Il margine di culo Editoriale

Vi racconto una storiella, una di quelle che non è dato sapere se è tratta da un fatto realmente accaduto oppure se è stata inventata, ma dopotutto è ininfluente saperlo perché è talmente credibile che può essere presa per buona. Erano i giorni imminenti al Natale di qualche anno fà. Purtroppo, a causa di un decesso improvviso, si libera una posizione di prestigio presso una nota azienda multinazionale che, presa alla sprovvista, incarica una nota società di ricerca di personale di trovare un sostituto nel giro di pochissimi giorni. Questa società pubblica un annuncio su tutti i quotidiani specificando che sarebbero state valutate tutte le candidature pervenute entro due giorni. La posizione di prestigio è ben remunerata e in due giorni la società riceve 5000 curriculum. Il selezionatore Senior delega subito il selezionatore Junior ad effettuare una robusta scrematura, in modo da poter ulteriormente scegliere e contattare i 10 finalisti che si sarebbero poi giocati il posto vacante. Il ragazzo viene preso dallo sconforto: “capo, ma come posso esaminare 5000 curriculum in mezza giornata?”. “E’ molto semplice: li raggruppi tutti in una pila, dopodiché ne prendi 4950 a caso e li butti”. “Ma capo, ma se in mezzo a quei 4950 c’è il migliore? Come possiamo essere sicuri di non fare una cazzata?”; “Hai ragione, non potremo mai essere sicuri. Ma vuoi mica che facciamo assumere uno sfigato?…chi faremo assumere deve essere uno che, oltre ad essere bravo, nella vita è anche baciato dalla fortuna, altrimenti pur bravo che sarà non andrà mai da nessuna parte”.

Onestamente non credo che l’assunzione di Eugenio Corini nel Novara la scorsa estate sia stata fatta in base a questo criterio adottato dalla nota società di ricerca di personale, anche perché il posto vacante di allenatore del Novara Calcio potrebbe anche essere stato percepito come prestigioso, ma sicuramente non ben remunerato, quanto meno non in base agli stipendi della media di allenatori di una certa fascia. Ma sicuramente il nostro allenatore è uno che ha culo. E’ il classico allenatore della nuova generazione che entra dalla porta principale più per i meriti acquisiti sul campo da giocatore che per quelli maturati come allenatore. Uno che si è fatto conoscere allenando nelle due piazze che lo hanno visto protagonista come giocatore, ottenendo (da allenatore) un mix di risultati positivi e negativi. Ovunque ha allenato fuori da Verona e Palermo (seppur a Palermo ci è stato pochissimo come allenatore) è finito male. Ma male male. Corini è un uomo fortunato soprattutto perché quando finalmente pure il suo datore di lavoro arriva allo stremo delle forze e (così ci risulta) ne chiede il siluramento dopo la partita contro il Perugia, lo salva il Santo Natale (e il suo DS). Lo salva il fatto che “non si può esonerare un allenatore due giorni prima di Natale quando poi giochi subito dopo; va tenuto e vedrete faremo 3 punti a Chiavari. Prestazione e 3 punti e cambierà la prospettiva. Buon Natale ragazzi!”. Poi giochi a Chiavari e perdi. Ma siccome abbiamo capito che “nella vita serve essere baciati dalla fortuna altrimenti non si andrà mai da nessuna parte”, nel Novara pare cambino idea e, nell’ennesimo incontro in piena notte con la tifoseria di ritorno dalla trasferta, riescono nell’ordine a dare la colpa a chi ha fatto mercato, poi all’allenatore e infine ai giocatori, con coup de théâtre finale di Teti che “tanto metà di questi al mercato di gennaio li caccio”. Insomma, come succede nel più classico dei classici italioti, la colpa è di tutti quindi di nessuno, tutti salvi e si continua così, perché dopo tutto quei coglioni dei tifosi devono considerare che “è vero o non è vero che se fossimo stasera alla 42 esima partita il Novara sarebbe salvo? E allora di che parliamo?”

Corini ha culo perché pur dimostrando coi fatti di avere una visione delle partite totalmente differente dal resto del mondo, certificata da cambi parecchio discutibili e sicuramente quasi mai efficaci, (i cambi Maniero Macheda e soprattutto Chaija Sciaudone di ieri sono roba da ritiro del patentino di allenatore), è riuscito ad insinuare nella gente l’oggettivo e legittimo dubbio che la colpa di questo disastroso girone di andata sia da ricercare in una rosa troppo piena di giovani e di pippe, che gli infortuni siano stati causati più dalla sfortuna che da una preparazione atletica discutibile o da uno staff medico che pure per un raffreddore impiegherebbe dai 2 ai 3 mesi per recuperare il giocatore, e dagli arbitri bastardi e disonesti che, un rigore non dato qui e qui, un fuorigioco non segnalato là e là e uno di troppo segnalato laggiù, ci hanno tolto quei 3-4 punti che oggi avrebbero fatto la differenza.

Corini ha culo perché questo è il campionato chiamato da quelli che sanno parlare e scrivere bene come “il più equilibrato di sempre” ma che in realtà è il più imbarazzante della storia, giocato da squadre piene zeppe di vecchi e di sbarbati che si cagano sotto appena l’asticella si alza di un cm e di decine e decine di pippe tatuate e montate che solamente 7-8 anni fà mai avrebbero messo piede nella seconda categoria professionistica della Nazione. E tutto questo gioca a favore del nostro allenatore, proprio perché viene facile mascherare la pochezza in campo e la ripetitività dei soliti due banali schemi quando poi vedi che squadre maggiormente accreditate al successo finale sono più o meno lì dove sei te.

Corini ha culo perché è finito in una Società in cui chi paga è troppo pieno di sé per ammettere errori, perché l’umiltà di dire “ho sbagliato, chiedo scusa” è cosa per pochi e sicuramente quei pochi non abitano a Novarello o a Verano Brianza, dove invece brillano di permalosità e di voglia di dimostrare al mondo che hanno solo ragione loro e tu, povero tifoso coglione, dovresti vergognarti solamente di parlare visto che con me/noi hai visto cose che solo i tuoi nonni hanno in precedenza visto. Per cui mai perderà la panchina, una panchina che per lui rappresenta davvero il passpartout per il futuro e che perdere ora per un esonero vorrebbe dire renderlo decisamente problematico.

Da questo girone di andata ho capito una cosa: i discorsi sui margini di sogno sono solo una puttanata di marketing su se stesso adottata da Eugenio Corini, che oltre ad avere professionalmente parlando culo, è anche stato bravo con la parlantina, ma in fin dei conti lo sappiamo dal selezionatore Senior che un po’ bravi bisogna anche esserlo. Quello che secondo me dobbiamo realmente da oggi fare è coltivare solo quel margine di culo necessario per svangarla ancora una volta, per sentirci dire a Maggio che siamo i soliti coglioni irriconoscenti e che, come sempre, hanno avuto ragione loro. C’è solamente un piccolo dettaglio in tutto questo. I grandi personaggi abituati a vivere di margini di sogni e di scommesse estreme (perché pensare di salvarci con questo attacco e con una difesa che prende imbarcate sempre più imbarazzanti vuol dire entrare nel campo delle scommesse estreme) tipo i Patrick de Gayardon del caso, a furia di coltivare margini di sogno sono finiti sfracellati. E anche i successivi titoloni della Gazzetta “Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare” non hanno potuto cambiare il fatto principale: sono morti sfracellati. Ad oggi saremmo salvi, ma a 3 punti dalla retrocessione diretta e con 21 partite davanti. Auguro quindi un 2018 pieno di culo a tutti noi, perché a furia di sognare come ci hanno abituati a fare, qui prima o poi si finisce male male.

Claudio Vannucci

 

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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