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Pensieri e parole

Autocritica

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L’ attuale crisi costituzionale in cui versa l’ Italia, unitamente alla censura applicata dal Capo redattore Capo ( al Vannu fa piacere la ripetizione di questo termine celebrativo), mi ha allontanato per un lungo periodo dai problemi reali e importanti del paese, guidandomi a una conclusione inoppugnabile che è riuscita nell’impresa storica di mettere d’ accordo perfino Mattarella , Salvini e Di Maio, con l’appoggio esterno di Berlusconi e tutto il PD finalmente unito: questo blog è  totalmente astemio in fatto di critiche.

Da oltre un anno, ovvero da quando ha emesso non i primi vagiti, ma bensì i primi vaffanculo, non ho mai letto la minima critica a riguardo di ciò che gli autori (termine abbondantemente esagerato) quivi hanno pubblicato.

Escludendo qualche piccola e innocua, forse infantile, sicuramente velata e allusiva, incursione sul muro da parte dei soliti leoni da tastiera che la mattina si svegliano e sanno che devono correre più forte della gazzella se vogliono entrare gratis al Piola, non ho mai colto una critica che una.

A tal riguardo le possibili spiegazioni non possono essere che due: la prima è che coloro i quali  scrivono su queste desolanti pagine,  sono talmente bravi e coraggiosi al punto che critiche non se ne possono muover loro, la seconda, invece, è che nessuno ci legge. Ne esisterebbe una terza che si collocherebbe in alternativa alla seconda, ovvero che chi ci legge non ci caga nemmeno di striscio.

Allora qualche pudica criticuccia la butto giù io, pronto a subirne le conseguenze, fosse anche l’epurazione in stile editto bulgaro di Berlusconiana memoria, quando pubblicamente, l’ allora Cavaliere, silurò Biagi, Santoro e Luttazzi.

Paragone esagerato, me ne rendo conto, il Vannu è molto più perfido del Berluscainquisito.

Adesso la redazione ha deciso di regalare a quella manciata di lettori che corrono dietro alle cagate che compaiono purtroppo con frequenza  bi-giornaliera come la nomina del candidato Premier in questi giorni, una nuova rubrica che è il frutto delle incazzature di Siviersson contro il sistema che regola il calcio in Italia.

Tale appuntamento è stato battezzato dal vulcanico Capo redattore Capo ( al Vannu fa sempre più piacere la ripetizione di questo termine) “entrata a gamba tesa di Siviersson n.”.

Dispiace annotare che dopo la seconda entrata a gamba tesa il povero autore si sia spezzato una spalla dovendo poi ricorrere a un intervento chirurgico.

Intanto i vaffanculo sparati dalla penna-revolver del Ciumi, se fossero stati acqua avrebbero superato il Moses allagando piazza San Marco.

Tra le altre cose, che volutamente tralascio per non finire nel mirino censorio del Capo Capo (alla terza ripetizione di solito ha una piccola erezione), mi preme sottolineare come una persona seria quanto lo è il Depa, si sia lasciato coinvolgere dal Pulitzer Vannu Pulitzer (impercettibile, piccola eiaculazione), in una rubrica pre gara riguardante precedenti incontri con l’avversaria di turno. A parte il fatto, del tutto irrilevante, che personalmente ritengo questa rubrica interessante quanto una televendita di tappeti persiani, il dramma è che da quando sono stati pubblicati questi articoli, non ne abbiamo più vinta una che una!!!

Non voglio calcare la mano sulla pelata che i due autori sfoggiano con orgoglio, ma confidando che l’ Imperatore Claudio Vannu Imperatore ( emissione di piccoli gemiti di piacere), legga gli articoli prima di pubblicarli, spero non sorvoli su queste segnalazioni e tragga le debite conclusioni.

E che dire poi della foto, che introduce un’altra perla settimanale, raffigurante l’autore della rubrica “ le pagelle ignoranti” che, con disinvoltura, esibisce una più che generosa pancia?

Altrocché “pagelle ignoranti”!!!, per essere in sintonia con la linea editoriale votata con maggioranza bulgara dalla intera redazione e tracciata dal Principal leader Vannucci Principal leader (ragiungimento dell’acme orgasmica), più confacente con tale linea, appunto, si doveva avere il coraggio di chiamarla “padelle ignoranti”

E poi, gli editoriali del Mitico Editor Vannu Mitico Editor (due orgasmi di fila non cela fa più da anni), sono di una noia riscontrabile  solo in quelli del Massimo Barbero su forzanovara.net.

Per fortuna che qualche brivido ce lo riserva di tanto in tanto il Ciumi, che dopo aver insultato nell’ordine: società (sportiva e civile), dirigenti, tifosi, giocatori, leoni da tastiera, gazzelle, giornalisti o presunti tali …  ma mica quelli avversari eh, i nostri!!!, come d’incanto gli torna il sorriso che al Direttore gli vien voglia subito di limonarlo.

Infine, ma non ultimo in quanto a impegno, abbiamo il dovere di sovrintendere alla buona crescita  del più giovane del gruppo, sognatore come è giusto che sia a quell’età, quando gli ideali sono sangue vitale. A spanne promette assai bene, essendosi avviato, seppur con i modi del bravo ragazzo, sulla linea espressiva di stampo Ciumiano, per assomigliare al quale mancano ancora i vaffanculo con la punta avvelenata, pur disponendo di una buona e domestica versione dialettale, ovvero di quel propedeutico e mai a Novara offensivo “va da via ‘l cü.

Poi c’ero io, che non ho sbagliato affatto la coniugazione del verbo essere; “c’ero io” in quanto non credo che il Magnifico Direttore di questo blog Magnifico Direttore, me la farà passare liscia.

Pazienza, vorrà dire che chiederò ospitalità a qualche testata, testina, o testa di cazzo … almeno il passi da mettere al collo e entrare gratis allo stadio è assicurato.

Nonnopipo      

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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Forza Easton!

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Siamo schiavi di una fede.

E la cosa buffa (ma neanche tanto!!) è che non ci dispiace affatto di essere sottomessi.

Risulta altresi strano perfino dover riconoscere che il grafico del nostro umore risulta legato all’andamento di una squadra!!!

Ed è a questo punto che la matassa si sbroglia fornendo una veritá inconfutabile: non si tratta solo di una squadra.

Sarebbe intollerabilmente riduttivo e semplicistico se cosí fosse, e tutto venisse attribuito esclusivamente a un discorso legato al tifo.

Perchè il tifo e, conseguentemente il suo interprete principale che è il tifoso, è composto da quegli ingredienti naturali che si chiamano passione e amore.

E la passione e l’amore sono immortali, infiniti, insensibili al dubbio e all’incertezza.

Li trovi entrambi negli occhi di chi esulta, nelle lacrime di una delusione, nel pallone che gonfia la rete o nel palo che soffoca in gola l’urlo liberatore come troppe volte è capitato a quel bravo e sfortunato ragazzo canadese che risponde al nome di Ongaro. Si rifarà, il ragazzo, si rifarà quando verrà il momento propizio, quando il peso specifico di un gol risulterà raddoppiato.

Intanto ha imparato a proteggere la palla come si deve, inserendo quegli esili centonovantotto dinoccolati centimetri tra la sfera e l’avversario, gesto mai visto a compiersi prima d’ora. Chissà che non sia l’avvento di un cambio di rotta di quella sfera il cui tragitto era destinato a impattare quei maledetti palo e traversa. Il destino sceglierà per lui ciò che sarà giusto, mentre noi faremo di tutto per far si che il pallone cambi direzione evitando l’impatto con quei due sciagurati legni. Forza Easton, ne basta uno, uno solo, come quello di Luigi Della Rocca, fattelo raccontare da chi quel mommento lo ha vissuto.

Perchè, come disse lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, “ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

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Dubbi

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In questo angolo di paradiso dove il bianco, donato dal cader della neve, è il padrone assoluto della scena e l’occhio fa la conoscenza con il candore, l’aria che respiri introduce argomenti di purezza assoluta. Lo spazio mischia la tavolozza dei pochi colori rimasti ricomponendola subito dopo, mentre il silenzio assoluto diventa la palestra dell’anima. 

In questo dipinto prendono forma le tue angosce e i tuoi dubbi, perchè mai nessuna certezza potrebbe impedirti domani un passo indietro rispetto alle tue convinzioni attuali.

È stato Lui a donarci tutto questo? Non so, il mio ateismo convinto mi guida fino al punto di poter  escludere questa possibilitá o ipotesi, lasciando però le possibili conclusioni a un nervo assai scoperto.

Di certo, se cosí fosse, Lui non ha dimenticato nulla, nemmeno l’azzurro di quel cielo che colora la mia Maglia.

Se Lui è l’autore, allora quell’azzurro non puó che essere il colore della sua squadra, e io sarei d’accordo con Lui.

E questo potrebbe essere il primo passo, o forse no!!

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

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La paperella ha compiuto un anno.

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Quanto segue è stato scritto da Nonnopipo circa un anno fa, in occasione della nascita del gesto  della paperella del Sig. galuppini (volutamente minuscolo)

E così, caro il mio Galuppini, secondo te a Novara ci sarebbe della gente da zittire, gente a cui secondo la tue recenti e ripetute gestualizzazioni, non sarebbe concesso protestare e fischiare legittimamente prestazioni che tifosi, social e stampa, hanno abbondantemente censurato.

Cosa e chi, soprattutto per quale ragione  all’interno della tua esultanza post gol, intendi riprendere, punire, vendicare con l’insulso gesto della paperella, sarebbe opportuno tu lo spiegassi.

Sai, atteggiarti così platealmente vendicativo ricorrendo a un gesto palesemente infantile, per giunta sguazzando nel fango torbido del vago, potrebbe voler dire tutto o forse niente, un po’ come affermare che non ci sono più le stagioni di una volta … e nemmeno i calciatori!

Sai, caro Francesco, ho avuto per un momento la tentazione di richiederti l’amicizia su Facebook, rispondendo a uno di quei flash che questo social spesso propone, bene, sono contento di non averlo fatto.

Tu non potrai mai essere mio amico, tu come quelli che covano rancore per poi vendicarsi alla prima occasione e gioiscono ben sapendo che il bersaglio non possiede altre armi se non quelle del dissenso, cioè l’opposto dell’applauso.

Conquistalo l’applauso, Francesco, anche se ottenerlo attraverso la trasformazione di un calcio di rigore, non è impresa eccezionale, che lo diventa, però, quando peschi dal ricco cilindro delle tue enormi possibilità, il numero che l’ ovazione la strappa istintivamente, così come qualche tua “cagata”, svogliata e supponente, produce l’effetto opposto.

Dettaglia, Francesco, facci sapere quali sono le negatività da te riscontrate che ti hanno spinto a sguainare la spada della vendetta mascherata con il gesto addirittura a due mani della paperella; forse i rumors derivanti da una serie di contrasti persi, oppure l’essere arrivato tardi su una palla raggiungibile con un tantino più di grinta? O forse i fischi che tracimano in campo dalle tribune quando stai (state) offrendo prestazioni il cui limite della decenza avete superato come è avvenuto nelle ultime partite?

Stavolta, caro Francesco, mi sa che l’hai pestata fresca, poi, per caritа, tu sei libero di pensarla come vuoi e dire ciò che pensi, anche con l’ausilio di una ripetizione, per lo più sgradevole, di determinati gesti di pessimo gusto che non meritano nemmeno i miei più sgradevoli insulti.

Con rispetto e senza acrimonia nè rancore.

Nonnopipo

foto presa da pagina FB Mantova Passion

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