Il giorno della marmotta Editoriale

18 febbraio 2017 – 18 febbraio 2018. Oggi è il primo compleanno di Novara Siamo Noi. E’ passato un anno esatto dalla pubblicazione on line del nostro primo articolo coincidente con l’importante vittoria a Latina che fece fare non pochi sospiri di sollievo al sottoscritto, che peraltro è una delle persone più scaramantiche sulla faccia della terra relativamente alle partite, e che non avrebbe mai sopportato di veder legare il blog ad una sconfitta. I più fighi siamo noi è stato il primo di oltre 500 articoli pubblicati successivamente, ed è incredibile quanto rileggendolo mi ci possa ritrovare, risultato a parte, nelle sensazioni provate al termine di Novara Spezia di ieri. Entrambe le partite infatti hanno rappresentato un qualcosa di diverso, come una sorta di rottura da una tendenza radicata non certamente entusiasmante: una carenza di vittorie in trasferta e di prestazioni da sufficienza forzata lo scorso anno, un serio problema di atteggiamento in campo che culminava quasi sempre in casa con prestazioni scialbe, senza grinta, che hanno spesso portato a sconfitte o a pareggi dal sapore di sconfitta quest’anno. E’ vero, forse ieri in cuor nostro speravamo tutti in una nuova vittoria, ma proprio per il fatto di essere usciti dallo stadio con un po’ di sano amaro in bocca per aver avuto la percezione di non essere riusciti a portare a casa quello che si sarebbe potuto portare a casa, rappresenta proprio quella rottura col passato che ci autorizza a sperare in un proseguo di campionato migliore. Dopo i primi 45 minuti di eccellente intensità e di uno spettacolo offerto in campo finalmente all’altezza delle aspettative è seguita poi una ripresa un po’ più complicata, anche per il fatto che si è iniziato a picchiare più che a giocare, ma in questo contesto di gioco maschio vedere finalmente i nostri giocatori non rassegnarsi al ruolo di quelli intimoriti che prendono schiaffi a destra e manca ma anzi vederli lasciare qualche tacchettata in campo a spezzini a caso con la maglia bianca, i capelli e la barba lunga un po’ da musulmano e un po’ da Jesus Christ Superstar, è stato qualcosa che ci ha riportati un po’ tutti a gasarci. Finalmente.

La scorsa settimana scrissi che quella contro lo Spezia rappresentava in effetti la partita più difficile per Di Carlo, non solo per il tipo di aspettative che inevitabilmente una vittoria in trasferta come quella a Cittadella portavano poi ad avere, ma proprio per il tipo di prestazione che il Novara era chiamato a fare, ovvero provare a vincere contro una squadra che, col senno di poi, su due partite ha espresso davvero poco in più del Novara ma che comunque è una garanzia di solidità anche dopo una sorta di ridimensionamento estivo più di facciata che di sostanza, e che non è mai facile incontrare. Non vi è contro riprova ma lo Spezia è la classica squadra che contro Corini avrebbe probabilmente portato a casa dal Piola tre punti abbastanza agevolmente, e che ieri tutto sommato deve ringraziare quella zoccola della dea bendata che difficilmente regala due gioie consecutive a quelli un po’ sfigati come noi. Essere felici per un pareggio casalingo è una cosa che proprio non mi riesce, credo sia una questione di dna, perché come ho più volte raccontato provo un sentimento di forte rifiuto a prescindere nei confronti del segno ics in schedina visto dal punto di vista del tifoso in casa. Sono uno dei tanti feticisti della media inglese, che concepisce la vittoria in casa e il pareggio in trasferta come ragione di vita, e quando si esce da questi schemi rimango sempre un po’ disorientato, ma ammetto che dopo il pareggio di ieri mi è tornata forte quella speranza che si rigiochi subito, che arrivi subito Sabato, perché mi accompagna nuovamente quella sensazione di poter vedere far male sportivamente agli avversari, sensazione che era andata in letargo come la famosa marmotta che poi a febbraio (da loro il 2 ma vabbè da noi facciamo che vale farlo il 17 se no mi rovina la metafora) viene messa col culo all’aria, e da come reagisce successivamente gli americani e i canadesi capiscono se è finito l’inverno. Ecco, per me Di Carlo, anche se la sua chioma non lo farebbe pensare, è stato proprio quella marmotta che ha sancito l’arrivo della primavera. Che poi ovviamente non vuol dire che non farà più freddo ma che il periodo più difficile e brutto è comunque alle spalle.

Se il Novara sta finalmente tornando e con lui quel pubblico così meravigliosamente cagacazzo e incarognito che ieri ha aggredito gli ex Gallo “Mr Champions League” e Chiappara (che da giocatore mi piaceva pure), c’è una parte di Novara che è ancora rimasta a quell’atteggiamento timoroso e mediocre che ci ha accompagnati nei mesi scorsi. Mi riferisco a chi, pur nello svolgimento delle sue funzioni ed appellandosi a regolamenti che vengono evidentemente interpretati alla lettera solo a Novara, non ha nuovamente permesso di far entrare in curva quel solo tamburo che avrebbe contribuito a scadenzare meglio i cori o comunque gli applausi ad una squadra che è tornata a meritarseli. Un tamburo, peraltro regolarmente registrato per il quale era stata fatta regolare richiesta, bloccato all’ingresso solo perché di “doppia battuta”, ovvero di quelli per cui si poteva scegliere se percuoterlo da un lato o dall’altro, considerato proprio per quella caratteristica come un possibile veicolo per portare all’interno chissà cosa. Ecco, immagino che chi si è appellato ad un regolamento lo abbia fatto a ragion veduta, ma a volte è lecito credere che a Novara non si riuscirà mai a fare quel passo decisivo per uscire da una mediocrità che, come per la mia avversione ai pareggi casalinghi, è nel nostro dna. Quindi penso che siamo nuovamente chiamati a tornare a spellarci le mani con gli applausi, come si faceva una volta, per accompagnare questa squadra al raggiungimento della salvezza che, classifica alla mano, è ancora tutta da conquistare. Come sempre da soli, senza nessun aiuto, ma con tanto orgoglio. Buona giornata della marmotta (novarese), buon compleanno Novara Siamo Noi e forza Novara sempre, ovunque e comunque!

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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