Una nuova storia da scrivere Editoriale

Non ho mai seriamente capito quanto potesse essere utile giocare conoscendo già il risultato delle principali avversarie del momento, precisamente non mi sono mai fatto un’opinione circa stimoli, paure e pressioni che le altre squadre, coi loro risultati del giorno prima, potessero trasmettere ai nostri giocatori. Due fatti però erano evidenti al fischio iniziale al Tombolato: la classifica non sarebbe potuta peggiorare ma sarebbe alla peggio potuta rimanere quella che era e cioè di merda, e che, per una volta, il Novara sarebbe stata quella squadra da evitare assolutamente in questa giornata. Pressioni e stimoli che non so se si sono compensati o si sono uniti ma sicuramente la risposta data dalla squadra è stata quella auspicata da tutti, al di la del risultato che, siamo onesti, speravamo tutti di portare a casa. La voglia ora di urlare in faccia alla Società un bell’ “avete visto che bastava cambiarlo prima?” sarebbe tanta, ma mai come in questo momento occorre mantenere una buona fetta di lucidità e conservare quel livello di tensione e di paura sportiva che non ci faccia commettere l’errore di vedere ora tutto positivo quando è evidente che così non può essere. Tuttavia, le delusioni subite sono state così tante che non è nemmeno reato per una volta andare a letto felici per una prestazione si auspicata ma non certo scontata, che ha oggettivamente lasciato parecchi spunti riflessivi che autorizzano per la prima volta dopo mesi ad un certo ottimismo. Pur in un contesto di oggettivi limiti tecnici (soprattutto difensivi) si è visto per esempio finalmente un attaccante stabilmente nell’area avversaria supportato da un gioco e soprattutto da palloni giocabili, e sappiamo bene che un conto è per due o tre attaccanti avere una palla giocabile a partita e un altro averne dieci. Nel secondo caso è probabile che qualcosa succeda. E infatti.

C’è comunque un qualcosa di magico in questa vittoria e nella tripletta di Puscas. Indossare la maglia 19 nel Novara è un peso che solo un grande incosciente o un grande campione può oggi portare degnamente. Abbiamo tutti a casa una maglietta numero 19 con un nome scritto sopra che termina con una consonante, una maglietta indossata da un uomo che tutti noi amiamo ancora e che ha contribuito a scrivere la storia recente di questa Società, per giunta portandoci una marea di volte alla vittoria con modalità del tutto simili a quella di ieri a Cittadella: ripartenze, contropiedi, inserimenti in area ma soprattutto tante corse finali sotto il settore ospiti per urlare in faccia la propria gioia. Il paragone tra Pablo Gonzalez e Puscas è ancora improponibile e prematuro, ma sicuramente, non solo per l’analogia della consonante finale del suo cognome, il profilo di giocatore è proprio quello che più di altri meritava di provare a dare continuità a quella maglietta che ci ha fatto identificare tutti quanti nel Novara. Se il solo per la maglia è l’imprescindibile punto di partenza, avere dei riferimenti carismatici ed empatici è altro aspetto fondamentale sul quale eravamo assolutamente carenti e se ne sentiva bisogno come l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo, e sarebbe anche ora che la nostra Dirigenza capisse che il costruirsi delle bandiere e dei riferimenti in una squadra non possa essere una cosa da evitare a prescindere ma anzi dovrebbe essere un obiettivo e un motivo di orgoglio. La storia di Puscas nel Novara deve ancora essere tutta scritta, ma sicuramente ora abbiamo la speranza di avere qualcuno con la penna in mano pronto per farlo, cosa che prima evidentemente non avevamo.

Il bello inizia ora. Se la prima partita con un nuovo allenatore è sempre la più facile (se non ricordo male vinse pure Calori al suo esordio), la seconda è sicuramente più onesta e illuminante. In casa, chiamati ad un tipo di prestazione differente e contro una squadra che probabilmente concederà meno spazi, si capirà se la strada è finalmente se non in discesa almeno piana, e se la cura Di Carlo potrà regalarci soddisfazioni misurabili in tanti punti. Pur rimanendo sulle personali convinzioni espresse in questi mesi, ribadisco ora l’importanza di sostenere la squadra e l’ambiente non solo per l’ovvietà di uscirne quanto prima da una classifica complessa e pericolosa, ma soprattutto per gettare realmente le basi per un nuovo progetto, per una nuova storia da scrivere. La Società è stata criticata sia sul web che “de visu”, i giocatori pure, parole forti sono state dette e scritte, calci nel culo purtroppo solo metaforici sono stati dati, ognuno degli attori protagonisti di questa storia a suo modo ci ha messo la faccia. Adesso c’è solo da ripartire tutti insieme. La foto scelta per questo editoriale non è casuale. Sarebbe stato facile e pure giusto mettere un Giorgino Puscas esultante pugni chiusi sotto il settore ma sappiamo bene che solo lui non può essere la soluzione. La soluzione è il gruppo. Tutti insieme ci siamo finiti dentro e tutti insieme ne usciremo. Non ci sono alternative.

Claudio Vannucci

 

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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