Parulàsci Dialetto

I espression in dialètt chì da suta, fann part d’una racolta da “parulasci” vusà ’n ti ani a l’Alcarotti  e al Silvio Piola dai tifusi nuares, ‘nti cunfrunt un po’ di tutti: avversari, arbitro, segnalinee, e di volti anca a un quai giüadur dal Nuara.

A vüaltar al piasé da leggian una quai vüna che son truvà in gir, un po’ chì e un po’ là, e ’n ti ricord da chi ormai gh ha un quai ann e i cavei gris. 

“Ti cünti cume una furchèta ’nt al bröt”   Riferito a un giocatore scarso e inutile quanto lo può essere una forchetta nell’atto di bere il brodo 

“L’è vist püssè arbion la to mama che al minestron dla mè nona”    destinata all’arbitro/segnalinee per informarlo della predisposizione della di lui madre al contatto assiduo con i piselli, assai superiori, numericamente, a quanti se ne possono contare nel ricco minestrone della nonna

“Tàiat i cavei, vunciòn”    invito rivolto di solito da un tifoso calvo al giocatore avversario particolarmente dotato di chioma fluente 

“Ti sè sempar par tèra cume ‘na siloria”   rivolta a Enrico Bramati detto “Ricu”  avvezzo spesso a spettacolari cadute

“Facia da cü da can da cacia”    A qualunque avversario, arbitro,segnalinee, con la faccia brutta, capitasse a tiro 

“Ti sè brütt ‘mè la mort da Camarian”    Variazione alla frase sopra riportata

“ Gnürant ‘mè ‘na sapa”    Dubbi espressi in merito al bagaglio culturale dell’arbitro

“Tato, ti tè fai passà una brèla in mèss di gambi”   considerazione rivolta al portiere Fausto Lena (Tato) dopo aver subìto un gol con la palla passata in mezzo alle gambe come fosse sterco di cavallo

“Impìcat cun la cruata”   Di solito all’ arbitro/segnalinee ma spesso anche a qualche giocatore avversario

“Facia ‘mè un urinari a sès uri la matina”   espressione tesa a paragonare il volto del denigrato a un pitale colmo delle urine della notte dopo il rilevamentoeffettuato alle ore 6:00 antemeridiane

“ Geometra!!! Fa sarà sü al Benevul prima dla partida, che incö hin tüti ciuch”   Invito rivolto al Presidente Tarantola Geometra Santino, dopo una brutta prestazione dei giocatori simpaticamente sospettati di aver consumato bevande alcooliche al banco di mescita del vicino bar Benevolo, prima dell’inizio della partita

“Ti ghè la sciarvèla cume cula d’un cirabibè”   Riservato all’arbitro/segnalinee il cui cervello veniva misurato a vista, e giudicato approssimativamete di dimensioni pari a quello di una libellula.

“Ti farè la stèssa fin chi fann i ratàsc da Mlogn”    informazione su quello che il destino avrebbe riservato a qualche componente la terna arbitrale, uguale a quella che facevano i topi di Lumellogno, paese popolato da un alto numero di gatti

“Nini, pìagh i misüri e po’ inviaral dal Geometra che la manda a da via ‘l cü”   Preghiera rivolta al Nini affinche prendesse le giuste misure al suo avversario diretto, per poi inviarlo al Presidente Tarantola che gli avrebbe rivolto il più classico e sincero degli inviti esprimibili in dialetto novarese

“Nasu, se ti ciuli cume ti fè al purtier, ti diventarè prestu cülatòn”   Considerazione espressa, dopo una papera del portiere Nasuelli, sulla sua futura sessualità se paragonata alla prestazione fornita. 

“Ti spüssi ‘mè la rüdera dla cassina dla Brignuna”   Urlato all’ arbitro/segnalinee accusato di emanare un odore sgradevole pari a quello emesso dalla concimaia o letamaio della Cascina Brignoni di Gionzana

“Arbitro, bastard e disunèst”   Non abbisognevole di spiegazioni essendo considerato insulto ufficiale da riservare all’ arbitro (copyright Carlo Afferni detto il Carlone)

“Arbitro, ti fè gni voia da cagà cume l’erba mudistina”   Considerazione sull’arbitraggio che viene paragonato alla capacità dell’erba modestina di inviare sul water chiunque assuma il decotto di tale erba, favolosa nel favorire una abbondante evacuazione

“Deh, ma ti sè dréra giügà suta l’efètt dl’ indormia?    Domanda urlata al nostro Grossetti soprannominato Moviola.

“Babaciu d’un lifròch, fora da chi ghè al Campagnon cunt i manèti in man prunt a ristat”   Informazione fornita all’arbitro/segnalinee, definito imbambolato e tonto, riguardo la presenza fuori dall’Alcarotti della guardia di quartiere con le manette in mano per arrestarlo, in seguito all’arbitraggio pessimo. 

“Cul li l’è passà dla stra di Scülgaroli!!”   Dubbio espresso nei confronti di un avversario accusato di essere un simulatore. Tale strada null’altro era se non l’attuale Via Regaldi dove molti anni fa esisteva un laghetto che in inverno ghiacciava.

“ Ti füssi ingàmba ‘mè ‘l Gibula ti sarissi un campiòn”    espressione utilizzata con rammarico nei confronti di un giocatore la cui fisicità risultava assai scarsa, ben lontana dall’essere paragonata a quella espressa dall’ arzillo e scattante Gibula (Nicola Cresifonte, 1902-1982) massaggiatore del Novara Calcio.

Cunsiderassion final fora tema: Fabbricini, Balata, Gravina, Malagò, Frattini, sensa dismentigà Lotito e Cellino, a cul temp igh fasévan gnanca tirà via i ragnèri dai mür dla spogliatoio!!

Nonnopipo       


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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