Le ragioni e i torti. Editoriale

Insomma, se decidono di ripescare, questa volta, allo stato attuale delle cose, ci ripescano senza se e senza ma. Vannu tre giorni fa

Una cosa che ho capito di questa vicenda dei ripescaggi è che, chi si espone, deve sempre avere l’accortezza di usare il condizionale oppure specificare che, quanto appena scritto, deve essere contestualizzato in quel momento preciso in cui è stato pubblicato. Perché 24 ore dopo cambia tutto e poi, magari, fai collezione di pirla che vengono a deriderti facendoti notare che non è andata (o non sta andando) come avevi previsto. Chissà come mai, in questa epoca, a quelli dell’ “io l’avevo detto che sarebbe finita così” , il piacere di partecipare al dibattito social lo manifestano sempre e solo in maniera denigratoria o da superiori, e quando invece le cose stavano andando nella direzione opposta alla loro non c’è traccia del loro legittimo pensiero. “Internet è un posto meraviglioso, peccato sia popolato dalle persone” ho letto in un commento sul web questa settimana, concetto forse un po’ estremo ma non totalmente così sbagliato. Ma non è su questo che mi interessa riflettere ora. Il pippone domenicale di oggi è sugli effetti devastanti che questa vicenda possono lasciare, o hanno già lasciato, a tanti di noi.

E’ brutto svegliarsi una domenica mattina di autunno sotto ad un diluvio. Una domenica mattina freddina ma nemmeno poi tanto. Una domenica mattina che avrebbe preceduto un pomeriggio di preparativi per andare allo stadio in serata, probabilmente sotto la stessa pioggia battente che sta scendendo adesso. Un clima da lupi che avrebbe sicuramente scoraggiato quella parte di tifosi un po’ meno malata dell’altra che, invece, si sarebbe esaltata buttandola su quanto sarebbe stato romantico e divertente assistere ad una partita di serie C in quelle condizioni atmosferiche. E invece tutto questo non succederà perché, come sappiamo tutti, pure chi deve decidere se giocare o meno ha l’obbligo di contestualizzare la sua decisione in quel momento specifico, nonostante 24 ore dopo, cambiando completamente il il quadro generale, pure a lui qualcuno gli ha detto con fare superiore: “ma allora cosa hanno fermato a fare le partite”.

Il problema è che la somma di questi “ma allora cosa hanno fermato a fare le partite” hanno stancato la gente. La somma dei risvegli domenicali privati della gioia di poter andare allo stadio, la somma delle sensazioni di impotenza nei tifosi trasmesse dalle istituzioni, la somma delle incazzature, la somma delle delusioni, la somma delle discussioni hanno davvero creato una situazione surreale in cui tutti hanno una parte di ragione e tutti una parte di torto ma ogni giorno perdiamo un pezzo di tifoseria col cuore foderato di azzurro.

Ha ragione e torto chi si sente oggi un coglione. Magari per aver creduto nella sua passione sottraendo energie e tempo prezioso ai propri affetti o a cose che avrebbero meritato di più. E ora, svuotato da questa vicenda, vuole mollare questo mondo e anzi, lo ripudia come se non ne avesse fatto parte fino a dieci minuti prima.

Ha ragione e torto chi a oggi sembra non gliene freghi nulla di quanto successo. Che ci potessero spedire in serie D o in Champions League è la stessa identica cosa, hanno sempre ragione tutti ma l’importante è ribadire che senza MDS non avremmo vissuto gli ultimi dieci anni.

Ha ragione e torto chi oggi non molla ma rilancia. Perché la sua passione e la sua motivazione è più forte di un sistema marcio, e nessuno riuscirà mai a rovinargli la gioia di tifare Novara insieme agli amici allo stadio.

Ha ragione e torto chi, ancora una volta, auspica che il Novara non arretri di un centimetro la sua guerra contro il mondo, perché tanto “se siamo arrivati fino a questo punto, non possiamo fermarci”. Alla peggio “ci ritiriamo dal Campionato in segno di protesta”.

Hanno tutti ragione e tutti torto. Ma sarà per questo clima uggioso che oggi non riesco a non essere un pochino triste. Non riesco a non pensare “ma chi ce l’ha fatto fare”, perché è davvero brutto perdere quei riferimenti ben precisi che illuminano la quotidianità delle nostre vite tutto sommato normali: sapere che la tua squadra nel week end gioca. Probabilmente oggi è l’ultimo week end in cui ci troveremo in questa situazione. Il prossimo saremo presi dal contare i morti e i feriti lasciati sul campo che, con egual ragioni e torti, diserteranno la trasferta di Vercelli. Quella che, mettetela come vi pare, non avrebbero mai disertato. Forse oggi penso che abbiamo perso un po’ tutti. Ma, magari, domani tornerà a splendere il sole.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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