Quando nemmeno lo speaker ti da una mano. Campionato

Intanto entro in uno stadio che mi suggerisce immediatamente di aver sbagliato occhiali: il binocolo, avrei dovuto portare!

Succede sempre in quegli stadi dove una pista di atletica, sporca e fatiscente, allontana l’evento dalla realtà percepibile anche solo con il banale ausilio degli occhiali di uso quotidiano.

Che poi alla seconda di campionato sia del tutto normale non riuscire ad individuare con precisione i giocatori azzurri, credo si possa accettare e comprendere.

Tutti, tranne il Ciumi, che stanco delle mie continue richieste di identificazione, ha sibilato che i giocatori si devono riconoscere soprattutto dai movimenti che compiono in campo.

 A tal riguardo, seguendo il suo consiglio, sono riuscito a capire chi fosse Di Gregorio, non tanto per i movimenti da lui compiuti, ma per la maglia di colore diverso indossata, e il Pompeu Da Silva Ronaldo per la lentezza atavica e bradipesca dei suoi movimenti.

Ci fosse stato in funzione un tabellone luminoso, almeno lontanamente simile a quello del Piola novarese, e uno speaker che recitasse la giaculatoria delle formazioni scese in campo,  magari sarei riuscito anche a localizzare Sciaudone che, mi hanno confermato quelli con la vista buona, essere risultato tra i migliori in campo.

Per Cacia non ci sono stati problemi, essendo quello che sui cross saltava almeno mezzo metro più in alto rispetto a tutti gli altri.

Un’ altra cosa che mi sono chiesto riguardava il motivo per cui sui tabelloni pubblicitari elettronici comparisse il nome del Presidente della Repubblica Francese, Macron.

Che già mi stava stava sulle balle prima per via dei continui double face riguardo al tema dei migranti, e che per giustificare la chiusura dei suoi porti, si è spinto sin dentro la più odiosa antipatia possibile, accusando noi italiani di violare le regole internazionali per vendicarci del mondiale vinto dai francesi … poi qualcuno mi ha informato che “macron” null’altro era se non lo sponsor tecnico del Piacenza, che, in fondo in fondo, fa pure cagare come il resto dello stadio.

Sono a conoscenza, altresi, della non obbligatorietà, in lega pro, di dotarsi dei due contaminuti di solito sistemati dietro le porte; non c’è problema, a Piacenza non c’è proprio un cazzo, persino le reti delle porte, che sono ancora quelle dentro cui il Darione Hubner fiondava i suoi gol, hanno avuto bisogno di un rammendo volante ordinato da uno scrupoloso segnalinee.

Che dire poi delle sostituzioni, che non si capiva chi mai fosse entrato e al posto di chi, essendo lo speaker disattivato, o se presente, muto peggio di un film del 1920? 

Ecco, mi sono reso conto del cambio Schiavi per Cattaneo quando i giocatori azzurri si sono avvicinati alla curva per ricevere il giusto tributo. Che colpa ho io se i due centrocampisti sono alti … anzi bassi uguale?

Però non mi è sfuggita la sostituzione di Cacia, essendoci arrivato per deduzione logica: quando uno stadio tutto, tifosi ospiti e locali, riserva una standing ovation a un giocatore che sta per essere sostituito, i casi sono due: o ha subito un brutto infortunio, o è un campione che probabilmente ha lasciato buoni ricordi; ecco, avendo notato la totale assenza di barellieri in campo, va da sè che di un grande giocatore si potesse trattare, quindi non poteva che essere Cacia, che il Signore ce lo conservi!!

Nonnopipo          


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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