Le 3 sfide. Editoriale

Ieri sera, nel fare zapping tra la finale dei play off di C Siena Cosenza e quella di B Frosinone Palermo, pensavo che la differenza più grande ed immediatamente percepibile tra le due partite non è stata tanto l’incontro in sé dal punto di vista tecnico, ma lo è stato l’ineccepibile bellezza,  chiarezza delle immagini tripudio dell’ HD più HD che esista e il coinvolgimento emotivo che regala una telecronaca trasmessa da Sky contro la tristezza e lentezza di quella della Rai. Certo, Frosinone e Palermo complessivamente sono espressione di due squadre composte anche di alcuni esponenti di livello tecnico importante che ovviamente le altre due si sognano, ma dal punto di vista dei 90 minuti di gioco queste differenze così marcate francamente bisognava cercarle bene bene. Insomma, il tutto è riassumibile nella parola “immagine”. Allo stesso modo, la conferenza stampa di presentazione di Mister Viali avvenuta in settimana, se paragonata ad una qualsiasi del passato con protagonista uno a caso dei suoi predecessori più famosi, non mostra chissà quali differenze sostanziali ma ve ne sono state altre formali, precisamente proprio dal punto di vista comunicativo e del relativo coinvolgimento per il quale si è percepito un ridimensionamento a livello di immagine. Ci tengo a sottolineare nuovamente la parola immagine, perché se è vero che dal primo messaggio di MDS a reti unificate, seguito poi dalla presentazione del DS Ludi fino a quella di Mister Viali, non si sono ascoltati inequivocabili messaggi di ridimensionamento tecnico (saranno inevitabilmente possibili ed opportuni in considerazione della categoria ma ad oggi forse percepiti superiori di quello che magari saranno), si sono invece notate parecchie difficoltà nel far passare all’ambiente quel messaggio di forte impegno ed entusiasmo che realmente c’è in chi è chiamato a ricostruire il futuro del Novara Calcio. Si è passati appunto da conferenze “alla Sky” a quelle “alla Rai”. Credo quindi che una delle tante sfide cui il Novara è oggi chiamato a vincere, e sulla quale ahimè c’è ancora molto da lavorare, sia proprio quella di rendere più bello ciò che bello non è. Esattamente come gli è riuscito in questi anni così bene a Sky col prodotto serie B, che peraltro pare abbandonare nel prossimo triennio.

Per il resto questa settimana ci ha portato pure l’inizio del Mondiale di calcio, inedito per la maggioranza degli Italiani attualmente in vita che non ne hanno conosciuto uno senza la partecipazione degli azzurri. Ricordo perfettamente il dopo Svezia, in cui molte persone, per esorcizzare la delusione, si rifugiavano nella frase “per andare ai Mondiali e fare figure di merda è stato meglio non andarci”. Frasi del tutto simili a quelle ascoltate (e pronunciate più volte pure dal sottoscritto) dopo Novara Entella: “per fare i playout e perderli è stato meglio perdere subito così da evitarci altre due partite di sofferenza”. Pur essendoci in entrambe delle punte di verità, visto che è altamente probabile che la nostra Nazionale avrebbe faticato a qualificarsi al secondo turno così come il Novara si sarebbe salvato solo con un miracolo, mi ha fatto male vedere giocare il playout senza di noi così come vedere queste prime partite mondiali con la consapevolezza di non esserci. Sono arrivato alla conclusione che il non esserci è sempre e comunque peggio. E in tal senso credo che una seconda sfida cui il Novara è chiamato a vincere sia proprio quella di esserci sempre negli appuntamenti in cui è richiesta una presenza; evitando di sbragare nel male come successo quest’anno ma anzi di avere sempre a disposizione una concreta e immediata possibilità per uscirne bene. Il rischio più grande di questa categoria è quello di morire di anonimato e di routine giorno dopo giorno. Senza andare a guardare le classifiche, provate ora a nominarmi 3 squadre per ogni girone di C che abbiano portato a casa un’onesta salvezza tranquilla senza alcun tipo di ambizione superiore, e vedrete che, se va bene, sparerete nomi a caso senza nemmeno essere certi delle vostre risposte. La serie C è devastante perché è capace di cancellarti dal radar e, secondo me, il primo obiettivo di una Società ambiziosa, oltre all’ovvietà di tornare in cadetteria, sia proprio quello di lasciare sempre e comunque un concreto segnale di presenza e di forza. Se non vinci il campionato non importa, gioca per vincere i playoff, e se non li vinci pazienza ma giocali comunque da protagonista. Altrimenti nel medio lungo periodo muori.

Mi ricollego al discorso Mondiali per introdurre la terza sfida cui il Novara è chiamato a vincere. Seferovic e Bruno Fernandes, come scritto da tutti, saranno i due ex azzurri che parteciperanno con le rispettive Nazionali al Mondiale. Seppur mi piace più ricordare il portoghese proprio perché il Novara ha rappresentato per lui (insieme all’Udinese che lo ha trasformato in vero campione) il primo e vero trampolino di lancio umano e tecnico vero il calcio di un certo livello, entrambi hanno però rappresentato fondamentalmente solo due meteore nella prima squadra. Allargando il discorso, è un peccato che i giocatori forse più forti avuti negli ultimi dieci anni, e mi riferisco a Seferovic, Bruno Fernandes, Puscas, Mascara e lo stesso Caracciolo (che quando è stato con noi era ben più quotato di quello sempre ai top di serie B) abbiano potuto far bene nel Novara solo per un girone di ritorno. Aggiungo, se è giusto valorizzare i giovani e fare in modo che diventino fonte di sostentamento per la prima squadra, è un peccato che questi concorrano sempre così poco alla causa azzurra. E’ un peccato che solo Paolino Faragò venga ricordato come il vero prodotto del vivaio azzurro che poi abbia potuto giocare parecchio con la prima squadra perché tutti gli altri vengano venduti prima di capire se avranno un futuro o no. Il Novara non può permettersi di tenere in eterno un giocatore di categoria superiore, e su questo siamo tutti d’accordo, ma sarebbe auspicabile che, una volta che si è bravi e fortunati ad averne uno, si riuscisse a sfruttarlo almeno per un paio di anni, o comunque più dei sei mesi canonici di passaggio. Arrivo al concreto: mi viene detto che la nostra star della primavera Stoppa potrebbe essere ceduta. Ecco, sarebbe un vero peccato. Avere in casa un potenziale campione e non averlo mai visto (eccezion fatta per l’ultima di campionato con Boscaglia) in orbita prima squadra è un qualcosa che francamente fatico a comprendere. La sfida che propongo al Novara è proprio quella di trasformare in concretezza in chiave di prima squadra l’ottimo lavoro svolto con le giovanili, e quando questo non è possibile, allora si portino a casa i vari Rigoni e i Pablo Gonzalez e si costruiscano le squadre intorno a giocatori con la magli azzurra tatuata come avevano loro. Basta meteore e basta impersonalità perché c’è necessità di forte identificazione in questa città e in questa maglia, cosa che una meteora non potrà mai diventare.

Caro Novara, prova ad impegnarti a vincere queste tre sfide che ti propongo. Non lo so se facendolo tornerai grande, ma sicuramente tornerai ad essere bello e soprattutto amato. Ci stai?

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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