La giusta mentalità Editoriale

Il mio più  grande punto interrogativo uscendo dal Piola dopo il pareggio contro la JuveU23 era proprio quello di non avere un termine di paragone rispetto alle squadre di serie C. Mi era difficile, insomma, stabilire se quella che avevamo incontrato poteva essere considerata una formazione ostica oppure no. Ora, dopo la quinta partita giocata, dopo aver battuto ed essere stati battuti da squadre considerate forti ed aver fatto lo stesso con altre considerate deboli, credo si possa tranquillamente e definitivamente pensionare quell’errata convinzione di assoluta somiglianza tra serie C e serie B. La differenza è invece enorme e, sotto certi punti di vista, lo è ancora di più di quella tra serie B e serie A, dove l’essenza del gap è sostanzialmente rappresentato solo dalla sproporzione tecnica a favore della massima serie, ma per il resto la cadetteria conserva una sua dignità ed un fascino imparagonabile rispetto alla serie C. Provate solo a vedere una diretta su DAZN e una su Eleven Sport e capite che si parla di due sport e pianeti differenti, a prescindere dalla qualità del gioco offerto. Poco male (o tanto male), questa è la nostra categoria, e come me ne sono fatto una ragione io, è legittimo pensare se la sia fatta pure il Novara Calcio, visto che,  a differenza di Piacenza dove la diversità di valori in campo unita all’eccesso di spavalderia dei locali aveva giocato a nostro favore, ieri in terra Toscana il Novara ha portato a casa i tre punti con una prestazione da navigata formazione di serie C. Che poi è proprio quello che le era stato imputato maggiormente dopo la disfatta di Carrara.

Aver (forse) imparato dai propri errori è sicuramente motivo di vanto, come lo è aver preso coscienza della nostra forza ma soprattutto dei nostri limiti. La Pistoiese vista ieri non è probabilmente molto più forte o molto più scarsa della media delle nostre antagoniste. Vista una viste tutte: un branco di rose di giovani più o meno sconosciuti affiancate qua e là da qualche nome conosciuto che ha calcato almeno la serie B ma che oggi ha una base di partenza di 35 anni almeno. Ognuna di queste squadre con due differenze fondamentali che scriveranno la storia di questa stagione: il fattore ambientale e il caso. Se è vero che giocare in Toscana nelle piazze meno nobili è storicamente sempre stato (e vedo che lo è ancora) un enorme rottura di coglioni, visto che è probabile ti possa trovare pure il Presidente avversario con l’Amministratore delegato attaccato alla recinzione a sbavare rabbia contro la terna arbitrale, è altresì vero quanto la casualità e gli episodi possano facilmente trasformare una formazione da Pistoiese a Pistoier Munchen, rendendo parecchio complicato portare a casa la pelle nonostante tu sia decisamente più forte. In questo senso, l’importanza della prestazione di ieri è evidente non sia solo riassumibile nei due goal segnati nei primi dodici minuti, ma nell’essere stati capaci a gestire il risultato fino alla fine. Nonostante un finale dove, arbitro a parte sul quale è meglio stendere un velo pietoso, fatico comunque a credere nella nostra verginità sulle tre espulsioni di Marricchi, Ronaldo e Chiosa (la sua è la più grave di tutte visto che avrebbe potuto andare negli spogliatoi invece di vedersi la partita dalla panchina). Parliamoci chiaramente, qualcosa i nostri avranno pur fatto o detto, e  su questo aspetto probabilmente si dovrà ancora lavorare molto, visto che tre  partite su quattro finiranno se non in rissa, almeno con tensioni, e non possiamo permetterci di svalvolare tutte le volte.

Tra tre giorni si torna in campo, nuovamente in Toscana, contro una formazione concettualmente simile alla Pistoiese che la metterà anche lei sulla fisicità e la provocazione, sicuramente spinta da un pubblico magari non numeroso ma sicuramente rumoroso. Pistoiese e Pontedera rappresentano ad oggi due delle mie maggiori delusioni sportive mai provate, insieme alla recente Novara Virtus Entella. Se è vero che lo spareggio a Pontedera è roba che ricorda chi ha almeno il 4 davanti e che è stato tutto sommato indolore visto il successivo ripescaggio, quel cazzo di palo di Hervatin e quel goal sbagliato dell’altra pippa a un cm dalla porta è cosa che mi porto ancora dentro. Quindi uscire con tre punti dal Vannucci Piante Stadium di Pistoia è di per se motivo per festeggiare a prescindere. Una nuova gioia, questa volta in quel di Pontedera, sarebbe davvero l’apoteosi e rappresenterebbe una piccolissima rivincita di quel pomeriggio a Modena.

Che Dio benedica questi recuperi, anche al costo di spremerci eccessivamente, perché poter ragionare su una classifica definita e reale non è poco. Sapere di essere primi, o di essere in zona primi posti, ti regala una tranquillità e una consapevolezza che ad oggi è impossibile avere. Anzi, diciamocelo chiaramente, vedere qualcuno in classifica che ha dieci punti più di te, se è frustrante per noi tifosi immagino quanto lo possa essere per i calciatori. Poco da aggiungere, se non l’auspicio che con ieri si sia trovata la giusta mentalità per affrontare questo campionato. Vincere è sempre bello, e se una retrocessione o partite squallide come quelle  giocate recentemente  non si cancellano facilmente, ieri siamo tornati comunque a sorridere, quindi sorridiamo senza fare troppo gli schizzinosi. Non solo per i tre punti ma anche per Visconti, che Pistoia se la ricorderà per sempre, fortunatamente potendoci ridere sopra. Forza Novara, sempre, ovunque e comunque!

Claudio Vannucci

 

foto in testata presa da www.novaracalcio.com

 

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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