CITTADELLA-NOVARA 0-1  21 settembre 1997 Storia e memoria

Gandini, Del Monte, Grandini, Consonni, Chiti, Morotti, Paratici, Nicolini, Pani, Pensalfini, Galli.

Potrei concludere qui il racconto del settembre 1997. Quell’elenco di onesti pedatori riassume perfettamente il clima di quel periodo.

Vent’anni fa Berlusconi dominava la scena politica e insieme a Fini e Bossi si proponeva come unica guida possibile del Paese.

Vent’anni fa una scossa di terremoto devastava la Basilica di San Francesco.

Vent’anni fa i vescovi erano felici perché le partite si sarebbero giocate il sabato e le chiese sarebbero tornate ad affollarsi alla domenica

Vent’anni fa il meglio che riusciva a produrre la musica era questa indimenticabile hit

Insomma era un periodo senza speranza e senza futuro. Il Novara Calcio si adeguava perfettamente e cercava di sopravvivere nel girone A della quarta serie nazionale.

Siamo alla quarta giornata ed i nostri ragazzi hanno perso le prime tre partite contro Varese, Pro Patria e Mantova senza segnare un solo gol. 737 gli spettatori nell’ultima partita casalinga.

i tifosi salvo qualche eccezione, non hanno più neppure la forza e la voglia di contestare. Preferiscono disertare lo stadio. Intorno a questa squadra si sta creando un pericoloso clima d’indifferenza.

E se questo non bastasse ci aspetta la partita sul campo della capolista e futura promossa in serie C1, il Cittadella.

E come spesso mi è capitato di raccontare, quando tutti danno gli azzurri per spacciati, ecco il Novara che non ti aspetti.

Quello capace di fare il primo gol e i primi tre punti del campionato in casa della capolista.

Il mister azzurro Chierico, rivoluziona la squadra e cambia modulo: una bella difesa a 5 che in questi casi va sempre bene, un finto centravanti come Pani e tanti corridori. Il primo tempo è di chiara marca azzurra con diverse occasioni ed il gol al 27’ di Galli: cross morbido dalla destra di Paratici su cui Galli trova il tempo giusto per sorprendere tutta la retroguardia granata.

La ripresa prende tutt’altra piega perché dopo 8 minuti il Novara si ritrova con un uomo in meno. Paratici già ammonito, trattiene il pallone con le mani a gioco fermo. Secondo cartellino giallo e Novara in 10.

E allora quello dei veneti, diventa un assedio ma il Novara regge egregiamente l’urto e porta a casa il risultato pieno.

 

Il campionato del Novara sarà comunque di grande sofferenza. La salvezza matematica, inseguita per tutto il campionato arriverà alla penultima giornata di campionato, nel derby con la Pro Vercelli.

Una delle pochissime gioie di quella triste stagione: vittoria ne derby, rimontando lo svantaggio iniziale con un gol di Saviozzi e a tre minuti dal termine con una splendida autorete del giovane vercellese Rindone.

Bene così.


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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