La malinconoia Editoriale

Invidio i tifosi di quelle squadre in B e in C che si stanno giocando ancora i playoff, non solo perché concretamente possono ancora sperare di concludere la loro stagione in maniera trionfale, ma soprattutto perché non sono ancora finiti in quel buco nero di assenza totale di argomenti sui quali disquisire, tipica delle prime settimane di Giugno che il sottoscritto tanto odia. Sarà stata anche la settimana della presentazione di Ludi come nuovo Ds, la cui notizia della sua nomina però era già di dominio pubblico da tempo, ma è francamente ancora davvero poco per poter ragionare su quello che sarà il Novara. Se è vero che Charly in conferenza è entrato un po’ più nello specifico rispetto alle parole di MDS, è altresì vero che tutta l’apertura di credito nei suoi confronti ad oggi può reggersi ancora essenzialmente su quell’immagine che la tifoseria ha di lui e che lui stesso si è costruita prima da giocatore e poi da assistente. Fa sicuramente piacere vederlo oggettivamente cresciuto dal punto di vista comunicativo e la sua determinazione fa ben sperare benché, se siamo sinceri, queste erano anche due caratteristiche di Teti al quale tutto si può imputare tranne quello di non saper parlare davanti ai microfoni. Aspettiamo quindi i tempi futuri in cui Charly sarà chiamato a confrontarsi con quegli squali di procuratori con la presunzione di assistere ognuno dieci Cristiano Ronaldo (anche se di nome fanno Pompeu), e poi quelli in cui dovrà raccontarsi ai tifosi nella sua nuova veste di DS, per capire meglio il suo grado di affidabilità.

La realtà è che passano i giorni senza notizie, e la nuova categoria purtroppo o per fortuna non aiuta la diffusione via web della qualsiasi notizia il più delle volte priva di fondamento, ma le prossime due settimane saranno fondamentali perché MDS e Ludi sono chiamati a sciogliere il primo nodo cruciale: quello dell’allenatore. Provo sinceramente umana compassione per la figura di Di Carlo, totalmente abbandonato a se stesso su una nave che stava affondando. In tanti hanno usato il paragone metafora con Schettino, a mio avviso a sproposito perché almeno quello della Costa crociere aveva qualcuno che dalla Capitaneria tentava di guidarlo. Di Carlo mi sembrava invece più il Capitano del Titanic, che aveva capito che sarebbero tutti finiti male ma non si è mai scomposto più di tanto e, nel caso del nostro allenatore, almeno ci ha messo sempre la faccia. Ma purtroppo faccio parte di quell’alta nobiltà di campione rappresentativo di tifoso medio che ritiene i discorsi sulla riconoscenza sostanzialmente delle puttanate, e pertanto attendo con trepidazione il comunicato del suo esonero (visto che mi risulta non abbia la minima intenzione di dimettersi e quindi pretenda tutti i soldi che, è bene ricordare, qualcuno gli ha offerto e contrattualizzato). Ma a parte questo, per quanto mi riguarda non si può proprio a livello concettuale ripartire da un allenatore che è retrocesso. Nella mia testa ricorderò sempre Aglietti e Di Carlo (e Corini) come i due allenatori incapaci di di portare a casa la stagione, e tutto ciò di buono che possono aver fatto in passato, o gli alibi che possono aver avuto con noi, non spostano la bocciatura dei due (tre) sia a livello tecnico che umano.

Ognuno di noi ha in testa un suo profilo ideale di allenatore, il mio è sempre stato Zeman e, subito dopo, Malesani, ma comunque ritengo che ci sia la fila di profili di categoria (o superiore) che accetterebbero la nostra panchina, a differenza magari di quello che sarebbe successo in B dove forse avevano capito tutti che l’allenatore di turno avrebbe dovuto soffrire. Tutto sommato la panchina del Novara in C è a basso rischio, in quanto la Società non si esporrà mai in termini di immediata promozione e, almeno per il primo anno, è oggettivamente improbabile che gli metta a disposizione una rosa impresentabile da parte destra della classifica. Insomma allenare il Novara la prossima stagione ritengo possa essere un obiettivo ambito per molti perché forse (e mi tocco) c’è più da guadagnare che da perderci. C’è quindi solo da scegliere senza commettere errori, ed è proprio su questo punto che Ludi dovrà dimostrare di essere cresciuto e di essersi meritato una nomina così importante come quella di DS.

Un altro aspetto fondamentale cui il Novara Calcio è atteso al varco, e per il quale credo sia un dovere di chiunque nel mondo Novara si sia ritagliato un ruolo (mi riferisco a chi scrive su portali di news, blog, o alla tifoseria organizzata) sia quello di non abbassare mai la guardia relativamente al tema campagna abbonamenti 2018/2019. E’ imprescindibile e vitale che venga promossa una campagna abbonamenti dai costi decisamente ridimensionati in tutti i settori e, soprattutto per la curva, ad un prezzo simbolico. Sono finiti i tempi di distinzioni tra adulti, bambini, anziani, studenti, universitari, maschi, femmine, eterosessuali, omosessuali, bianchi, neri, gialli, alti, bassi, colti o ignoranti. Almeno in curva tutti devono poter sottoscrivere un abbonamento ad un prezzo shock, sicuramente non superiore ai 50 euro. Fregandosene delle medie di categoria, dei competitors e delle esperienze precedenti. C’è da ricostruire un pubblico e la prima cosa sulla quale agire è proprio sul costo per accedere allo stadio. Su questo punto personalmente sono poco propenso ad accettare compromessi, se non ci sarà una concreta percezione di agevolazioni si rischierà di giocare in un deserto, che non farebbe bene a nessuno.

C’è quindi ancora tanto da fare e non ci resta che farlo. Possibilmente al meglio, non necessariamente di fretta. Sarà un mese noioso ma fondamentale. Che Dio ce la mandi buona (e possibilmente maiala).

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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