Per la nostra città Editoriale

Empoli Novara, 93 esimo minuto, palo interno nostro. Cremonese Novara, 93 esimo minuto, palo interno loro. Due trasferte nel giro di tre giorni concluse con lo stesso risultato ma soprattutto con lo stesso finale al cardiopalma che avrebbe potuto scrivere una storia e un futuro completamente diverso da quello che invece è stato. Sia in positivo che in negativo. Non ci sono più dubbi sul fatto che questo campionato verrà  ricordato come quello che sarebbe potuto essere se si fossero concretizzate alcune situazioni che invece sono concluse in maniera differente. Pensate alla nostra giovane promessa Tartaglia, che all’esordio in serie B alla prima giornata dopo 5 minuti si rompe e di fatto conclude (per ora) la sua esperienza in cadetteria con noi come sarebbe potuto essere il suo (e nostro) futuro se non si fosse spaccato. Pensate a capitan Casarini, sempre nella stessa partita, se non lo avessero stupidamente rischiato o se ci fosse stato assegnato quel sacrosanto rigore su Troest, per non dire se avessero sostituito Corini dopo la disfatta di Chiavari. E così fino a ieri pomeriggio, chissà come saremmo oggi se fosse arrivata quella beffa nel finale. Se è vero che ogni squadra a fine anno conclude con una serie di recriminazioni e di dubbi su episodi che avrebbero potuto cambiargli la stagione è altresì vero che la nostra è davvero l’esempio di una serie di interminabili “sliding doors” non sempre negativi che comunque, in base al teorema Teti, ovvero quello che dice che si deve sempre ragionare su come staremmo messi se quella appena giocata fosse l’ultima di campionato (credo illuminato da lui ripetuto più volte nel corso della stagione, fin da Entella Novara di fine dicembre), ad oggi porteremmo a casa la pelle.

In un campionato in cui più di dimostrare chi sia il più meritevole sembra essere invece una corsa a vincere il premio in palio per il più scemo di tutti, competizione molto agguerrita non solo in lotta retrocessione ma pure in quella promozione, Empoli escluso, l’essersi lasciati alle spalle le due temibili trasferte avendo sostanzialmente migliorato almeno la posizione in classifica (prima di Empoli avremmo disputato i playout e dopo Cremona saremmo salvi), non può che dare un connotato positivo a questa intensa tre giorni di campionato, nonostante il distacco numerico di punti da chi oggi retrocederebbe diretto sia di fatto immutato e tutto può e dovrà ancora succedere. Se è vero che la partita di sabato scorso è difficilmente commentabile, ieri è finalmente parsa una partita agonisticamente vera, col merito di averla giocata dal momento in cui si è accesa con una grinta che si è difficilmente vista in passato. Quante volte abbiamo accusato i nostri di non aver palle, di non spendere cartellini, di non picchiare a nostra volta gli avversari? In un contesto di evidenti limiti tecnici, almeno ieri si è visto ciò che dovrebbe fare una squadra vogliosa di conquistarsi la salvezza, e questo deve darci quel minimo di ottimismo alla vigilia dell’ennesima gara fondamentale contro un Pescara non ancora salvo ma molto vicino dall’esserlo.

Purtroppo o per fortuna questo è il periodo delle ovvietà e delle poche parole. Non ha più senso oggi, a tre partite dalla fine, incaponirci su una critica che, pur giusta che sia, non cambierebbe di una virgola la realtà di una situazione che ci obbliga ad indossare l’elmetto per combattere fino a metà Maggio, e forse anche di più. Mi piacerebbe una presa di posizione più netta da parte della Società che ha sì pubblicizzato una sorta di paghi uno prendi due per le ultime due partite casalinghe, ma che trovo avrebbe potuto essere più  incisiva per esempio con un appello alla città. Lo stesso appello che sarebbe auspicabile per una volta arrivasse anche dalle istituzioni cittadine, Sindaco in primis, peraltro molto tifoso. Ci sono dei momenti in cui non ci si deve vergognare di chiedere un aiuto, e un appello che tocchi il cuore della gente fatto proprio dal primo cittadino (e perché no da tutta l’amministrazione comunale) sarebbe un segnale che magari non aumenterà concretamente le presenze allo stadio ma almeno avrebbe una valenza simbolica importante. Il Novara Calcio è un patrimonio di tutti, e salvare la cadetteria è una condizione imprescindibile per mantenere un certo prestigio ed importanza sociale ed economica che una serie C mortificherebbe.

Sindaco Alessandro Canelli faccio appello a te, scrivilo su FB, su Twitter, sul giornalino del comune o dove vuoi tu, fregatene del fatto che esistono altri sport in città altrettanto onorevoli e invita la tua gente a stare vicino al Novara Calcio per questo finale di stagione. Proietta il colore Blu sulla Cupola la sera prima delle due partite come fatto in altre circostanze, inventati qualcosa, inventiamoci qualcosa insieme per smuovere una città troppo poco ricettiva e menefreghista verso la squadra. Dimostriamo a MDS che Novara Siamo Noi prima di lui e riprendiamoci questa città tutti insieme.

Come scritto già sabato, la dobbiamo svangare noi. Non abbiamo alternative.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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