Fede e fiducia sono sinonimi, se a una cosa credi veramente alla fine accade Analisi Tecnica

Liquidata l’analisi tecnica con un grandissimo sbadiglio (a metà del secondo tempo sono passato a vedere la diretta dai campi di Sky perché non ne potevo più di farmi del male) a malincuore devo riprendere quanto scritto pochi giorni fa in merito alla pochezza di una Società che, al di là di inutili proclami di prammatica, ha dimostrato in questo ultimo mese tutto i suoi limiti in termini di palle, visione strategica, capacità di reazione .

La scorsa settimana parlavamo della pochezza della direzione tecnica … una pochezza che si evidenzia, in maniera più marcata, con le prestazioni negative quando Teti (tranquillamente) si eclissa … probabilmente, come direbbe lui ad una fanta intervista di Nonnopipo, per concentrarsi meglio e lavorare con silenzio e dedizione per il bene della squadra…. che amarezza.

“Fede e fiducia sono sinonimi, se a una cosa credi veramente alla fine accade” é la chiosa di una recente intervista rilasciata da Sergio Borgo ad un giornale di La Spezia.

Noi, qua a Novara, di fede e fiducia ne abbiamo avuta ( e continuiamo ad averne veramente tanta ) ma solo perché sono anni o decenni che andiamo “ a vedere la partita” e, probabilmente, perché siamo anche un po’ incoscienti.

Ma quella fede e quella fiducia di cui parla Borgo sta sparendo … inesorabilmente.

Sarebbe sufficiente forse sentire ancora quel pugno che si infrange sul plexiglas della panchina o vedere quell’omone strano, pelato, con le maniche corte che si alza minaccioso verso l’arbitro per rianimare un popolo ormai costretto ad aggrapparsi solo a se stesso.

”Se  a una cosa credi veramente alla fine accade “ … noi lo facciamo , ogni giorno, magari prendendoci per il culo fra di noi, consapevoli che quell’inguaribile ottimismo che ogni volta ci accompagna é fatto da amore ed incoscienza.

Invece quello che ci resta sono quelle gambette secche che spuntano da due braghette attillate pronte ad accomodarsi in tribuna al coperto durante la partita… le stesse braghette che, al 90mo, se ne vanno via veloci come la luce lasciando il proscenio a giocatori senza identità o ad un allenatore che tutte le volte che si gira verso la panchina si mette le mani nei capelli che non ha.

Il mio non è un richiamo nostalgico (probabilmente gente come Borgo, come Mazzone, come Cosmi hanno fatto il loro tempo) ma sono convinto che la scintilla possa arrivare solo da una Società che decida di sedersi in panchina pronta a prendere a calci in culo il primo giocatore che decide di non rincorrere la palla o che sbaglia un passaggio.

Abbiamo preso Di Carlo e lo abbiamo lasciato solo … una Società senza palle, indegna di rappresentare e governare quella che è la nostra storia.

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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