha messo la faccia sull’allenatore, garantendo per lui, raccontandoci che è stato più volte seguito e analizzato. Parliamo però di un allenatore che è arrivato decimo in serie D col Piacenza (la cui stessa squadra l’anno dopo con altro allenatore ha vinto il campionato), ha fatto il compitino nella Piacenza falsa, ha fallito a Bolzano, e ha ottenuto una salvezza ai playout contro il Gavorrano lo scorso anno a Cuneo. In un playout che immagino che fascino tecnico potesse aver espresso. Mettere in discussione oggi l’allenatore ed esonerarlo, cosa che mi pare il minimo si dovrebbe fare, è un’operazione che presupporrebbe la piena ammissione di responsabilità da parte del Direttore  Sportivo. Cioè dovrebbe dirci “ho sbagliato, mi prendo la responsabilità, è evidente che la scelta di Viali non sia stata efficace”. Ma siccome mi risulta che Ludi sia ancora lontano da questa presa di posizione, e lo posso anche capire, dovremmo quindi affidarci solo a Massimo De Salvo. Il punto è: Massimo de Salvo oggi ha lo spirito e la volontà di prendersi la responsabilità di un cambio tecnico e, contemporaneamente, di difendere un Direttore Sportivo fresco di rinnovo che, va riconosciuto, ha dovuto affrontare un’estate parecchio complicata? Essendo reduce dall’incontro con MDS ho fondati dubbi che questo oggi possa succedere.

Non vedo però altre alternative al cambio di guida tecnica.  Non puoi cambiare tutti i giocatori ma puoi ancora provare ad invertire la rotta con un profilo che sappia usare un po’ di psicologia, esperienza e pugno duro per cambiare l’inerzia di questo campionato che sta avendo effetti devastanti ovunque. Se non fai qualcosa ora allora sei colpevole, non hai più scuse. Siamo la squadra col peggior rendimento tra quelle coinvolte nei ripescaggi, e qualcosa, dopo 9 partite giocate, vorrà pur dire. Stiamo assistendo ad un declino inarrestabile, clamoroso e devastante. Non basta più stare vicini a questo Novara se non ci si mette mano e si prova a curarlo dall’interno. E noi siamo solo tifosi, non dirigenti, medici o esorcisti.

Claudio Vannucci

 

 

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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