La casa di riposo Pensieri e parole

Novarello=”casa di riposo per giocatori spaesati”
Quello che per anni si è descritto come fiore all’occhiello della società è diventato via via una zavorra insopportabile.Un centro all’avanguardia a disposizione di calciatori senza fissa dimora che svernano tra le risaie anelando le serate nella vicina Milano o per i più
morigerati in qualche locale della nostra città. Troppo ovattato e lontano dalla realtà della vita. Per ottenere risultati in ogni ambito è necessario saper soffrire, cosa ormai sconosciuta nella “casa di riposo ” di Granozzo con Monticello. Il momento presupporrebbe una serie di improperi inenarrabili da inanellare all’infinito, ma li preservo perché non vadano sprecati invano ed arrivino ai diretti interessati. L’abbiamo sempre saputo che il destino di Novarello era ed è quello, ma speravamo che fosse lontano il momento in cui il diabolico progetto ordito subdolamente avrebbe visto il suo compimento. Magistralmente architettato dai vertici societari per ottenere come risultato il disimpegno dal Novara calcio 1908 attraverso azioni volutamente cervellotiche e fallimentari. Chiaramente la nostra passione ci ha portato a crederci sino all’ultimo secondo sperando in un miracolo pur avendo presagito l’epilogo catastrofico molto tempo fa. Ognuno avrà una sua chiave di lettura sul disastro annunciato, la mia parte da giugno 2017 con due nomi: Corrain e Cataldi. Seri collaboratori,con la maglia azzurra nel cuore allontanati proprio perché PROFESSIONISTI. Un suicidio sportivo voluto e non casuale. Una struttura dirigenziale che fa acqua da tutte le parti ma che ostinatamente ha perseguito il suo obiettivo: “distruggere un sogno”.

I presidenti passano la maglia resta qualsiasi sia la categoria.

Siviersson


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