Il paradosso Editoriale

Un pullman nero con impresso a lato il nostro logo e l’indirizzo internet ufficiale fermo al parcheggio dell’autogrill di Parma, una trentina abbondante di persone sopra in attesa di una comunicazione ufficiale che chiarisca loro se proseguire verso la Toscana o tornare a Novarello. Questa l’immagine che meglio di tutte rappresenta questo periodo di follia collettiva, nato nel momento in cui il primo grado di giustizia sportiva una sera di Luglio ha emesso la prima sentenza a favore del Novara che, partito nella più totale solitudine e indifferenza generale, da quel momento si è trovato in quella che, anche senza l’uso di armi, ha presto preso le sembianze di una vera e propria guerra. Una guerra dalla quale apparentemente non c’è una via di fuga dal momento che, superato il punto di non ritorno identificato appunto nella prima sentenza, ci si è infilati in un vero e proprio paradosso in cui, anche volendo uscirne, qualcun altro ti ci ributta dentro. In quattro giorni il Catania prima, avendo indovinato la giusta strada suggerita martedì da Frattini, e la Pro Vercelli sabato col Tar del Lazio, non ci hanno consentito di mettere il punto a questa storia infinita.

Una parte di me indubbiamente sta esultando. Mi consideravo un dignitoso sconfitto di una guerra (quella della B a 22) che per forza di cose andava combattuta, e apprendere che non sia ancora persa, ma anzi le possibilità di vittoria in tal senso siano parecchio aumentate, non nascondo mi abbiano reso felice. Ma non a caso questa è l’estate in cui tutti abbiamo ascoltato per radio i “The giornalisti” dirci che la felicità è puttana e che dura solo un minuto, e infatti così è. L’altra parte di me non ce la fa proprio ad essere felice. Se fino alla (non) sentenza del Coni tutto sommato il rischio per il Novara era, se non nullo, almeno molto basso visto che la categoria di appartenenza era infatti la C e a quella alla peggio avremmo dovuto partecipare (la lunghezza della diatriba e le conseguenti difficoltà sul mercato hanno magari rappresentato un imprevisto comunque preventivabile), non si può sostenere la stessa cosa oggi, perché  i concreti rischi che si iniziano a correre iniziano ad essere importanti e, se si vuole fare un’analisi seria e logica depurata dalle esternazioni bellicose uscite a caldo, vi è l’obbligo di sottolinearli.

Allo stato attuale non è stato decretato un nuovo rinvio della serie C ma solo delle 5 squadre coinvolte negli eventuali ripescaggi. Quindi, a chi è cosi sicuro degli effetti devastanti che la giornata di oggi potrebbe avere sul calcio italiano, mi permetto umilmente di ricordare che solo 10 squadre (5 + le 5 avversarie) professionistiche su 98 sono ferme. Abbiamo infatti una serie A che vive in un universo differente e che è concentrata solo sull’attesa del primo goal di CR7, una serie B che continua a giocare incurante dell’attività dei tribunali e una serie C che oggi inizia a scendere in campo. Diciamo che 5 partite rinviate sono certamente un’anomalia e un segnale di allarme, ma non potranno mai eguagliare l’eco di un’intera categoria bloccata. Se aggiungiamo il fatto che ad oggi nessun organo di giustizia è mai stato chiamato ad esprimersi su un mega allargamento ad una b a 24, e quindi almeno 2 squadre delle 5 prima o poi si aggregheranno alle altre, e che il Tar ieri non ha per nulla riportato la serie B al suo iniziale organico di 22 squadre ma ha solamente sospeso quanto emanato dal Coni martedì rimandando la decisione al 9 ottobre, ecco che i vari commenti “giusto così, bloccare il calcio era la sola cosa da fare” non trovano nessun riscontro con la realtà dei fatti. Nella sostanza non si è bloccato un bel nulla ma anzi con oggi è ufficialmente iniziato il campionato di calcio nel senso della sua interezza.

Rincaro la dose. Al netto di interventi del Governo (tanto chiesti in queste settimane soprattutto da Catania) per il quale ho qualche legittimo dubbio che abbia l’autorità e la legittimazione giuridica per decidere il format di una campionato di calcio (ma potrei sbagliarmi, sia chiaro) o del duo Lega B/Figc (che non capisco in base a cosa arrivati a questo punto dovrebbero sconfessarsi se non lo hanno mai fatto prima), nella migliore delle ipotesi il Novara scenderebbe in campo almeno a metà Ottobre. Nel momento in cui una serie B ha già giocato qualcosa come 7 giornate di campionato e la serie C almeno 4. In questo mese che ci separerebbe dall’inizio del nostro campionato avremmo una squadra concretamente impossibilitata ad organizzare dignitose amichevoli causa mancanza di squadre disponibili ad affrontarci, proprio perché loro un campionato ce l’hanno da giocare. Dal punto di vista fisico e mentale questo ulteriore stop avrebbe sicuramente effetti devastanti, e mi dispiace che questo non riesca ad impensierire la maggior parte di tifosi che invece mi sembrano eccitati dall’idea di ottenere “giustizia” e, soprattutto, creare un danno al sistema. Questa è una stagione molto delicata per il Novara come per tutte le squadre che retrocedono. Non risalire immediatamente di categoria significherebbe probabilmente complicare il proprio futuro nel breve termine. E iniziare il campionato in condizioni di palese differenza fisica e mentale rispetto alle altre avversarie, è intuibile anche a chi non ha mai giocato a calcio che rappresenterebbe un’inevitabile emorragia di punti che ci potrebbe costare cara.

Questo mio scetticismo si basa su una previsione del tutto personale e non supportata da oggettive argomentazioni giuridiche (che con ieri volgono nuovamente a favore di una B a 22, va ribadito): esattamente come ho sostenuto nello scorso editoriale, e a maggior ragione oggi in considerazione dell’oggettivo problema dell’integrare 3 formazioni dopo 7 giornate di campionato, ritengo impossibile qualsiasi ripescaggio in corsa. Questa serie B sarà composta da 19 squadre e bisognerà prima o poi farsene una ragione. Altrimenti non si sarebbe arrivati a questo punto. Se nemmeno il Tar ad oggi ha preso una decisione concreta vuol dire che esiste un evidente vuoto legislativo che consente al sistema di mantenere una certa autonomia. Per quanto mi riguarda il Novara chiedendo di non giocare ha commesso un errore che, come spiegato, potrebbe costargli molto caro. Avrebbe dovuto giocare e poi, con una bella conferenza stampa, magari spiegare bene le motivazioni e provvedere contestualmente ad una massiccia causa legale per ottenere un risarcimento. Giocando apprendo che avremmo definitivamente perso la possibilità del ripescaggio, ma penso anche che sicuramente ne avremmo guadagnato in credibilità e soprattutto in competitività. Ma mi rendo anche conto che questa sarebbe stata una scelta impopolare anche perché, in certe guerre, non ti è concesso di scegliere alleati e strategie. E da carnefici è un attimo diventare vittime proprio per quel famoso paradosso nel quale ci siamo infilati, che quando vuoi uscirne fuori qualche altro ti ci ributta dentro.

Credo in generale che continuare una guerra infinita contro i mulini a vento non sia mai saggio. La nostra etica e correttezza, unita ad una certa dose di coraggio, l’abbiamo dimostrata provando a combattere questa guerra a differenza di altri che senza di noi probabilmente nemmeno ci sarebbero arrivati ad ipotizzarla. Ma bisogna saper accettare una sconfitta che, nel nostro caso, sarebbe stata assolutamente dignitosa. Ma questo rimane solo il mio pensiero che vale zero. Magari tutto questo ci porterà ad una clamorosa vittoria, e il Novara, ora insieme ad altre 4 Società, sarà ricordata per aver scritto la storia. Oltre ad aver rotto i coglioni. Nulla però potrà impedirmi di pensare una cosa: nessun tifoso militante come me e come tutti noi si merita un situazione del genere che non auguro nemmeno al mio peggior nemico. Ci viene privato l’elementare diritto di svolgere la nostra “professione” di tifosi. La nostra passione continua a rimanere soffocata da chi ci sta solamente usando per i propri scopi calpestando quotidianamente la dignità e il rispetto dovuto ad ogni singolo tifoso che ha già acquistato abbonamenti allo stadio e alla piattaforma tv che trasmette gli incontri della propria squadra. Comunque andrà a finire questa vicenda rimarrà solo una triste verità: fate schifo tutti.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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