La morbida e calda coperta del complottismo Editoriale

I complottisti tradizionalmente tendono a sovrastimare le capacità e le competenze di amministrazioni e funzionari delle burocrazie, ritenuti capaci di trame oscure e di un’intelligenza diabolica veramente fuori dal comune (Cass R. Sunstein)

Ho perso il conto di quanti viaggi ti fai, quanti kilometri senza partire mai (Baby K – da zero a cento)

Proprio poche ore fa stavo ascoltando il racconto del Sig. Tino, un baldo ultra ottantenne in condizioni di salute non proprio idilliache, condizioni che comunque non gli impedivano di esternare con grinta e severità tutta la sua rabbia per una pessima esperienza personale vissuta in un reparto di un noto ospedale milanese. Incuriosito da questa recensione negativa soprattutto per il fatto che a breve dovrò accompagnare un famigliare proprio in quel reparto di quella struttura ospedaliera, mi sono permesso di chiedergli quando fosse successa la disavventura, e lui, con una certa precisione, mi ha risposto: “ero ragazzo, avevo 22 anni”. Morale della favola: non importa se i responsabili di quella disavventura successa oltre 60 anni prima probabilmente fossero tutti da parecchio tempo deceduti, e nemmeno che il Sig. Tino da allora non ci abbia messo più piede in quell’Ospedale, quello che conta è che rimase scottato e da allora niente e nessuno sia mai più riuscito a fargli cambiare idea. E’ più forte di me, quando mi imbatto in qualche personaggio che stimola la mia attenzione e fantasia, mi vengono poi in mente paragoni e parallelismi improbabili ma nello stesso tempo incredibilmente veritieri ed attuali col mio mondo attuale. In questo caso il Sig. Tino mi ha ricordato quella grossa fetta di tifosi novaresi che, scottati da Frattini nel 2014, non sono mai più riusciti a venirne fuori da questo approccio pessimistico critico che spesso sfocia in vero e proprio complottismo anti Novara, probabilmente senza nemmeno accorgersene.

Non ho la minima idea di cosa possa succedere lunedi o martedì al Coni. Dovessi scommettere oggi direi che riusciranno a trovare l’argomentazione giuridicamente inattaccabile per confermare l’attuale format a 19 squadre. In fin dei conti, se in tutta Europa ci sono circa 200.000 avvocati, e di questi il 50% opera in Italia, dovrebbe essere chiaro a tutti che il problema “forma” negli atti del nostro Paese rivesta un serio problema in grado di rendere possibile tutto a seconda dell’interpretazione che si dà dell’atto stesso. Onestamente penso che Frattini abbia legittimamente rinviato una sentenza al fine di dare il tempo ai giudici di prendere una decisione adeguata e motivata, probabilmente non così scontata, ma che non ci sia alcun tipo di manovra particolare volta a colpire il Novara o il Catania. Anzi, ritengo pure che questo prendere tempo possa rappresentare un vantaggio e una garanzia proprio perché la sentenza che ne uscirà evidentemente non sarà frutto di un qualcosa di preconfezionato a monte ma sarà il risultato di una riflessione collegiale su un tema particolarmente complesso per il quale, immagino, le normative di riferimento non sono così blindate come invece ci è stato raccontato sul web (soprattutto non di Novara) in queste settimane da chi probabilmente non aveva titoli per farlo. Semmai il vero problema è essere arrivati al 7 Settembre, ma in tal senso, da studioso di finanza quale sono e non di diritto, posso solo accettare la risposta dello stesso Frattini fornita ad un tifoso su Twitter:  “vi erano dei termini di legge obbligatori che hanno imposto quella data”. 

Credo che ci sia una grossissima differenza tra il legittimo (e magari motivato) pensiero pessimista sull’esito di questa interminabile vicenda del ripescaggio e quella morbosa e irrefrenabile tendenza al credere che tutto ci venga contro a causa di un disegno divino architettato contro di noi, ovviamente per imprecisati motivi. Penso che dovremmo imparare a crescere e a smetterla di credere a quelle realtà del tutto soggettive che ognuno di noi si crea entrando in loop coi propri film mentali dettati solo dall’amore per il Novara ma che nel mondo reale valgono zero. Semmai sia esistito un disegno scritto a tavolino probabilmente questo si è verificato ad inizio Agosto dalla Lega, ma è una storia diversa che nessuno mi convincerà mai essere stata ordita in accordo col Coni. Sicuramente non è stato pensato per colpire il Novara in quanto tale che purtroppo si è trovato in mezzo. Seriamente, vi pare credibile che se ce l’avessero avuta col Novara l’avrebbero fatto vincere i primi due gradi di giudizio mettendosi in questa situazione? O, allargando il discorso ai “poteri forti” citati recentemente da qualcuno, avrebbero fatto fallire piazze come Bari?

Parto da un ragionamento. Allo stato attuale vedo quattro scenari possibili: B a 19, B a 22 con Novara ripescato, B a 22 con Novara in C e poi concedetemi di quotare una B a 20 con riammissione dell’Entella (scenario altamente improbabile ma comunque possibile con una sentenza in settimana contro Cesena e contestuale sentenza di B a 19). Qualsiasi altro scenario, compresa la B a 24 con tutti ripescati, mi pare fuori dalla realtà attuale e dalle prossime sentenze che i vari Tribunali dovranno emettere. Di questi quattro scenari elencati, solo uno premia il Novara. Il che, tradotto in numeri, significa che abbiamo il 75% delle probabilità di rimanere in serie C. Anche dopo i primi due gradi di giudizio vinti che, sappiamo bene, possono essere cancellati in un secondo dal Coni.

Io credo che, a questo punto della situazione, chi si professa garantista e creda nell’insindacabilità e sacralità delle norme, non possa fare il tifo per il Novara o per la Ternana, ma debba fare il tifo per il ripristino del vecchio format a 22 squadre. A prescindere da chi verrà ripescato. Perché il ripristino a 22 squadre è la vera battaglia contro ciò che appare essere a tutti gli effetti un atto fuorilegge intuibile anche da chi ignora il diritto. Diverso invece il principio per il quale, fino alla sospensiva di Frattini, il Novara era riuscito a far sancire. Perché si tratta di un aspetto così particolare, che si gioca su una materia e su temi che non ci appartengono ma che facciamo comunque nostri in virtù di quell’anima “ultras” dentro di noi che ci porta ad avere la presunzione di averne una certa familiarità e conseguentemente a tifare per i nostri avvocati, esattamente come facciamo allo stadio con la nostra squadra.

Ovvio che tutti noi speriamo di vincere, io per primo. Ma sarebbe intelligente, in caso di sconfitta, accettare con serenità una serie C senza quello stupido vittimismo tipico dei perdenti cronici. Perché un minimo di coerenza nella vita bisogna averla, e allora, se lunedi o martedì dovessero ripescarci in B, dovremmo coerentemente sostenere che MDS ha Santi in paradiso dentro un sistema che abbiamo accusato fino ad un secondo prima di essere marcio e di avercela contro di lui (noi). La verità è una sola: se vinceremo sarà perché saremo stati bravi a far valere un nostro diritto, se invece perderemo sarà perché non siamo stati bravi o, più probabilmente, non era un nostro diritto. Non commettiamo l’ennesimo e ripetuto errore di attribuire alibi in caso di sconfitte. Non siamo retrocessi per il sacrosanto rigore negato a Bari (seppur ha avuto oggettivamente peso) e non perderemo al Coni perché Frattini ce l’ha con noi. Facciamocene una ragione.

Claudio Vannucci

 

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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