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Analisi Tecnica

Il buio in fondo al tunnel

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A causa della Fiera di Bologna il buon Ciumi ha avuto la sfiga di perdersi Novara Albissola, e quindi il caporedattore Capo, non avendo alternative, mi ha affidato l’arduo compito di scrivere “l’analisi tecnica” della partita. Chiedo scusa ai lettori se non sarò eccessivamente bravo a districarmi in un così arduo compito, ma guardo le partite dalla curva, per cui di schemi e moduli in campo ne colgo pochi.

C’è in realtà ben poco da analizzare. Siamo una squadra confusionaria, lenta, prevedibile. La palla non gira, alterniamo possesso sterile a lanci lunghi senza senso e senza logica. Abbiamo un solo giocatore (Cattaneo) in grado di saltare l’uomo e non riusciamo mai a chiudere un triangolo per cercare spazi. Ci ostiniamo a costruire azioni sterili e senza senso sulla fascia, salvo poi sbagliare puntualmente il traversone. In difesa non ne facciamo una giusta. Sbraga non azzecca una diagonale che una, Bove non capisco che cazzo ci faccia in un campo di serie C. (Con tutto il rispetto, e la consapevolezza che alla sua età può ancora migliorare, ma per ora è un NO secco). Sciaudone corre corre, ma è evidente che capisce meglio il bridge del calcio. Bianchi non si capisce se sia in campo o se al vicino luna park. Le punte sono sole, in balia della difesa avversaria, che ha comodamente amministrato il vantaggio. E soprattutto nessuno ha (o sa) prendersi la responsabilità di provare una giocata o un numero per velocizzare l’azione.

Si potrebbe anche giocare male, e fare schifo, ma con il giusto atteggiamento tre punti con l’Albissola li devi portare a casa, non ci sono alibi.

Una domanda che non possiamo evitare di porci mi fracassa il cervello: che cazzo fanno a Novarello durante la settimana?

Ora si è fatta davvero grama. Con i limiti mentali già ampiamente palesati dalla società non vedo luce in fondo al tunnel. Poi magari vinci domenica e si sblocca tutto. Ma francamente non riesco a immaginare nulla che possa far cambiare le cose. Siamo costretti a vivere nella gabbia dorata (ora di piena di merda) che MDS ci ha abilmente costruito. Non abbiamo più nemmeno la voglia di dirvi che fate schifo.

Lupo

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Sciolti e rilassati

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Leggendo l’editoriale del Vannu mi accorgo che metà dell’analisi tecnica che volevo fare me l’ha anticipata. Questo, a parte un bel vaffanculo a lui, significa però che bene o male esiste una visione condivisa sul valore di questa squadra e del contesto in cui ci troviamo in questo momento.

Se la media del peso offensivo del torneo è ben rappresentata da queste prime gare, viene da dire che riuscire a spingere dentro un gol a partita potrebbe essere più che sufficiente a vincerne molte da qui alla fine. Anche col Bra, a parte Alfiero che, come diceva il suo curriculum, ha fatto vedere sul campo di avere onestamente quel qualcosa in più, la sensazione è che quelli avrebbero potuto buttare palloni in mezzo per un altro paio d’ore ma il gol non l’avremmo mai preso. E non l’abbiamo preso neanche quando, dopo il 2-0, sono uscite le pecche di una squadra che non è stata costruita con un uomo d’ordine a centrocampo, ma che si affida molto di base a un giocatore devastante fisicamente in questa categoria come Bortoletti che era stato sostituito sullo 0-0, e ad altri due centrocampisti molto dinamici e propositivi ma meno ordinati tatticamente.

In questo senso a mio parere Marchionni deve tenere conto degli ultimi 20 minuti di partita. Rinunciare a Bortoletti per mettere Capano è stato un azzardo che ha pagato e in questo ha avuto indubbiamente ragione, quindi bravo mister. Ma con un assetto così, non avendo gran tasso tecnico in gestione possesso e togliendo anche l’unico riferimento fisico davvero importante, anche questa squadra può andare in difficolta. Specie se caliamo un minimo di attenzione e avessimo avuto davanti qualche cliente un po’ più tosto rispetto al Bra, il rischio di prendere il classico gol di merda a 5’ dalla fine e finire la partita con la cacca nelle mutande sarebbe stato molto alto.

Questo ovviamente sempre e solo per fare il cagacazzi e trovare il pelo nell’uovo, anche perché altrimenti non faremmo l’analisi tecnica e staremmo solo a dirci quanto siamo bravi. E i progressi infatti sono tanti: in primis sottolineerei la prestazione molto più propositiva di quel Pagliai che aveva faticato molto col Varese, ma in generale tutti sembrano sempre più a loro agio, permettendosi qualche giocata anche rischiosa – se non ricordo male ho visto un colpo di tacco di Paglino che mi ha fatto gasare come se avessi visto il gol di Zalla.

Evidentemente dopo i primi due pareggi serviva una scossa, e non sapremo mai quanto è stata importante quella rimonta nel finale nella partita col Varese, ma a naso viene da dire ‘tanto’. Ha già sottolineato il Vannu le analogie con quel Novara di Toscano e mi ci ritrovo appieno. Anche lì difesa a tre, anche lì una solidità dietro a tratti imbarazzante rispetto al peso offensivo delle concorrenti, anche lì un paio di giocatori davanti che facevano un altro sport. Certo con qualche alternativa in meno rispetto al Novara di Toscano (non dimentichiamoci che adesso siamo in D), ma la sensazione è che Vuthaj sia davvero un alieno nei movimenti offensivi, che Gonzalez si stia riciclando benissimo come fantasista puro con un’intelligenza che onestamente non mi aspettavo e che assieme si trovino con una facilità che non vedevo dai tempi del tandem Palombo – Rubino (tralascio la coppia Bertani – Gonzalez per evitare pianti di nostalgia). Cosa cambia rispetto a quel Novara? In gran parte è cambiato l’ambiente, e per quel che posso vedere io, sicuramente non in peggio. Siamo tutti altrettanto incazzati ma meno piagnoni, meno convinti del fatto che la vittoria debba arrivare per diritto divino perché vittime del sistema marcio e quindi anche meno inclini a prendercela con l’arbitro di turno, che poi quasi sempre è uno sbarbatello che tutto ha in mente tranne che venire rompere le palle a noi. Sciolti e rilassati, come quel Novara pane e salame che andava in campo con l’entusiasmo di un bambino e la spinta di un ambiente che finalmente aveva svoltato dopo tanti anni di merda. Se questo Novara farà la metà di quel Novara, allora potrebbe essere davvero una pagina nuova per noi tifosi.

Jacopo

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L’analisi tecnica di Novara – Varese

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A fine primo tempo, avvicinandomi all’R7 per dare la solita propiziatoria pizza sulla spalla del Sarto, ho detto al Vannu una cosa: comunque vada a finire, un 3-5-2 con due punte che hanno il peso offensivo di Screech di Bayside School non è sostenibile. Ecco, questa mia impressione è stata assolutamente confermata nel secondo tempo e rinforzata dopo l’ingresso di Pereira.

Premessa: non ho un buon rapporto con la difesa a 3 in generale e col 3-5-2 in particolare, quindi ho certamente molti pregiudizi verso chi lo adotta. Ho sempre considerato questo modulo molto conservativo e speculativo, tipicamente poco spettacolare (probabilmente unica eccezione la migliore Juve di Conte dove si buttava negli spazi anche il massaggiatore) e soprattutto applicabile solo con tre condizioni specifiche: 1) almeno uno dei due esterni che ha 4 polmoni, che fa perfettamente le due fasi e che mette un numero rilevante di cross a partita 2) almeno uno dei tre centrocampisti centrali che sia molto bravo a inserirsi 3) almeno una delle due punte che o corre come un cavallo a riprendersi palloni a casa sua oppure sia piazzato a livello fisico e dominante nel gioco di sponda e nell’aprire spazi. A mio parere al momento a questo Novara con questi interpreti mancano sia la condizione 1) che la condizione 3) per potersi esprimere con questo modulo. Sia Paglino (soprattutto) che Pagliai sembrano buoni giocatori per la categoria ma nessuno dei due è a mio parere pronto per reggere il ruolo di quinto di centrocampo. Mi è parso evidente che il gioco si sia sviluppato molto (forse troppo) dal lato del primo, mentre Pagliai per lunghi tratti si è ritrovato a reclamare palloni che, c’è da dire, nel momento in cui arrivavano spesso non venivano tradotti al meglio. Il ragazzo è giovane e probabilmente un po’ timido, va coinvolto e fatto anche sbagliare, ma non si può pensare che dall’altra parte Paglino (che per altro è pure più giovane) giochi 90 minuti a quei ritmi con un rendimento costante.

Ergo, e spero di non essere preso per cagacazzi alla prima partita che vedo dal vivo, questa è una squadra che a tendere, o comunque nelle partite dove servirà proporre più che aspettare e ripartire (e saranno quasi tutte), dovrà passare a 4 dietro, togliendo uno dei tre centrali (cosa che probabilmente ci troveremo già a fare mercoledì visti gli infortuni di Bergamelli e Agostinone) e arretrando Paglino e Pagliai a fare un lavoro più di amministrazione da terzini puri. Imprescindibile in mezzo Bortoletti che in questa categoria fa un altro sport, così come Di Masi, a mio parere bisogna trovare il modo di integrare Capano che ieri ha semplicemente spaccato la partita, garantendo però un grado di copertura adeguato. Davanti, mi ripeto, Vuthaj e Gonzalez li reggiamo solo se abbiamo un numero consistente di sovrapposizioni, cross e inserimenti che creano spazi per innescarli. Altrimenti, molto meglio giocare a 3 punte o arretrare Gonzo a trequartista e lasciare spazio a Pereira insieme a Vuthaj che come coppia a mio parere si completano meglio. Finito il pippozzo, poi Marchionni giochi anche anche col 3-6-1, basta vincere, possibilmente giocando di merda e con un gol di zigomo al 95′ in fuorigioco.

Si apre una settimana importante, dove vedremo davvero a che punto siamo di tenuta atletica e conseguente gestione di imprevisti da acciacchi fisici. Ci arriviamo con la testa molto più libera e speriamo con un po’ di culo in più.

Jacopo

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D COME DIESEL

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Ci eravamo lasciati con un pareggio lunedì e ci ritroviamo col medesimo risultato anche oggi. Due pareggi uguali nella forma, ma diversi nella sostanza e che forse, paragonando le due partite, lascia sicuramente un amaro in bocca maggiore soprattutto quello maturato ieri in Valsesia. Con l’Asti l’amarezza è stata dettata più che altro dall’aver preso il pareggio al novantesimo, ma rimanendo lucidi e oggettivi, di occasioni nitide avevamo creato solo il gol di Vuthaj.
L’amarezza di ieri invece è strana e complicata da spiegare. Faccio una premessa: lo sostenevo già lo scorso anno e lo ribadisco dopo queste due partite, gli highlights spesso non rendono giustizia e non danno una visione completa di ciò che è stata la gara. Sperando che presto si possa rendere visibili le partite in streaming anche in trasferta, riguardando le immagini di ieri, infatti, non emerge una differenza tale di occasioni da giustificare i nostri rimpianti; ed in parte è vero: il Borgosesia nel primo tempo ha creato almeno due palle gol, trovando poi il pareggio da vero delitto perfetto nel suo momento di maggiore sofferenza nella ripresa. Resta comunque il fatto che però soprattutto nei primi trenta minuti del secondo tempo la nostra supremazia è stata netta, con almeno due palle gol che vanno trasformate. La partita è terminata nel momento in cui Marra ha trasformato il rigore, benché poi loro rimasti in nove, per una serie di motivi: sicuramente la costante fisica, ahimè tassa da pagare ancora in questi inizi, unita ad una mazzata psicologica nell’aver subito il pareggio (episodico) in un momento dove probabilmente avevamo già pensato di avere i tre punti in tasca. Ed è da qui che bisogna ripartire e migliorare: oltre agli spunti tecnici e tattici sottolineati dal Vannu nell’editoriale, bisogna essere più cattivi sia davanti che dietro ed in questo devono essere i più esperti a guidare i giovani; non è facile per un diciottenne (o meno) giocare con la pressione di dover vincere, il rischio infatti è che avvenga ciò che è successo ieri dopo il pareggio, che prima che le gambe sia la testa a crollare, creando solo casino in campo. È stato un inizio un po’ incolore, speriamo che già da domenica contro il Varese possa invece tornare a splendere l’azzurro.

FORZA NOVARA SEMPRE
Francesco Sartorio

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