Essere felici ad ogni costo Pensieri e parole

Dopo la partita devo cercare il motivo per sentirmi felice. Quando si vince, anche giocando male, è facile. Certo, con il cattivo giuoco, anche se nell’ultima partita si è vinto, esiste la preoccupazione che nella prossima ‘’si paghi dazio ’’. Tuttavia la vittoria sopisce sempre il mal di pancia per la qualità non eccelsa di quel che si vede in campo.
La ricerca della felicità in azzurro, ultimamente, ha sempre il limite che se cerchi un argomento per essere contento ne trovi sempre un altro per il quale non sei proprio soddisfatto ( eufemismo).
Scrivendo e parlando, la lingua, batte sempre dove il dente duole, e si finisce con il parlare del giocatore Ceppa di minchia che non sa fermare l’avversario, in difesa o a centrocampo, invece che evidenziare il buono visto sul campo.
È un errore che faccio spesso e allora…cerco di ovviare con l’ottimismo ad ogni costo, e quindi m’impongo di ‘’ pensare positivo’’ . Ma anche questo potrebbe diventare un difetto : imporsi di vedere l’azzurro del cielo anche quando piove.
È vero, dopo una sconfitta, la mia posizione di estremista dell’ottimismo vacilla, e il mio ‘’chi si accontenta gode ’’ si dimostra una posizione falsa.

Sono consapevole che il campionato è lungo e sarà pieno di imprevisti, ma io voglio avere paura. Esatto, voglio la paura di essere felice per una vittoria non meritata; la paura di godere di un’azione che porta al goal che difficilmente sarà replicabile; la paura di incontrare la capolista e la sorpresa, la meraviglia, di batterla.
Lo so. Il mio oltranzismo ottimista è una posizione forzata, ma è un controllo difensivo dall’esperienza sul campo, anzi a bordo del campo, già provata in passato.
Bisogna muoversi, con l’ironia dissacrante della realtà di una classifica brutta, per fare in modo che nasca qualcosa : l’orgoglio di chi scende in campo con la maglia azzurra.
Dal continuo piangerci addosso, dal continuo controllo di questo e di quello per trovare il colpevole, non nasce nulla che risolva il problema : la nascita di una squadra, un gruppo con la sua identità.

Un’identità che non vuole mollare e usa la paura per superarla e vincere.

Nino1921


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