Il cuore azzurro che batte ancora Editoriale

C’è solamente una cosa più angosciante dell’essere obbligati a vincere l’ultima partita: è doverla vincere ma sperando pure in una serie di combinazioni di risultati di altri per poterti salvare direttamente. E arrivare in questa situazione all’ultima disperata partita non vi è dubbio rappresenti il coerente finale che purtroppo ci meritiamo dopo una stagione disastrosa, culminata da questo ultimo mese di partite in cui, se è vero che non si è più perso, non si è mai riuscito a vincere una volta. Ripercorrendo mentalmente l’intera stagione ricordo solo due piccolissimi momenti nel girone di andata e nel girone di ritorno dove si è dato l’impressione di poter impensierire gli avversari, per il resto si trovano solo interminabili serie di pareggini intervallati da sconfitte che non lasciano troppo spazio alle nostre ultime speranze di vittoria. Se non si è praticamente mai riusciti a vincere nei 9 mesi precedenti se non sporadicamente, perché mai si dovrebbe riuscire ora? Ma quanto ho riportato è cosa nota che sappiamo tutti, e non cambia la realtà dei fatti: dobbiamo vincere lo spareggio contro l’Entella per sperare di salvarci, oppure affrontare subito dopo un play out dove potrebbe essere necessario vincere almeno una delle due partite, se lo dovessimo affrontare da posizione sfavorevole. Questo è, niente di più niente di meno.

In questi ultimi 3-4 editoriali mi sono legato le mani, mi sono imposto di non vomitare qui sopra tutto ciò che ancora non ho scritto nei mesi precedenti in nome del raggiungimento dell’obiettivo salvezza, condizione indispensabile e imprescindibile per mantenere un livello di prestigio e di interesse nazionale nei confronti del Novara, evitando quindi di contribuire a fomentare una rabbia e un distacco nei confronti della Società e della squadra proprio nel momento topico della stagione, ma anzi accogliendo quindi gli inviti all’unità e allo stringersi insieme per questo comune obiettivo che, è bene ricordare, è ancora possibile raggiungere. Ci siamo rivolti alle Istituzioni cittadine ottenendo solamente un blando incoraggiamento e invito alla città dal Sindaco Canelli e dall’Assessore Perugini attraverso una testata locale, abbiamo divulgato insieme all’aiuto della tifoseria organizzata (davvero encomiabile in questo finale di stagione) appelli a destra e manca per riempire il Piola con un approccio positivo, ci siamo rivolti di persona ad allenatore e, quando non impegnato in aperitivi, a qualche giocatore trovato qua e là. Le abbiamo provate tutte per evitare di essere inseriti in quell’enorme elenco di colpevoli che sicuramente verrà celermente sventolato ai quattro venti da chi tenterà di salvare il suo culo qualora le cose finiranno male, e da tutto questo abbiamo capito una cosa: pur con livelli di delusione e incazzatura differenti, il cuore azzurro batte ancora dentro tutti noi. Ma purtroppo è evidente non batta più nelle figure apicali dirigenziali del Novara Calcio.

Non lo so come la vedete voi, ma a mio avviso non è normale in una situazione del genere, a 90 minuti dal termine della stagione e in una delicatissima situazione di classifica come la nostra, dover constatare la totale assenza presso televisioni nazionali, stampa nazionale e locale di queste persone: Massimo De Salvo, Paolo Morganti e Domenico Teti. Ho assistito alla partita di ieri come la maggior parte di voi su Sky, e ho visto il Presidente dell’Entella comparire per criticare la scelta del promuovere le squadre B dei top team in Italia e per discutere della sua squadra, e così altri Presidenti e Direttori Sportivi. Ho visto in tribuna parecchi Presidenti di altre squadre giocare contro di noi al Piola e ho ascoltato il Presidente della Pro Vercelli in conferenza post retrocessione. Ovunque c’è una figura dirigenziale che, pur dicendo le solite ovvietà e banalità, ci mette la faccia in rappresentanza della sua Società. Nel Novara Calcio c’è invece solo il povero Di Carlo a ripetere un copione standard sempre più in imbarazzo e depressione, che non riesce nemmeno più a risultare credibile e convincente. Lo sappiamo tutti che a prescindere da come finirà questa stagione assisteremo ad un terremoto dove parecchie figure cambieranno, ma rimane il fatto che questa stagione non è ancora terminata, e per farla finire come tutti vorremmo occorrerebbe una presenza più incisiva e tangibile di una Società che onestamente si fa fatica a vedere se non in un’agevolazione ridicola per due partite al prezzo di una e un ritiro forzato a Novarello che tutto è fuorché un bunker impenetrabile.

Se in queste ultime settimane abbiamo assistito al vomitevole ma più comprensibile abbandono della nave Novara Calcio che sta affondando da parte di tantissimi tifosi, è imperdonabile averlo visto fare a tanti che nel Novara ci lavorano. Se Domenico Teti non sarà più il prossimo DS, che senso ha lasciarlo in carica ancora ma togliendoli qualsiasi potere di parola? Se Charlie Ludi è il designato sostituto, che senso ha portarlo solo in panchina nascondendolo prontamente al termine delle partite? Aggiungo, che senso ha mantenere figure apicali esecutive e di rappresentanza come Paolo Morganti e Carlo Accornero (beh quest’ultimo se lo fanno stare zitto è pure meglio visto che ormai il suo ruolo è parecchio ridimensionato) se in un momento come questo non esistono? E scendiamo ancora più in basso, come può un’azienda funzionare e risultare credibile se parecchi collaboratori delle varie aree di competenza (non necessariamente tecniche) presi singolarmente uno ad uno si smarcano abilmente dalle critiche in quanto “io non ci posso fare nulla, lo sapete con chi dovete parlare”? Ma tu, Massimo De Salvo, ma qualche volta te la fai qualche domanda? Ma come fai ad essere arrivato ad un livello di imprenditoria come il tuo sbagliando con la frequenza con la quale sbagli tu a scegliere i tuoi collaboratori? Ma non ti senti mai preso per il culo da chi paghi profumatamente? Ma hai bisogno sempre e comunque di toccare il fondo per accorgertene?

Purtroppo per questa ultima partita (o ultime tre) è quindi evidente che tocchi ancora a noi tifosi crederci, a non mollare mai, a portare in porto questa nave in mezzo ad una tormenta. Le combinazioni di risultati sono molteplici ma comunque non impossibili, fermo restando che la vittoria venerdì sera sarà l’imprescindibile punto di partenza. Per la legge dei grandi numeri la vittoria è il risultato che manca da più tempo, ed è proprio quella che chissà mai che possa finalmente arrivare. Se siete arrivati a questo punto del campionato e se siete arrivati alla fine di questo editoriale allora siete proprio voi quelli chiamati a spingere la palla in rete venerdì sera. Non abbiamo niente da perdere ma tutto da vincere. Prima proviamoci. E dopo eventualmente faremo i conti.

Claudio Vannucci

 

Foto testata presa dalla Pagina Fecebook Novara Calcio 1908


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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