Contro la matematica Pensieri e parole

Come vogliamo valutare il Novara di quest’anno? Con i numeri delle partite in casa o con i risultati matematici derivanti dai risultati fuori casa? La valutazione quantitativa dei punti ottenuti in casa o fuori casa mi ha attivato un balzo umorale altalenante.
Come devo misurare l’operato della mia squadra? Seguire le statistiche che valutano ciascun giocatore partita dopo partita? L’obiettivo è chiaro : capire come si può schierare la squadra per poter vincere. Quindi nasce il proliferare dell’analisi delle quantità : quanti cross giusti, quanti goal e quanti assist fatti, quanti interventi corretti, passaggi giusti, tutto in rapporto ai minuti giocati.
Giocatori che diventano produttori di dati, una continua creazione di tracce, ogni dato per poi stilare il voto finale in ogni partita.
Questa analisi è senz’altro utile per migliorarsi, per riorganizzare il lavoro sul campo in allenamento e renderlo finalmente vincente anche in casa, ma per me tifoso, usare solo i parametri misurabili, per capire quale sia il problema delle partite sotto la Cupola di San Gaudenzio, è fuorviante.

Le sensazioni di quando si entra al Piola, la felicità di vedere dopo il goal correre il tuo giocatore sotto la curva, la fiducia che è maturo e ‘’fra poco entra’’, la stretta di mano con gli amici, questi sono parametri non misurabili. Ecco, occorre migliorare il livello del vissuto nelle partite in casa per salire nella qualità reale del percepito, come la temperatura : c’è quella del termometro e quella ‘’percepita’’.
Usciamo dall’uso della matematica per rivitalizzare i valori che definiscono essere un tifoso dal Cuore Azzurro.
L’analisi di quel giocatore basata solo sui numeri corre il rischio di fissare in categorie che penalizzano, proprio il contrario di quel che ci prefiggiamo. Gli strumenti di analisi delle quantità, nel calcio ma non solo, si propongono di ottimizzare l’efficienza del nostro comprendere ma potrebbero essere il frutto di interessi di chi li costruisce. L’accumulo delle informazioni, dei dati sul giocatore, pone la necessità di governare i dati stessi per renderli leggibili, i metodi matematici arrivano per categorizzare e definire probabilità che quel giocatore agisca o non agisca in un determinato modo definito dalla sua categoria, ruolo prefissato e calcolato matematicamente.

E poi basta recuperare un giocatore, uno che umanamente fa a sportellate, tiene su la palla, la passa di prima, segna e fa segnare, e ci scordiamo la matematica e si torna a gioire.

Nino1921


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