OLYMPUS DIGITAL CAMERA Editoriale

Il rischio del trascorrere le estati in attesa di comunicati ufficiali dai tribunali e di fake news da considerare attendibili è quello di perdere il senso della realtà, o meglio della quotidianità, e dimenticarsi che oggi si gioca la prima partita ufficiale in Coppa Italia a Perugia. Nell’indifferenza generale della piazza, venerdì mattina il Novara ha sfidato i vari bollini rossi e neri del meteo traffico nazionale assegnati a questo week end, ed è salita sul bus per attraversare mezza Italia e raggiungere il capoluogo umbro per giocare una partita che, in condizioni normali, sarebbe stata il vero banco di prova in vista del vicino inizio di campionato. Siamo tutti un po’ dei diesel di prima generazione, abbiamo quindi bisogno di un po’ di tempo prima di carburare e realizzare che, almeno per stasera, il vero problema non sarà più accendere il pc per chiedere a casaccio “si sa quando sarà la data ufficiale del ripescaggio?” ma si dovrà necessariamente farlo per scrivere “ma dove viene trasmessa?”, perché ormai nell’era dove tutto ciò che riguarda il calcio viene trasmesso 24/24 e 7/7, ai nostri occhi ipotizzare che pure una normale amichevole contro una squadra dell’oratorio non venga trasmessa in full hd in mondo visione ci pare un’eresia, figuriamoci un turno di Coppa Italia. Onestamente non nutro grandi aspettative sull’esito di questa partita seppur penso che il Perugia, con la non trascurabile differenza rispetto al Novara di avere la certezza della categoria, sia pure lei un grandissimo e incompleto cantiere, ad oggi parecchio ridimensionato dallo scorso campionato. E quindi potrebbe anche non essere così scontato il risultato. Sarà più che altro interessante capire l’atteggiamento che avremo e, soprattutto, l’idea di squadra che saremo capaci di mostrare. Da queste indicazioni che ricaveremo si potrà poi ragionare un po’ più oggettivamente sulla situazione tecnica.

Come sappiamo bene, siamo reduci da una settimana assolutamente positiva, dopo che grazie alla nostra coppia d’attacco Grassani/Cota ci siamo portati sul 2-0 nell’interminabile incontro che stiamo giocando un po’ contro tutti. Eppure questo raddoppio non sembra ancora autorizzarci a festeggiare perché, chissà come mai, nel momento in cui riusciamo a mostrare una parvenza di ottimismo arriva sistematicamente qualcuno che rompe le balle illustrando la propria versione catastrofica, con la particolarità che mediamente viene considerata più credibile e attendibile. Lo scrivevo ieri su FB in risposta ad un commento all’amico Simone Sandri (che il suo mestiere di giornalista sportivo lo sa fare pure bene) di come, di tutta questa vicenda, a mio avviso ne uscisse parecchio male proprio il giornalismo professionista, mai come oggi parecchio superficiale nel raccontare gli episodi e, soprattutto, nel contribuire ad aumentare questo clima folle pubblicando interpretazioni e dando credito a visioni errate a loro volta probabilmente lette in rete nei vari portali locali. L’esempio più eclatante è quello della classifica ripescaggi, che se è vero che allo stato attuale delle cose risulta superflua in chiave primo e secondo posto, rappresenta comunque l’emblema della superficialità collettiva adottata dagli organi di informazione nazionali. Hanno percepito che il Novara fosse primo nelle graduatorie perchè due portali hanno pubblicato i loro conteggi, poi è scoppiata la guerra in tribunale, da Catania via Lo Monaco poi hanno fatto sapere urlandolo a destra e manca che invece sono loro primi in graduatoria (mentre da Novara si è continuato a stare zitti), nessuno e ribadisco NESSUNO nel panorama nazionale ha riprovato a calcolarsi le classifiche autonomamente ma ha dato per buona la versione siciliana ritenuta più attendibile, non è dato a saper in base a quale criterio. Col risultato che prima si scriveva “Novara e Catania in testa nei ripescaggi” ed oggi  invece “Catania e Novara in testa ai ripescaggi”. Ripeto, è un tema superato e ininfluente ai fini del nostro possibile ripescaggio ma è appunto indicativo dell’enorme superficialità e approssimazione culminata poi da Sky (che di serie B dovrebbe capirne visto che ha avuto l’esclusiva per parecchi anni) che in uno dei tanti telegiornali in onda sul canale 200 ha sostenuto che “la serie b al 90% sarebbe stata di 20 squadre”. E in tutto questo, chi prova a capire e spiegare, senza ovviamente avere sfere di cristallo o certezze da vendere, semplicemente viene considerato poco attendibile perché urla di meno o perché stringi stringi siamo stati tutti stati evidentemente concepiti nei giorni di saldi di fine stagione e quindi siamo un po’ fallati alla base: ci piace credere alla visione sempre più negativa perché, in fin dei conti, anche chi vive dicendo che prima o poi si muore arriva il giorno che ha ragione.

Il giorno post sentenza del CAF ho visto Ludi un pochino cupo. Passata la sbronza probabilmente ha realizzato pure lui di avere più o meno 15 giorni di tempo per provare ad allestire una dignitosa formazione di B senza però avere la certezza di giocare in quella categoria, e di non averla probabilmente ancora per almeno altri 7-10 giorni. Una cosa è certa: se Ludi passerà indenne questa esperienza vorrà dire che potenzialmente ci troveremo davanti ad un grandissimo DS. E’ facile metterla sul fatto che un DS giovane possa avere difficoltà ed essere inadeguato ma credo che anche il più navigato e squalo dei DS in circolazione si sarebbe trovato in serio imbarazzo nel gestire una situazione come questa nella quale ci siamo infilati e dalla quale credo se ne possa uscire bene solamente pompando liquidità fresca e abbondante (cioè tanti soldi) negli ultimi giorni di mercato.

Cosa succederà da qui a ferragosto a questo punto nemmeno Gesù Cristo penso lo sappia. Viviamo la giornata, consumiamo giga sul telefonino e attendiamo gli eventi. E soprattutto le partite giocate. Perché, non so voi, personalmente ne sento la mancanza.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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