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Piacenza val bene una messa

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Dopo tanto, troppo tempo, si ritorna in trasferta anche in campionato. Saltato l’esordio a Pontedera, domani finalmente andremo a Piacenza. Una città particolare, sotto molti aspetti simile a Novara, sotto altri no. Città emiliana, di antica fondazione romana, la lupa, simbolo anche della squadra né è la più diretta testimonianza. Tremendamente affacciata sulla Lombardia, ultimo bastione dell’Emilia, ma storicamente legata a Milano. Città particolare, da un punto di vista sportivo unica. Piacenza infatti, pur non vantando particolari tradizioni sportive (il Piace ha vissuto 9 anni serie A fra gli anni 90 e 2000), ha due squadre in Lega Pro, giocando il derby con la Pro Piacenza. Se può sembrare strano, lo stesso avviene anche nella pallacanestro. Nel medesimo campionato di A2 ci sono infatti sia la Backery che l’Assigeco. Chissà se tutte le risorse fossero indirizzate verso un’unica realtà se le cose non andrebbero in modo diverso.

Nonostante la pletora di squadre sportive il tifo organizzato, seppur ridotto nei numeri, continua a seguire il Piace storico, fallito nel 2011 e rifondato col nome di “Lupa Piacenza”, ora tornato con il logo e i colori originali. Anche nel tifo organizzato troviamo incongruenze. Se Piacenza è storicamente una città rossa, come il resto dell’Emilia d’altronde, la tifoseria ha invece orientamento opposto (ricordo lo scorso anno a Novara in coppa Italia vergognosi cori inneggianti al duce).

Se c’è una cosa sulla quale siamo tutti d’accordo invece, è che il Garilli, un tempo conosciuto come Galleana (il nome del quartiere), sia un gran stadio di merda. Il classico stadione degli anni 80′, con tripla pista d’atletica e distanze siderali spalti-campo.

Il Piacenza calcio invece è partito forte, e nella stagione del centenario punta in alto.

Insomma ci sono tutti gli ingredienti per assistere ad una partita vera, maschia, dopo il garbage time di domenica scorsa. Sugli spalti tutti compatti con le sciarpe e le bandiere a tifare la nostra maglia, forza Novara Sempre!!

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La VIDEO-MOVIOLA di Lavagnese-Novara

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Grazie alle immagini della diretta fb dei Fedelissimi posso analizzare l’unico episodio da moviola della partita: Vuthaj dopo aver superato il suo avversario cade in area ma l’arbitro ben posizionato lascia correre. Per le immagini a disposizione, soprattutto quelle rallentate, secondo me l’arbitro ha preso la giusta decisione perché sembra che il nostro bomber emulo del miglior Pippo Inzaghi si lasci cadere.

Probabilmente se questo fosse stato un episodio decisivo per il risultato finale sarei stato di un’altra opinione!!

 

 

 

 

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La VIDEO-MOVIOLA di Novara-Sanremese

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La doverosa premessa è che la Sanremese ha vinto meritatamente, giocando una partita perfetta, dimostrandosi superiore al Novara.

Ma come sempre, preferisco separare il risultato e la prestazione dagli episodi arbitrali che ieri non sono stati a favore del Novara.

Purtroppo, non sono tutti documentati da immagini televisive (avrei voluto rivedere alcuni episodi al limite del cartellino rosso e un episodio di rigore dubbio).

Il primo episodio è il gol del 1-3 al minuto 82: la posizione di partenza di Scalzi è in fuorigioco piuttosto netto. Errore grave perché è il gol che chiude la partita.

Subito dopo il Novara reclama in rapida successione due rigori:

al 85’ il tiro di Diop si infrange contro il braccio del difensore ligure, ritenuto dall’arbitro aderente al corpo. Difficile da giudicare, non sarebbe stato scandaloso concedere il penalty.

Un minuto dopo, Vuthaj salta netto il suo avversario che in scivolata prende palla e gamba. Sicuramente l’attaccante azzurro allarga la gamba alla ricerca del rigore ma anche in questo caso la Sanremese ha rischiato moltissimo.

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La VIDEO-MOVIOLA di Vado-Novara

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Grazie alla diretta fb di Roberto Fabbrica, con immagini migliori di Elevensport, ecco la videomoviola di Vado-Novara: quattro episodi, tutti nel secondo tempo, tutt’altro che facili da decifrare:

il primo episodio vede il Vado reclamare un rigore per un intervento di Bonaccorsi. In realtà il nostro difensore compie un recupero impressionante sull’attaccante ligure ed in scivolata impatta nettamente il pallone.

Anche il Novara reclama un rigore: Di Masi serve Vuthay che viene atterrato fallosamente. Invece di fischiare un sacrosanto rigore, l’assistente segnala un fuorigioco inesistente. Oggi tanti errori di valutazione sui fuorigioco anche a danno del Vado.

Al 86’ l’espulsione diretta di Tinti viene contestata perché pochi secondi prima non era stato fischiato un fallo per il Vado: l’intervento di Tentoni mi sembra sul pallone e quindi l’arbitro ha fatto bene a non fischiare, il cartellino rosso al giocatore ligure pare un po’ esagerato, vista la situazione forse un giallo poteva essere più opportuno.

E veniamo all’episodio decisivo: diciamo subito una cosa, se avessero fischiato un rigore del genere contro il Novara due minuti dopo i cinque minuti di recupero avremmo sicuramente tirato giù tutti i santi del Paradiso e maledetto ben peggio dei tifosi del Vado, arbitro e avversari. Nello specifico, Di masi servito malamente dalla difesa ligure punta diritto la porta avversaria e cerca l’impatto con il difensore del Vado che probabilmente non avviene. Per me è un classico “rigorino furbo” che forse non c’era. Ricordiamoci però del rigore precedente per il Novara non concesso.

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