Resilienza azzurra Pensieri e parole

“Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età”.

Avere vent’anni e tirare Novara calcio. Può apparire come un ossimoro, sicuramente siamo in pochi, e probabilmente saremo sempre meno. Eppure esistiamo, e in un qualche modo dobbiamo continuare ad esistere, nonostante la nostra sia una razza a rischio, e come tale qualche domanda per proteggerla andrebbe anche fatta.
Spesso e volentieri però, quando mi capita di leggere pensieri, tendenzialmente condivisibili, sull’attuale stato di salute del nostro Novara Calcio, noto i continui paragoni con un passato splendente, o quantomeno cazzuto. Non avendolo però potuto vivere per ragioni anagrafiche, provo a cullarmi nell’avvenire, immaginandomi il Novara del domani, a partire dal futuro prossimo fino a quello remoto. E se quest’ultimo può essere solo un vagare con la fantasia , mi rendo conto che il futuro prossimo è già fra tre settimane, quando questo maledetto campionato sarà finalmente finito. E la risposta alla tanto fatidica domanda “che ne sarà di noi?” non è mai stata così incerta.
Siamo tutti d’accordo che ipotizzando una nostra retrocessione il futuro apparirebbe più tendente che mai al marrone merda, visto che si andrebbe a perdere l’unico elemento funzionante della nostra società ergo il settore giovanile, e quindi mi viene facile ipotizzare una nostra scomparsa tanto rapida quanto dolorosa.

Provando invece ad essere ottimisti ed ipotizzando una nostra salvezza, i dubbi e le perplessità non scappano mica, anzi, come nubi nere di un temporalone estivo rimangono tutti sopra la nostra testa, ricordandoci con chi abbiamo a che fare.
Da tempo spero in una rivoluzione in quel di Novarello, ma mi rendo conto che i limiti palesati a palazzo sono troppo grandi per provare solo a sperare in un futuro radioso. Come dico spesso, due più due fa quattro, ignoranza più presunzione non porta di sicuro molto lontano.
Eppure basterebbe un pizzico di umiltà, un barlume di acume in più e un pochetto di cuore, ma non voglio perdere troppo tempo a sperare nelle favole.

Cari cuori azzurri, mettetevi nelle vesti di un ventenne. Si prospetta un futuro buio e tempestoso.
Nella speranza di continuare ad esistere, incomincia la resilienza azzurra. Che poi in fondo, è l’unica cosa per la quale valga ancora la pena combattere.

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