Il valore della serietà Editoriale

“Sül püssè bèl dla cagada l’è finì la merda.” Stefano Gavinelli

Se non fosse che la partita parrebbe tutt’altro che chiusa, verrebbe  proprio da dire che siamo gli eterni incompiuti. Quando manca poco per metterla in rete ecco che la calciamo fuori, il portiere avversario compie il miracolo o, come in questo caso, ci fischiano fuorigioco. Ovviamente inesistente. Ne parlavo qualche settimana indietro col mio amico Francesco Somma quando, in risposta alla sua incredulità per la mia perplessità nonostante la prima vittoria al TFN, gli dissi: “non è che non ci credo. E’ che noi siamo il Novara Calcio e l’abbiamo sempre presa nel culo; e quelle poche volte che ci è girata bene poi l’abbiamo sempre pagata cara”.  In realtà, in questa pazza torrida estate non ho mai smesso di crederci un secondo, e non certo perché sono un visionario ma perché, pur senza essere un avvocato, ritengo siano sempre state evidenti a chiunque abbia avuto la voglia di leggere gli atti e fosse dotato di un minimo sindacale di  capacità di apprendimento e di ragionamento, le solidità delle nostre argomentazioni giuridiche. Eppure la legge divina che dice che, in qualsiasi ambito della vita, ci sia sempre e comunque qualcuno “più” di te, si è nuovamente  confermata nella sua maestosità e irruenza. Come nel calcio esiste una squadra che sarà sempre capace di batterti,  così nella vita ci sarà sempre un avvocato più preparato, un collega più bravo, un cantante più intonato, un delinquente più cattivo o un mafioso più mafioso che otterrà ciò che tu meritavi, cosicché il conseguente insuccesso ti lascerà l’amaro in bocca tipico degli incompiuti.

Ma come dicevo all’inizio spero e penso che la guerra non sia ancora persa, tutt’altro. Ma purtroppo ho il sentore che stiamo arrivando alla battaglia finale stanchi,  feriti da questa batosta di venerdì che ha tutte le sembianze di uno scacco matto ottenuto barando. Un po’ come quando al mare sfidi a scacchi il tuo vicino di ombrellone che hai conosciuto solo per la prima volta qualche giorno prima e non sai che questo, tramite whatsapp, riceve suggerimenti da Kasparov. Proprio ieri, confrontandomi con Ciumi, è emersa in entrambi la voglia di calcio giocato, di mandare tutti quanti a fare in culo e di farci questa serie C per provare a rientrare in questa puttana di serie B. Perché crediamo che tutta la Novara calcistica, arrivati a questo punto, abbia non solo voglia ma necessità di tornare a vedere il calcio giocato, di giocare per i tre punti ogni settimana; non è stato bello domenica scorsa staccare per un attimo e concentraci sulla partita di Perugia? Non vi sentite oggi sollevati perché per un giorno si parlerà solo di Brescia Novara? Ma, purtroppo e per fortuna, abbiamo superato quel punto di non ritorno in cui il Novara ora deve necessariamente giocare tutte le sue carte per provare a vincere la battaglia finale che potrebbe allontanarci ancora dal calcio giocato e che, anche se riuscirà a vincerla, non sarà affatto indolore. Ogni giorno che passa è infatti un giorno buttato nei confronti della corretta programmazione, della preparazione al campionato e del calciomercato che oggi dovrebbero essere aspetti solo da perfezionare e non da sviluppare come invece è per noi (e per quelle nella nostra stessa situazione). Se è vero che questo è un aspetto che dovrebbe riguardare solo la Società e non i tifosi, è altresì vero che sono proprio i tifosi che dovranno poi emotivamente gestire un campionato, magari di B, con una squadra che potrebbe trovarsi con un gap tecnico incolmabile a causa del prolungarsi di una guerra dalla quale non possiamo e dobbiamo ritirarci.  E se a nessuno piace perdere, sicuramente Novara non è il posto ideale per farlo.

Il fatto che nessuna persona al mondo possa fare, oggi, una previsione veritiera, seria e credibile relativa all’epilogo di questa vicenda dimostra a che livello di paradossi ci siamo infilati. E’ quasi un peccato essere coinvolti in prima persona come tifosi del Novara perché un livello così inarrivabile di trash nazional popolare, sconfinato poi in ambiti giuridici e politici che abbiamo raggiunto nell’ultimo mese, è roba che mi sarebbe piaciuta gustare con sereno distacco mangiando una confezione gigante di pop corn sul divano di casa. Nemmeno i cine panettoni dell’ultima era sono riusciti a mostrare un concentrato di personaggi così deprecabili e pessimi ma assolutamente coerenti e perfettamente esemplificativi del livello più basso del calcio italiano degli ultimi 50 anni. Ogni giorno qualcuno ha urlato le sue certezze granitiche fomentando la sua web piazza, ogni giorno qualcuno ha gridato allo scandalo, ogni giorno qualcuno si è sentito e autoproclamato come la massima espressione di giustezza morale a differenza di tutti gli altri che, ovviamente, erano dei mostri. Per un mese hanno parlato i Tribunali fino a quando, in 5 minuti, il sistema si mette d’accordo e decide di fare quello che vuole, contro ogni regolamento e legge. E l’impressione dell’essere ben lontani dal famoso punto che qualcuno prima o poi dovrà mettere apre scenari davvero inquietanti davanti ai nostri occhi. Non escludo a questo punto nemmeno che si arrivi al sorteggio per sancire chi dovrà essere ripescato, sempre che a qualcuno capiti questa fortuna o, come sostiene Cellino, opportunità.

Voglio ancora vincere questa guerra, per una questione di principio e non certo di categoria. Ma comunque andrà a finire sono orgoglioso della serietà e del rispetto istituzionale e formale dimostrato, fino ad oggi, dal mio Novara. In un’estate in cui pure la legalità e il rispetto delle regole si sono dimostrati optional fuori moda, essere un esempio di correttezza e responsabilità deve rappresentare un vanto e non una debolezza. Non lo so in quale categoria giocheremo, so però che, a differenza di tanti altri, la faccia non l’abbiamo persa. 

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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