Il brodino caldo …. Analisi Tecnica

 

Il risultato della partita di sabato, pur importante e positivo, non è altro che un brodino caldo dato a un malato che, senza le terapie necessarie, continuerà a manifestare una patologia difficilmente regredibile.

Affermazioni che non nascono da uno sconfinato pessimismo ma dalla realtà di una rosa che, sino ad oggi, mostra delle carenze che trovano il loro peccato originale nel mercato estivo.

Eravamo scarsi (non in termini di rosa ma di armonia della stessa) un mese fa e continuiamo ad esserlo. Abbiamo alternative valide dove siamo sufficientemente coperti e continuiamo a non averne neanche una dove invece le carenze sono importanti già nelle prime scelte.

Non abbiamo nella rosa un uomo che mostri un cambio di passo importante, che sappia inventarsi, a costo di brutte figure, qualcosa di imprevedibile e questo ci costringe, per vincere come sabato, a mostrare denti e muscoli; è pericoloso, molto pericoloso, perché si tratta di un gioco dispendioso che, per forza di cose, mostrerà tutti i suoi limiti nel momento in cui la stagione entrerà nel vivo….. senza un po’ di fantasia arriveremo in quel periodo dell’anno spompati e senza energie.

Lo abbiamo già visto sabato quando, pur rischiando pochissimo e contro una squadra più piatta della nostra, la mancanza di personalità e di padronanza dei nostri mezzi ci ha portato a ricomporre la difesa a tre per dare più sostanza ad un centrocampo che non ne aveva più.

Soluzioni logiche ma da squadra di bassa classifica.

Ci siamo abbassati pericolosamente negli ultimi venti minuti con tutti i rischi che ne sarebbero potuti derivare e, lodi alla difesa a parte, ringraziamo la scarsa condizione di tre punte importanti ( il Carpi è passato al 433 alla fine con l’ingresso di Malcore) se non abbiamo rischiato nulla.

Vincere forse sabato era più importante di schiacciare l’acceleratore, sono d’accordo, ma purtroppo ( e lo abbiamo già visto nei recenti passati) per una volta in cui ti va bene ce ne sono almeno tre in cui un gol del cazzo all’ultimo minuto lo prendi.

Soffriamo di “braccite”: una malattia di cui soffrono quegli allenatori che arrivano da una serie di risultati negativi.

Ma se Corini si gira verso la panchina trova però solo elementi simili, nessuno che possa regalargli una gioia o consentirgli di azzardare qualcosa di diverso a partita in corso.

Questa è la nostra patologia dalla quale possiamo guarire solo se, nei prossimi nove giorni, arriverà qualcuno che, come citato da Teti a fine partita, sia funzionale… ma funzionale per davvero; i comprimari non ci servono, ne abbiamo almeno cinque in rosa: bravi ragazzi, puliti ed ordinati, che sanno fare benissimo il loro compitino…. coi compitini non solo non alimenti i sogni ma non osi mai.

Per cui, aspettando Marzo per rivedere Chaja ( che peraltro sino ad oggi non ha quasi mai giocato) , auguriamoci che Teti sappia pescare un coniglio dal cilindro per regalare un po’ di fantasia ad una squadra che, sino ad oggi, non sa minimamente dove stia di casa.

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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