Raimondo Lanza di Trabia Calciomercato

Illazioni ,sogni, aspettative, ansie….. Raimondo Lanza di Trabia, vi dice nulla questo nome? Questo signore nato in Lombardia (Arcellasco) e cresciuto a Palermo in una Dynasty nostrana, fu colui che si inventò il calciomercato come lo conosciamo. Sino agli anni ’50 le trattative per il trasferimento dei giocatori avvenivano in un panorama dilettantesco con offerte di lavoro o scambi tra i magnati proprietari delle società e che non necessariamente erano investimenti di carattere sportivo. Diventato presidente del Palermo e volendo creare una squadra vincente, si stabilì a Milano all’hotel Gallia dove iniziò a ricevere i presidenti delle società più importanti per condurre le trattative. Lusso sfrenato e voglia di stupire ebbero subito successo tanto che l’hotel divenne poi la sede in pianta stabile del calciomercato. Con lui a tessere le trame ed organizzare i vari contatti: Paolo Mazza e Gipo Viani.

E’ quindi iniziato il calciomercato. Chimera per ogni tifoso che si proietta in dimensioni “aliene” in cui la propria squadra si accaparra i calciatori che faranno la differenza. La sessione invernale risulta ancora più spietata perché nella maggior parte dei casi è utilizzata per correggere gli errori estivi, e questo è tutt’altro che facile. Per costruire una squadra ci si deve ispirare, con una metafora, alla costruzione di una casa. Tutti noi quando entriamo in una dimora siamo colpiti da mobili, piastrelle, quadri e suppellettili varie, ma sappiamo benissimo che tutto quello che appare è possibile perché esiste una struttura solida che viene valorizzata da quello di cui sopra. Ora il nostro ds Teti ha sentenziato che molti giocatori non faranno più parte della rosa. Bene, ma la domanda che ci facciamo è: “come?”.

Qualche piccola considerazione: a inizio stagione sono stati firmati accordi con i giocatori per la maggior parte con contratti pluriennali; la rosa allestita si è dimostrata ampiamente incompleta; la conduzione tecnica si è presentata con il suo staff portando all’allontanamento di professionisti seri che avevano svolto un lavoro importante. La casa si costruisce sempre sulle fondamenta e sui muri portanti, inutile avere una cucina fantastica se poi hai dimenticato le tubature o l’impianto elettrico. Al Novara manca in primis un Leader carismatico nello spogliatoio, tanto per capirci uno tipo Felice Evacuo, uno che anche quando non gioca fa sentire il proprio peso. Banale dirlo, ma evidentemente con Teti/MDS si deve fare, la spina dorsale di una squadra è formata da quattro giocatori: un buon portiere, un centrale forte in difesa,uno che smista palloni a centrocampo e una punta che segna. Altro che moduli e seghe mentali varie. L’augurio è che ci sia buon senso nel nostro mercato invernale se no la casa crolla.

Siviersson


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