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Storia e memoria

NOVARA-CESENA 2-0 17 giugno 1973

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17 Giugno 1973, celebriamo Fabio Enzo.

Tre giorni prima l’Italia di Valcareggi ottiene la sua prima storica vittoria contro i leoni inglesi, due giorni dopo Nixon e Breznev, tra un missile nucleare e l’altro, scimmiottano un tentativo di distensione e la Lira crolla perdendo in un solo giorno il 5,5%. Alla radio giunge dall’America, con qualche mese di ritardo una grande canzone.

 

Ma a noi tutto questo non interessa. Siamo giunti all’ultima giornata del campionato di serie B 1972-73, il Novara è salvo ed il Cesena è matematicamente promosso in serie A.

La classifica marcatori, ad una giornata dal termine recita: Enzo 14 gol, Bertarelli (Ascoli) Bordon e Corradi (Genoa) 13 gol.

Al 58’ segna Bertarelli ed al 75’ Corradi che raggiungono Enzo in vetta alla classifica cannonieri.

Il Novara domina un Cesena ormai appagato dalla promozione appena raggiunta. Al secondo minuto gli azzurri sono già in vantaggio grazie ad un autogol di Frosio che 23 anni dopo condurrà il Novara oltre il muro della C2.

“Nei successivi 5 minuti il Novara ha sfiorato per tre volte il raddoppio. Altre occasioni non sono mancate più avanti per i novaresi e due ne ha fallite clamorosamente il pur bravo ma sfortunato Marchetti. Sono note di cronaca che parlano da sole: la superiorità novarese è stata netta.”

Nel secondo tempo, complice il gran caldo il ritmo cala ma alla notizia del gol di Bertarelli che raggiunge Enzo nella classifica cannonieri, il Novara riprende slancio.

“Da quel momento tutti gli uomini in maglia azzurra si sono dati da fare per porgere al compagno la palla del gol e con essa il primato.”

Il bomber azzurro non concretizza almeno due ottime occasioni ma a nove minuti dalla fine giunge l’occasione giusta: una punizione dal limite, calciata come al solito di pura potenza si insacca nell’angolo basso alla sinistra del portiere romagnolo.

Fabio Enzo vince la classifica marcatori del campionato 1972/73 affiancando nella storia del Novara Calcio, Marco Romano vincitore nel 1934/35 e Otello Torri vincitore nel 1937/38.

La partita ed il campionato finivano con l’usuale invasione di campo dei tifosi, soddisfatti di una stagione conclusa a metà classifica.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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Giovanni da Caselle Lurani

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Era l’autunno del 76 e quel Novara arrivava da una stagione che, Catanzaro a parte, aveva fatto sognare tanti che, come me, non avevano ancora vent’anni.
L’arrivo di Lodetti con Buso, Vriz ed il ritorno di Fumagalli ci aveva fatto sperare, nonostante le tante uscite, in un altro campionato da protagonisti.

Retrocedemmo da ultimi senza nemmeno capire perché e Lodetti fece il suo, senza infamia e senza lode, con i suoi 34 anni che, a quel tempo e probabilmente con i tanti chilometri fatti per servire Rivera, erano tanti e si vedeva.

Lo salutammo l’anno dopo quando diede l’addio al calcio in un campionato di serie C che lo  vide poche volte in campo.

Ci inchiniamo comunque davanti ad un campione, dentro e fuori dal campo, ed ad un uomo che non fece mai pesare il suo passato.

Ciumi

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Ciao Maciste

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Ci ha lasciato Bruno Bolchi, allenatore del Novara nella stagione 1978/79. Si è spento all’età di 82 anni dopo una lunga malattia.

Nel 1961 fu il primo calciatore ad apparire sulle figurine della Panini ma a Novara lo ricordiamo per essere stato alla guida degli azzurri nella stagione 1978/79 lottando per la promozione in serie B fino a poche giornate dalla fine quando il processo per illecito causato dalle accuse di Troilo verso Scandroglio stroncarono ogni speranza.

Era un’ottima squadra quella guidata da Bolchi con Genzano, Basili, Giudetti nella sua stagione migliore, i giovani Gioria e Boldini e le colonne Veschetti e Jacomuzzi. Alla fine, concluse il campionato con 40 punti effettivi a soli 4 punti dal Parma promosso in B, con molti rimpianti.

Bolchi lasciò il Novara dopo una sola stagione per partecipare al supercorso di Coverciano che all’epoca non consentiva di allenare contemporaneamente una squadra. Successivamente divenne allenatore di successo raggiungendo diverse promozioni in serie A con Bari, Cesena, Lecce e Reggina oltre a due promozioni dalla C alla B con Bari e Pistoiese.

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il portiere più forte del mondo senza mani

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Garella divenne famoso giocando nella Lazio, nel Verona e nel Napoli ma il suo vero battesimo di fuoco, con un campionato spettacolare giocato da lui e da tutta la squadra, fu in quel Novara di Lamberto Giorgis.

Portiere anomalo per i tempi giocava solo con l’istinto … come dovrebbe fare un vero portiere: gambe, piedi e testa erano i suoi punti di forza; punti talmente forti che l’Avvocato arrivò a definirlo “il portiere più forte del mondo senza mani”.

Tanto era sgraziato ed aggressivo in mezzo ai pali tanto era gentile e buono fuori dal campo. Fu l’idolo di tanti di noi che in quei tempi giocavano in porta e che si arrangiavano come potevano con tutte le articolazioni che avevano a disposizione.

Dimenticato da tutto il mondo del calcio nonostante due scudetti vinti resterà indelebile nella memoria di tanti di noi la cavalcata di quell’anno in cui sfiorammo la promozione in A con lui come protagonista.

Ciumi

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