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Campionato

Riassunto del futuro

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Come scrivere il riassunto di questo girone di andata campionato 2017 -18 visto dalla parte di chi soffre? I sofferenti sono quelli come me che, nell’anno 2017 ( cinque vittorie in casa ), di gioie ne han vissute poche. Ho due possibilità : la prima è storicizzare analizzando partita dopo partita, e diventare il narratore delle splendide gesta ( fuori casa); la seconda è entrare nella storia in prima persona attraverso un discorso critico. Ecco, il discorso critico mi attira di più, perché posso suggerire ai nostri eroi sul campo nuove ipotesi di gioco, dando più peso al sincronismo (proprietà di due grandezze oscillanti maschili che hanno la stessa frequenza e differenza di fase costante ) rispetto al punto di vista diacronico ( dimensione temporale di un fenomeno, sportivo, in questo caso), insomma dare più attenzione al ‘’ che cosa sarebbe successo se…’’.

Inutile specificare cosa siano le ‘’grandezze oscillanti maschili’’, visto la frequenza con la quale mi sono girate costantemente in questo girone di andata. Detto questo, eccovi la radiocronaca di Novara vs Carpi che giocheremo il 20 gennaio ( ore 15 ). Perché questo tradimento della storia e questo salto al futuro? Per non farmi del male. Innanzitutto della partita prossima ventura non conosciamo la formazione del nostro Novara, tanto più che i nuovi acquisti devono ambientarsi, trovare l’amalgama, smaltire i kg in eccesso, ecc. Ma è poco significativo, è solo importante, con questo allenatore, trovare l’emozione. Mettiamoci a vedere questa partita non nel solito posto in curva ma nel bel mezzo del campo, nella mischia del centrocampo, in modo che io non possa vedere l’interezza del campo di battaglia, non capisca una cippa del senso del gioco e dell’andamento della partita. Forse è la volta buona che mi diverto. In questa posizione scomoda, con ristretto orizzonte, mi metto nei panni del nostro amato allenatore e finalmente vedo dove tutto diventa sfuggente : il modulo adottato, il nemico che aspetta il mio errore nei cambi, i propri giocatori che passa di qua, passa di là, e ripassa indietro a Montipò, mi fanno aumentare la frequenza giramento delle due grandezze. Azioni e singoli episodi, gesti dell’arbitro e parole provenienti dal rettilineo, inedia e improvvise accelerazioni degli avversari si ripetono con qualche variante ma fondamentalmente mi sembra di vedere i soliti primi tempi, regalati al ‘’neanche un tiro in porta’’.

All’inizio del secondo tempo, si ripresenta la solita minaccia di incassare il goal nei primi minuti , e difatti il cielo plumbeo di questo pomeriggio se la ride e andiamo sotto di un goal. A questo punto esce il carattere dei singoli, in curva e in rettilineo, che in poche battute lanciate verso di me, allenatore, tentano di svegliarmi ma mi lasciano solo intuire la varietà dei consigli in un guazzabuglio di vadavialcü. Vengo schiacciato dagli accadimenti in campo e cerco di scrivere qualcosa sulla lavagnetta elettronica, ma ho finito il gesso. Lo so il gesso non serve, però se togli la ‘’g’’ e metti la ‘’c’’ … rende l’idea della situazione. Come il suono della palla quando va in rete così finalmente il mio pensiero entra nella lingua e proferisco parola e faccio entrare Chajia, ma arriva la domanda che taglia l’aria immobile dove stazione il mio gioco del giro palla : Maniero lo faccio uscire appena raggiungiamo il pareggio? Ma la domanda mi rimane lì, ferma, il pareggio non arriva ancora. La partita rimane in bilico, tensione, così senza commento, ogni palla va combattuta. Non bisogna discutere, bisogna andare in porta, e tira, tiraaa… as poda mia… goal, goool !

Finalmente, ora posso far uscire Maniero e metto Sciaudone, l’uomo che sa mettere ordine in ogni dettaglio del centrocampo , in ogni zolla (sintetica) , sapiente misuratore di tempi e distanze. Ma ecco che accade il solito paradosso nel quale cado ogni volta : perdo il controllo del centrocampo. E ripiombo nell’ignoto, in balia, per essere più preciso. Ma è proprio qui che mi piace dare il meglio di me, rimanere nel misterioso, travalicare l’assurdo : metto dentro anche Macheda al posto di Casarini. Cade un silenzio profondo nella curva ( nord). L’arbitro fischia la fine, dai… un pareggio non si butta mai via. È bello quando il futuro ha il sapore del passato, per fortuna che la prossima si gioca in trasferta.

Nino1921

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Campionato

La VIDEO-MOVIOLA di Novara-Casale

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Nel trionfo azzurro pochi episodi da analizzare:

Al 7’ Vuthay supera in velocità il suo avversario e con grande mestiere rallenta e si fa tamponare in area. Rigore netto non sanzionato dall’arbitro.

 

 

Qualche dubbio poteva esserci sulla posizione di Vuthay in occasione del primo gol: ci sono due giocatori azzurri oltre i difensori del Casale ma non Dardan che parte in posizione assolutamente regolare

 

 

Bisogna decidere infine chi ha segnato il secondo gol del Novara: Di Masi come sinceramente sembrava dai distinti, autogol (come ritiene l’allenatore del Casale) oppure Dardan Vuthay? Le immagini rallentate legittimano gol e tripletta del bomber azzurro. Il difensore casalese probabilmente sfiora il pallone ma Dardan sicuramente tocca in rete.

 

 

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La VIDEO-MOVIOLA di Sanremese-Novara

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La moviola si concentra su tre episodi. Non è possibile analizzare l’espulsione di Vimercati per la mancanza di immagini della prima ammonizione.

Episodio n° 1

il tocco di mani di Vuthaj è innegabile. Personalmente ho molti dubbi sulla punibilità perché il nostro giocatore non aumenta il volume del corpo e non si muove in maniera innaturale, anzi cerca di evitare l’impatto con il pallone. Però si sa che ormai questi tocchi vengono puniti con una discrezionalità ogni volta diversa.

 

Episodio n°2

Evidentissimo invece il rigore non concesso alla Sanremese nel secondo tempo sul risultato di 3 a 2 per i liguri che avrebbe probabilmente chiuso la partita. Di Masi ostacola in maniera irregolare il giocatore ligure: era rigore.

 

Episodio n°3

Sul finale di partita Bortolotti svirgola il pallone che con uno strano effetto sbatte contro il palo, rimbalza sulla linea di porta e finisce tra le braccia del portiere. Era gol? Sinceramente con le immagini a disposizione e senza goal line tecnology è impossibile avere delle certezze. In una situazione del genere, parliamo probabilmente di centimetri, la decisone della terna arbitrale rimane comunque da accettare.

 

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Il nuovo Mondo

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A parte qualche esperto che per lavoro o per perversione personale, conosce a fondo il campionato di serie D, per la maggior parte dei tifosi azzurri il quarto torneo calcistico Nazionale, il primo tra i dilettanti, è una materia sconosciuta, un mondo nuovo da scoprire partita per partita.

Da neofita della serie D, diffidente, presuntuoso tifoso azzurro, con ancora quel nodo allo stomaco per come è stato trattato il Novara Calcio 1908, dopo 9 giornate, vorrei tracciare la mia personale, non richiesta, analisi del nuovo mondo:

E’ un campionato divertente, per lo meno le partite alle quali ho assistito mi sono piaciute, in generale è un calcio più godibile di quello di tante, tante partite di serie C e anche di B. Gli errori, le risse frequenti, il coraggio di certi interventi lo rendono ai miei occhi affascinante. Se voglio vedere lo stop perfetto ed il tiro a giro, accendo la tele e guardo Messi.

Dal punto di vista tattico ormai il calcio non ha più segreti e gli schemi che si vedono in serie A si possono rivedere applicati anche in serie D più o meno con lo stesso ordine e disciplina. La differenza è fisica e soprattutto tecnica. Anche se noi abbiamo la fortuna di avere in squadra gente come Gonzalez, Vuthay e anche Di Masi che tecnicamente sono almeno di una categoria superiore, ho rivisto tanti errori tecnici elementari che non vedevo dai tempi di Placida. Niente di tragico, sono errori assolutamente comprensibile in un campionato che ricordiamoci sempre è dilettantistico.

La regola che obbliga ad avere sempre in campo degli Under non deve essere vista come penalizzante nella costruzione di una squadra. Deve però essere chiaro che gli allenatori non schierano la “formazione migliore” ma la formazione migliore in base al regolamento. E’ inutile lamentarsi perché gioca Spina, ritenuto dagli esperti di tribuna acerbo e non Bortoletti o qualcun altro. Spina è un 2003 (18 anni, beato lui) quindi per regolamento gioca lui oppure Paglino o Capone, fine dei giochi. E uno dei tre deve essere sempre in campo.

Lo stesso per i giocatori nati nel 2002: uno deve essere in campo, ecco spiegato perché Pagliai gioca sempre. Le sue alternative sono Ferla (una punta) Vimercati e Vaccari che non hanno quasi mai giocato.

Anche per i nati nel 2001 almeno uno deve essere in campo. In questo caso giochiamo il jolly, con il portiere Raspa che è del 2001 così come il suo secondo Spadini. Si comincia a capire come si devono costruire le squadre in serie D… Pereira è un 2001 che giocherà per scelta tecnica, mai per doveri di regolamento.

Infine, i 2000 (ma che ne sanno…): uno tra Di Masi e Strumbo deve giocare, in questo caso Di Masi sarebbe titolare indipendentemente dal regolamento ma se dovesse saltare una partita, Strumbo giocherebbe sicuramente indipendentemente dalle convinzioni tecnico-tattiche di Marchionni, come è successo a Sestri.

Bisogna sempre avere in mente questi equilibri quando si giudica una formazione e/o i cambi.

In questa prima fase mi hanno invece sorpreso gli arbitri che immaginavo grassi, impauriti e miopi invece non ho notato nessuna differenza con gli arbitri di categoria superiore. Ma a pensarci bene non è detto che sia un complimento.

Vincere un campionato è sempre difficilissimo, in qualsiasi categoria, a qualsiasi latitudine e con qualsiasi livello societario. E’ ancora più difficile vincere il campionato di serie D che prevede una sola possibilità: il primo posto. Da più o meno trent’anni (1993) eravamo abituati alla formula dei play off che lasciavano sempre una speranza a chi aveva fallito l’obbiettivo del primo posto e lasciavano intatte le ambizioni di promozione fino alla fine.

Questo è un campionato vero, da vincere a tutti i costi e con tutte le armi a nostra disposizione. E non sarà semplice: negli anni scorsi hanno fallito l’obbiettivo società forti e squadre costruite appositamente per vincerlo: Siena, Latina, Foggia, Reggiana anzi Reggio Audace, Modena e non solo.

Proprio in questo dettaglio però c’è la vera differenza con gli altri campionati professionistici: se una società è pronta e strutturata economicamente per andare in serie C, alla fine, indipendentemente dal risultato sportivo verrà mandata in serie C. Tutte le società citate prima che hanno fallito l’obbiettivo sportivo del primo posto sono state ripescate in serie C. In realtà è previsto una specie di torneo per i classificati dal secondo al quinto posto per girone, per definire le società che avranno diritto ai ripescaggi ma sembra evidente che, come il Gozzano, insegna, bisogna prima di tutta avere l’intenzione e la volontà (economica) di salire di categoria. L’anno scorso furono ben 4 le società ripescate dalla D alla C per rinunce o defezioni.

Senza nulla togliere al romanticismo di una impresa sportiva, che tale rimarrà, come (speriamo) la vittoria del campionato, la solidità economica e le promesse dell’Ing Ferranti sul futuro del FC Novara sono la miglior garanzia di tornare ad incontrare dalla prossima stagione gli infelici di oltre Sesia.

Depa

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