Fino all’ultimo punto. Editoriale

Quando sei chiamato a rincorrere e a provare a guadagnarti una salvezza sul campo, allora ti appelli a qualsiasi segnale che percepisci essere positivo. Qualsiasi cosa porti l’acqua al tuo mulino e confermi la tua tesi ecco che diventa subito certezza assoluta e indizio inequivocabile che la strada sia quella giusta. Novara Palermo di ieri ci ha regalato almeno due episodi importanti che, non so voi, a me hanno riempito il cuore di speranza per una salvezza ancora lontana ma comunque ampiamente alla portata: un pareggio a tempo scaduto e un MDS finalmente combattivo.

Questa è una stagione particolare, lo sappiamo tutti, e in mezzo ad una serie infinita di errori e di episodi negativi viviamo il paradosso di avere una certa fortuna che ci assiste soprattutto nei minuti finali e che ci ha regalato ad oggi almeno 4 punti in più: vittoria contro il Cittadella al 94′, pareggio contro la Cremonese su clamoroso autogoal al 93′, pareggio al 92′ contro il Palermo nonostante l’inferiorità numerica per un’espulsione appena subita.  Per le persone scaramantiche come me e che prestano importanza a quesi segnali divini che il giuoco del calcio da sempre regala, non è proprio possibile immaginare un epilogo di campionato negativo. Retrocedere nonostante tre statisticamente improbabili ed incredibili eventi (o se preferite botte di culo) vorrebbe dire essere clamorosamente i più scarsi, il che potrebbe pure essere, ma diciamo che è ad oggi l’esserlo in assoluto non trova più  oggettivamente riscontro con la realtà dei fatti. Se voi non credete a queste sciocchezze provate allora a sentire il parere di qualcuno che tifa Cesena e vedrete quale possa essere il comune pensiero dopo una sconfitta come la loro maturata all’ultimo secondo: annata sfigata, si finisce male.

Non so più quanti editoriali sono stati scritti invocando la presenza di MDS non solo fisica allo stadio (che per quanto mi riguarda continuo a ritenere obbligatoria e doverosa salvo problematiche di salute, aggiungo importanti), ma soprattutto carismatica e verbale verso tutto il mondo del calcio, e ascoltarlo finalmente ieri in radio combattivo, a testa alta,  con la sua nota aggressività un po’ strafottente nel minacciare di querela chiunque si fosse permesso di parlare a sproposito del pubblico novarese, alimentando così il sospetto che il malore di Bruno Tedino fosse stato causato dal lancio di un un oggetto dal rettilineo, mi ha onestamente gasato molto. Questo è il Massimo De Salvo che serve al Novara, questo è il Presidente che conosciamo tutti e che ha cambiato la storia del Novara. Finalmente non è toccato a noi tifosi il compito di difendere la Società e l’ambiente causa mancanza di un qualsiasi esponente dirigenziale dotato di un minimo sindacale di autorità e credibilità, ma è giustamente stato fatto dal primo esponente in carica. Coi suoi modi e la sua fermezza. Questo fa la differenza, sempre e comunque. E sono certo che tutti i giocatori e tutti i tifosi hanno percepito questa differenza e hanno esultato di felicità come il sottoscritto.

Detto quanto sopra, resta il fatto che la classifica rimane sempre preoccupante, ma è normale anche perché a turno capita pure alle altre di vincere, ed essere nel gruppone lotta salvezza a metà Marzo vuol dire irrimediabilmente rimanerci fino alla fine, ma in fin dei conti questo lo sapevamo anche prima di giocare contro il Palermo. Quello che probabilmente non sapevamo, o comunque non ci ricordavamo più, era di avere una squadra che, nei momenti in cui non va alla deriva (a mio avviso vero problema sul quale Di Carlo deve essere bravo a trovare presto una soluzione), riesce a sopperire alle evidenti carenze tecniche con una certa intensità di grinta e di palle che la riescono a tenere in carreggiata. Già nei primi mesi di Corini avevamo capito di avere una squadra molto meno forte di quella che pensavamo di avere, ma che in parecchie circostanze riusciva proprio con il cuore a portare a casa certe partite. Lo stesso cuore che, sulla distanza, il mister bresciano non è più riuscito a far tirare fuori da una squadra che si è spenta come il moccio di una candela, ma che nelle ultime due partite (in realtà, da questo punto di vista le buone partite giocate nell’era Di Carlo sono state almeno 4 su 6) sembra essersi riaccesa.

Insomma, una partita in meno da giocare e un punto in meno da conquistare per raggiungere la salvezza, questa la sintesi; e aver fatto punti contro una squadra con ottime probabilità di salire in A è motivo di speranza per il futuro. E allora avanti così. Forza Novara!

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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