Dalla Russia a Novarello Editoriale

A pochi giorni dall’inizio del raduno estivo, e a calciomercato ufficialmente iniziato, il piccolo numero di cessioni ufficializzate e la scarsezza di trattative in corso dimostrano ancora una volta, ma questa in maniera inequivocabile, la pochezza tecnica di quella rosa che evidentemente nessuno vuole portarsi a casa. Se per quei giocatori ancora sotto contratto ci può essere lo scoglio ingaggio e l’inevitabile trattativa col Novara, dovrebbe far riflettere il fatto che, Maracchi a parte finito comunque in serie C, ad oggi nemmeno gli svincolati sono riusciti a portarsi a casa un contratto. E con questo credo che si possa scrivere definitivamente la parola fine a qualsiasi considerazione su quell’accozzaglia di personaggetti con la presunzione di essere calciatori professionisti. Non sono mai stato un calciatore ma immagino che, nel pieno della carriera e senza vincoli contrattuali in corso, non trovare una squadra da parametro zero rappresenti forse la più grande umiliazione professionale che potrebbe accadermi, soprattutto se dopo una retrocessione non preventivata. Se è vero che i tifosi si portano dietro una serie di contraddizioni clamorose, vinci sei un fenomeno perdi sei una merda, è altrettanto vero che pure i calciatori in fatto di ipocrisia non scherzano: firmano con la squadra abbracciando il progetto tecnico, la nave affonda e subito si trasformano in Schettino pronti ad abbandonarla ma a patto di non perderci un euro. Con la sproporzionata differenza che a pagare poi è sempre il tifoso (e in parte la Società) e quasi mai il calciatore che è sempre tutelato da un contratto. Tutti fenomeni a chiedere la cessione un minuto dopo il termine di Novara Entella ma alla fine guarda a caso i soli due sotto contratto che se ne sono andati fuori dai coglioni (guadagnandoci entrambi) sono i soli due con un minimo di potere contrattuale e appeal. Per tutti gli altri o i telefonini non squillano oppure, tipo Sansone e Montipò giusto per fare due nomi a caso ed iniziare bene la stagione, che da sotto l’ombrellone fanno sfoggio di tutte le loro innate doti di gattamortismo degne delle più grandi zoccole della storia: te la faccio annusare, ti faccio capire che te la dò, ma te la dò solo alle mie condizioni. Si dice che a parti invertite chiunque di noi si comporterebbe esattamente come loro, e potrebbe anche essere vero, rimane però il fatto che noi siamo tifosi e loro no. Le prospettive sono differenti, i piani differenti ergo chi in questo momento è fuori posto sono loro e non noi perché la storia d’amore è finita e la casa nella quale abitavano è nostra, quindi bisogna che capiscano che è ora di preparare la valigia e uscire di casa. O meglio di andare fuori dai coglioni.

Devo essere sincero, mi aspettavo un colpo ad effetto di Ludi in questa settimana. Se è vero che il mercato della C è iniziato solo a livello di date ma non è ancora decollato, e se è vero che ad oggi la priorità è svuotare casa per far posto ai nuovi, è altresì vero che il tesoretto a disposizione inizia ad essere cospicuo. Tra contratti terminati, cessioni chiuse, bonus Da Cruz e paracadute retrocessione le casse sono tutt’altro che vuote. Oltre a non essere mai stato calciatore non sono nemmeno mai stato Direttore Sportivo, ma se lo fossi stato non avrei assolutamente avuto dubbi nel presentarmi ad inizio stagione sempre e comunque con un colpo strappa mutande. Uno di quei colpi che scaldano l’ambiente e ti fanno sognare in grande. Che poi è quello per cui viviamo noi tifosi in attesa di capire se i sogni si possono trasformare in realtà o se, e di solito finisce così, ci fanno immediatamente tornare coi piedi per terra dopo le prime partite. Ludi ha una grande fortuna che Teti non ha avuto negli ultimi anni, ovvero quella di poter operare in una situazione psicologica di vantaggio dovuta all’appeal Novara Calcio in rapporto alla categoria di appartenenza. Mentre fino allo scorso anno l’opzione Novara per un calciatore non rappresentava certamente la priorità, non si può certamente dire ora dove, a parità di interesse e di offerta, è probabile che non esiti nel scegliere noi rispetto ad un’altra squadra. E questo fattore va sfruttato.  Il regolamento della serie C è molto particolare e restrittivo dal punto di vista delle rose, e impone un massimo di 14 tesserati “over” (ovvero nati prima del 1 Gennaio 1996), 1 giocatore “bandiera” (che abbia militato almeno 4 anni anche non consecutivi – ad oggi sarebbe Schiavi ma potenzialmente lo sarebbe Pablo), 1 giocatore cresciuto nelle giovanili (che abbia militato in almeno 4 formazioni agonistiche giovanili – ad oggi credo Collodel ma potenzialmente Montipò) e un infinito numero di giovani nati post 1 Gennaio 1998. E’ evidente quindi che la conta va fatta quadrare sui quei 15 tesserati (over + bandiera) che saranno quelli sui quali presumibilmente potremo fare seriamente affidamento in questo campionato. Si torna quindi all’importanza di far capire al Sansone di turno che se non rientra nel progetto, perché scartato da noi o per sua scelta, non faccia barricate e agevoli la cessione.

Nello scorso editoriale sottolineavo l’importanza dell’iniziare a proiettarci definitivamente su questa stagione provando ad eliminare le scorie della scorsa. Non lo dicevo in virtù dell’auspicio di una buonista amnistia o di un perdono collettivo che, dal mio punto di vista, probabilmente non ci sarà mai, ma solamente per evitare di far pesare sulle spalle e sulla testa di chi non ha colpe una retrocessione dolorosa. E da questo punto di vista mi ripeto sulla necessità di effettuare un colpo importante che riporti un po’ in carreggiata l’opinione pubblica. L’acquisto di Sbraga sta passando purtroppo in sordina più per una legittima visione negativa sul Novara Calcio (e sulla nuova categoria) che per la figura in sé di un calciatore comunque affidabile per la serie C e che rientra probabilmente proprio tra quelli che, a parità di interesse e offerta, quest’anno non ha avuto dubbi nello sposare la nostra causa. Quello che voglio dire è che dovremmo tutti fare lo sforzo di ribadire quanto sia stato pirla MDS a retrocedere affidandosi ad un disastroso Teti, a quanto siano stati impresentabili e scarsi tutti quei giocatori strapagati immeritatamente; dovremmo magari anche ribadire, come ai tempi fu fatto per esempio con Perticone, al Sansone o Di Mariano di turno che se ne devono andare fuori dalle palle ma non prendercela o accusare preconcettualmente Sbraga, che non ho dubbi arrivi qui da noi carico più che mai per portarsi a casa la promozione in B. Poi il campo sarà quello che ci dirà la sua reale forza che, se si dimostrerà pari allo zero, lo farà diventare oggetto di critiche, ma per questo abbiamo tempo.

L’eliminazione della Russia ieri ha posto fine ad uno dei più grandi catalizzatori di attenzione: le riprese in primo piano di un quantitativo enorme di figa locale durante le loro partite. Ora possiamo tutti tornare a concentrarci sul Novara, e finalmente con l’inizio del raduno tornare a respirare l’aria buona del campo e delle magliette sudate quotidianamente fortunatamente da loro e non da noi. Tutto sommato la verità è una sola: possiamo avercela su col Novara, possiamo criticarlo e possiamo parlarne male, ma senza non possiamo starci. Bentrovato Novara Calcio 1908.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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