Rimbalzi e rimbalzini. Editoriale

Pochi giorni fa parlavo di quello che presumevo essere il punto più basso del Novara, soprattutto in considerazione di alcuni aspetti elencati in quell’editoriale che terminava con due sole ipotesi: toccato il fondo si sarebbe potuto solo scavare o rimbalzare. Come abbiamo poi potuto vedere tutti, a Frosinone si è proceduto con pale e trivelle a scavare non poco, fino ad arrivare all’intervallo della partita di ieri sera che, per il livello di devastazione del morale collettivo, non vi sono dubbi rappresentare il nuovo punto più basso del Novara degli ultimi 4 anni. All’intervallo, nel bar del rettilineo, che per flemma e per lo scazzo di chi ci lavora risultava perfettamente in linea con lo spettacolo fino a quel momento offerto dalla squadra, vedevi gruppi di persone con la risata isterica di quelli che non avevano nemmeno più le lacrime per piangere. “Chissà se vinceremo mai una partita stile Juve a Londra, che sei sotto e fai cagare poi trovi un goal per caso e alla fine la sculi” era il commento più gettonato tra i fortunati ancora in grado di intendere e di volere. Ma proprio quando il rumore delle trivelle e delle scavatrici era diventato assordante, ecco l’insperato rimbalzo: Puscas e Sansone al primo goal stagionale (il fatto sia stato segnato la sera del 12 marzo certifica definitivamente la sua/nostra stagione di merda), ci regalano una tanto sperata vittoria che, siamo onesti, nessuno ormai credeva più possibile.

Impossibile ora stabilire se quello di ieri sia stato un vero e proprio rimbalzo, un rimbalzino o solo una pausa caffè degli scavatori, fatto sta che questa squadra aveva drammaticamente bisogno di un segnale, di un’inversione di tendenza, di un evento estremo che potesse rompere quell’inerzia bastarda che ci stava uccidendo piano piano e la vittoria di ieri può rappresentare tutto questo. Nonostante i tentativi di difesa d’ufficio del gruppo che in queste settimane puntualmente trapelavano, grazie ai quali si raccontava di giocatori tutto sommato carichi e non rassegnati, era evidente che senza una vittoria che restituisse almeno per una sera il sorriso in faccia a giocatori in palese crisi di identità non si sarebbe andati da nessuna parte, e il destino ha voluto arrivasse proprio contro Boscaglia che, al di là delle parole di circostanza pronunciate nel pre partita, avrebbe probabilmente venduto un rene per seppellirci definitivamente. Ma la sua situazione peraltro precaria e soprattutto i nostri gravi problemi ci impongono di non perdere più tempo dietro a polemiche anacronistiche. Insomma, sticazzi di Boscaglia, pensiamo a noi.

In questo momento è praticamente impossibile uscire dal recinto delle ovvietà inaugurato da Mister Di Carlo nella conferenza stampa precedente Novara Brescia, riassumibile nella frase: “alla fine per salvarsi servono 49-50 punti, quindi 5 vittorie e 4 pareggi” perché dietro questo banale concetto si nasconde il senso di questa stagione 2017/2018. Non servono tabelle e nemmeno frasi ad effetto tipo “dobbiamo giocare ogni partita come se fosse una finale” che peraltro da sempre porta una sfiga assoluta a chi la pronuncia, serve solo fare punti, dove e contro chi non è importante.

E quindi, in attesa della riprova nella difficile partita contro il Palermo sabato pomeriggio, godiamoci qualche giorno di relativa tranquillità regalataci da una combinazione di risultati tutti favorevoli verificatisi in questo ultimo turno, in attesa dei recuperi che, magari, non saranno così amari come una visione totalmente negativa avrebbero fatto immaginare. Ora di vittorie ne bastano solo 4. Non è molto quello che abbiamo in mano, ma comunque già meglio di quanto avevamo prima. Forza Novara!

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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