Le palle di filo spinato Analisi Tecnica

Negli ultimi giorni un mio amico, diversamente pettinato, ha azzardato il paragone tra Chajia e Da Cruz con la coppia terribile di qualche anno fa … quella che faceva tremare tutti.

Come al solito non ci ha preso ( ma siamo abituati ) però una affinità questa squadra con quella di Tesser ce l’ha …. non nel gioco, non negli schemi, non nella velocità di esecuzione, non nella scioltezza della manovra.

Questa squadra però, ed erano ormai più di cinque anni che non la vedevamo così, ha dimostrato di avere coglioni e controcoglioni : le palle circondate di filo spinato come quella famosa frase che Jimmy Fontana gridò a voce alta ai microfoni di Sky quando battemmo il Padova.

Non è tutto oro quello che in queste due settimane é sembrato luccicasse ma, almeno dal punto di vista del carattere, da un po’ di giornate abbiamo dimostrato di non essere secondi a nessuno.
Arrembanti contro il Frosinone lucidi e sereni contro il Brescia pronti a colpire quando si presenta l’occasione evitando, nel resto della partita, di rischiare alcunché.

Lo si è visto alla fine della partita quando, incuranti delle direttive stupide di Società e Lega, sono tutti arrivati sotto la curva ospiti con gli occhi ancora iniettati di sangue e le mascelle belle quadrate…. l’ultima volta capitò a Bassano dopo il gol di Garufo… una vita fa.

Dobbiamo avere l’onestà intellettuale di dare questo merito solo ed esclusivamente ad Eugenio Corini che è doveroso bastonare quando non ci capisce un cazzo ma che è altrettanto doveroso elogiare per la cosa più importante che può fare un allenatore : creare un gruppo e dargli la giusta carica per tutti i novantacinque minuti.

Questa lucidità non hanno dimostrato di averla tutti : Chajia ha perso due palloni pericolosi la scorsa settimana e ieri ha dimostrato di capirci veramente poco nel suo ruolo.
Da Cruz non è una vera punta e ce lo ha dimostrato non tanto nel tiro addosso al portiere ma in quel ridicolo balletto in mezzo all’area prima di essere uccellato da Gastaldello.
Orlandi ha tirato una punizione al 94mo cercando la fuga di Casarini ( che era in fuorigioco di sette metri ) invece di tenere la palla concedendo così ad uno spuntato Brescia l’ultima occasione.

Ma sono dettagli, peccati di gioventù, fatti sopratutto da chi, essendo dotato di qualità tecniche superiori agli altri, ogni tanto si dimentica che in serie B quando hai la palla piuttosto di perderla la butti in tribuna e, se sei in mezzo all’area, tiri e bom fregandotene bellamente dell’aspetto estetico della tua giocata.

Dettagli che non sporcano minimamente due partite giocate con la lucidità ed il sangue freddo di chi ha cominciando a dimostrarci che il tempo sta diventando galantuomo … discreti nella tecnica, ancora un po’ farraginosi nei movimenti, carenti in alcuni ruoli per le tante assenze … ma con due coglioni grandi così.

Gli stessi coglioni che ha dimostrato la nostra curva, mantenendo inalterato per tutta la partita il suo livello di incitamento … pulito, armonico, incessante e gioioso.

Stiamo tornando piano piano … avremo ancora alti e bassi ma il messaggio mandato al mondo mi sembra chiaro: nonostante gli occhi azzurri siamo sporchi e cattivi… e quando lo sei sono cazzi amari per tutti.

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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