I 6 poveracci. Editoriale

Ho difficoltà nel trasmettere lo sconforto che mi ha trasmesso quel freddo e diretto comunicato apparso sul sito del Novara ieri sera. Ammetto che non ho nemmeno cliccato per leggerlo da quanto il titolo, nella sua semplicità e perfezione, lo ha certamente riassunto:Nulla di nuovo rispetto a quanto già successo a fine estate, ma l’aver iniziato il campionato aveva in qualche  modo segnato la fine delle nostre menate, e aveva certamente un po’ fatto dimenticare a tutti quei momenti di smarrimento di fine state quando gli altri giocavano e noi invece no. Quella frase così diretta, che non lascia quasi spazio a speranze nel breve termine, mi ha rovinato una serata già di suo non bellissima dopo la notizia della morte della ex novarese e azzurra Sara Anzanello.  Mi son sentito prima scippato di un diritto, ovvero quello di tifare per la propria squadra di calcio. Poi mi son sentito umiliato dalle Istituzioni del calcio italiano che giocano a fare la guerra sulla pelle di noi tifosi. E infine mi sono proprio girati i coglioni, perché alla fine noi tifosi di calcio siamo gente semplice. Incarniamo perfettamente la  figura dell’italiano medio che dopo una settimana di beghe, tensioni a casa e sul lavoro, non vede l’ora di svagarsi quelle due ore incazzandosi nuovamente ma questa volta “solo” per quei 22 pirla che corrono dietro una palla. Siamo fatti così, e niente e nessuno al mondo ci cambierà.  Non credo che questa sospensione duri molto, anzi penso che il Consiglio Federale convocato da Gravina per martedì prossimo sarà in qualche modo risolutivo, ma rimane il fatto che ad oggi siamo fermi a tempo indeterminato, e il nostro futuro è un’incognita.

Tante volte  mi sono trovato a ragionare tra me e me se il tifoso stia peggio se la sua squadra gioca e perde o se le partite sono rimandate, e quindi si evita per esempio quei bei Novara Pro Patria 0-1 che fanno così bene all’umore, ed ogni volta che approfondisco il pensiero cambio idea. A perdere vivi lo stesso le emozioni del gioco, del tifo, dell’esserci, ma perdi anche quelle speranze di asfaltare tutti che, per tutto il calciomercato estivo, magari hai coltivato. Comunque la si veda lo spirito se ne giova sempre. Che vita di merda quella del tifoso vero?

Avevo perso completamente interesse per questa vicenda, ma mi ci hanno ributtato dentro fino al collo. E ora, pur nutrendo ancora seri dubbi sul fatto che davvero possano riuscire nell’impresa di annullare 5 partite in C ad almeno 2 formazioni (3 se non riammettessero l’Entella) e di portare il secondo campionato di serie B a 22 squadre alla  vigilia della decima giornata, credo che mai come oggi il Novara sia vicino ad essere oggetto di questo ribaltone. Non è una speranza la mia, sia chiaro, ma cercando di rimanere logici e provando a leggere nella maniera più neutrale possibile le vicende degli ultimi giorni, appare evidente che tutto stia andando verso questa direzione: il Tar che finalmente decide per una B a 22 squadre, lo stesso che sancisce l’inammissibilità dei pregiudizi contro il Novara sulla sua ripescabilità e il neo Presidente della FIGC apertamente in guerra contro quello della Lega B. E alla fine, in qualsiasi ambito della vita, quando A e B litigano, e A deve decidere, può succedere che A all’inizio non voglia fare un atto di forza contro B, ma alla lunga, se non si trova un accordo, A vince. E se oggi A non è più lo stesso di quello di Agosto, e guarda caso una settimana dopo che è stato sostituito succede che ci ritroviamo nuovamente in questa situazione, mi pare sensato ipotizzare che l’epilogo questa volta possa essere diverso.  A meno che si mettano tutti d’accordo per un maxi risarcimento, cosa che ho sempre pensato fosse l’obiettivo reale di tutte le squadre coinvolte. Insomma, se decidono di ripescare, questa volta, allo stato attuale delle cose, ci ripescano senza se e senza ma.

Ammetto che una parte di me esulterebbe. Pensare ad  uno come Balata  macinare rabbia e, magari, perdere il posto di lavoro, mi riempirebbe di gioia. Stiamo parlando di un Presidente che ancora ieri ha avuto il coraggio di urlare “fateci giocare le nostre partite” come se qualcuno gliele avesse mai bloccate. Lo stesso che, sempre ieri, non si è fatto scrupoli a confermare il turno nel week end, spalleggiato da gente come Cellino, sempre meraviglioso nel dichiarare “sono i club di serie B le vittime, ci riserveremo di chiedere i danni per questa vicenda”.  Avete letto bene, loro sono le vittime. Non noi.  E quando leggo queste cose sinceramente non riesco proprio a far emergere il lato lucido e riflessivo di me, quello che in condizioni normali predicherebbe calma e manifesterebbe la sua paura nell’ipotizzare questo Novara catapultato ora in serie B. Anche perché, inutile raccontarci balle, l’eventuale riapertura temporanea del mercato non potrebbe cambiare radicalmente la rosa prima della vera sessione invernale.

Ma non si può sempre vivere di paure e di razionalità. E’ bello credere anche che per una volta i bravi vincano e che il bene trionfi. E se il prezzo da pagare è quello di una nuova stagione di sofferenza, ad oggi mi verrebbe di correre questo rischio, perché quello che è stato fatto in estate è un qualcosa di vergognoso, come vergognosa è l’opera di mistificazione della realtà che quotidianamente la serie B ha effettuato nascondendosi dietro a frasi idiote quali “la B si guadagna sul campo”, e lavorando subliminalmente per insinuare nella popolazione il dubbio che tutto questo sia solo frutto di “6 squadre di poveracci che non accettano il verdetto del campo”. Non lo scopro certo io che nelle guerre ci sono morti e feriti. Ecco, sportivamente e giuridicamente parlando, per una volta che muoiano gli altri.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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